C’è anche un raro esemplare di Bibbia degli adulteri tra le teche della mostra Tesori in corso, fino al 2 aprile 2027, nelle sale della Biblioteca nazionale centrale di Roma.
In occasione dei 150 anni dalla fondazione, risalente al 14 marzo 1876, l’istituzione espone le sue meraviglie. Oltre 100 esemplari tra pubblicazioni, manoscritti, lettere, incunaboli, disegni, mappe. Spesso pezzi unici che, da soli, varrebbero la visita.
Bibbia degli adulteri: cos’è e perché si chiama così
La Bibbia, dunque, è solo uno dei tanti preziosi oggetti in esposizione. Ma è la sua storia a catturare, perché racconta di un semplice refuso trasformato in catastrofe.
Pubblicata a Londra nel 1631, nasce come una semplice riedizione della Bibbia di Re Giacomo. Niente di straordinario, verrebbe da dire. Ma una distrazione da parte del correttore di bozze incide sul testo. L’errore di stampa avviene proprio sul sesto (secondo la tradizione cattolica) comandamento. L’omissione dell’avverbio not, trasforma la frase Thou shalt not commit adultery (Non commetterai adulterio) in un’esortazione al peccato (Tou shalt commit adultery, ovvero Commetterai adulterio ). Da qui deriva il nome dell’edizione conosciuta come Bibbia degli adulteri o Bibbia Cattiva.
La cosa non passa inosservata, tanto che la pubblicazione guadagna una reprimenda da parte del sovrano in carica, Re Carlo I. Mentre l’arcivescovo di Canterbury, George Abbot, si lamenta della crescente incuria nelle edizioni sacre:
Ma ora la carta è senza valore, i compositori sono garzoni e i correttori sono ignoranti.
In ogni caso la Bibbia non può essere diffusa e le copie vengono in gran parte bruciate, determinando la rarità del libro. I pochi esemplari ritrovati valgono una piccola fortuna. A pagare il prezzo più alto sono però i tipografi Robert Barker e Martin Lucas: ritenuti responsabili del fallimento editoriale, vengono privati del titolo di stampatori reali e puniti con una multa di 300 sterline.
Tesori – Il patrimonio della Biblioteca nazionale centrale di Roma: la mostra
La Bibbia è in ottima compagnia. In mostra ci sono, tra gli altri, le Confessioni di Sant’Agostino, la prima edizione a stampa del Canzoniere e dei Trionfi di Francesco Petrarca, una lettera autografa di Giacomo Leopardi indirizzata al padre e firmata dal poeta come “suo amoroso figlio Giacomo”. E poi l’autografo de Le città invisibili di Italo Calvino, affiancato dai manoscritti di alcune delle sue più importanti opere concesse dalla casa editrice Mondadori, le prime edizioni di Giordano Bruno.
Ancora: eccezionali documenti di Giuseppe Gioachino Belli, Elsa Morante, Gabriele D’Annunzio, Pier Paolo Pasolini. E così via, in una stratificazione di secoli e tesori che va dalla fondazione della Biblioteca fino al Novecento. Ogni acquisizione rappresenta un capitolo di una storia complessa: racconta la crescita della collezione libraria, in tutto simile ad un organismo in espansione.
Tutto inizia nel 1876: Roma è capitale da appena cinque anni. La nascente Biblioteca nazionale centrale è destinata a rappresentare un simbolo dell’Unità d’Italia. Apre le porte su un patrimonio di circa 300 mila volumi, provenienti da 70 raccolte conventuali: è il cuore antico dell’istituto, provento della soppressione delle corporazioni religiose del 1873. Ma si tratta solo dell’inizio. La Biblioteca non smette di crescere, è un patrimonio vivo al servizio di studiosi, studenti e cittadini.
Oggi tesoro universale rappresentato dalla mostra Tesori – Il patrimonio della Biblioteca nazionale centrale di Roma . L’esposizione sarà visitabile secondo il seguente orario: dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 18.30, venerdì alle 9 alle 14.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La “Bibbia degli adulteri” e gli altri tesori nella mostra alla Biblioteca Nazionale di Roma
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