Diventare umani. Becomig human è il tema che ha accompagnato la cinquantacinquesima edizione del Giffoni Film Festival, che ha avuto inizio giovedì 17 e si è conclusa il 26 luglio. Protagonisti assoluti i giovani e i ragazzi che hanno avuto la possibilità di confrontarsi e di dire la loro in una serie di incontri, proiezioni e dibattiti.
“Vogliamo esplorare cosa significhi veramente essere umani oggi” spiega Luca Apolito, direttore artistico del Festival, “come possiamo divenire più consapevoli del nostro ruolo e delle nostre responsabilità”.
“Vermi”: il premio al miglior cortometraggio
Tra le proiezioni, troviamo Vermi, un cortometraggio con la regia di Domenico Distilo e prodotto da Corego, che nasce da una sceneggiatura di Daniela Gambaro, “nascosta” tra le pagine di Verdissime (Nutrimenti, 2024), pronta per essere realizzata.
E così è stato: con uno sguardo attento e delicato che accende un faro sul mondo delle giovani anime che si affacciano alla vita, e che con timore e coraggio si fanno strada in cerca del loro spazio nel mondo, esattamente come fanno i giovani, verdissimi rami di un albero, la storia di Rosi, protagonista di Vermi, non poteva mancare. Una "verdissima" bambina di undici anni che, assieme ai fratellini e alla madre, aspetta il ritorno del padre.
Affronta con creatività e determinazione il bullismo gratuito dei compagni di scuola, si prende cura dei fratelli e della madre incapace di svolgere il proprio ruolo: la forza che dimostra di possedere va oltre i suoi pochi anni. Rosi si dà da fare, non resta ferma e come può, inizia il suo cammino per diventare umana. E con questi presupposti, non poteva che ricevere il giusto riconoscimento: miglior cortometraggio.
Grazie a Daniela Gambaro, possiamo definire il progetto ed il valore di questo lavoro.
Recensione del libro
Verdissime
di Daniela Gambaro
L’intervista a Daniela Gambaro
- Che racconto è e che corto è diventato Vermi?
Vermi è nato come una sceneggiatura ed è stato poi inserito nella raccolta Verdissime per affinità tematica con gli altri racconti, tutti in prosa, che hanno per protagoniste delle giovanissime o dei giovanissimi. Il suo passaggio filmico è qualcosa di scritto nel suo dna; ci sono stati degli aggiustamenti dovuti a esigenze produttive (cambi di location, di età o sesso dei personaggi di contorno) ma per il resto rimangono intatti sia il cuore della storia sia la sua identità di racconto di formazione, in un ambiente naturale che amplifica la solitudine ma anche la forza dirompente di una ragazzina che non si arrende, anzi lotta e si fa strada con gli strumenti a disposizione.
- Diventare umani è il tema del Giffoni Film Festival 2025: in che modo Vermi rappresenta questo tema?
Vermi è stato invitato al Festival e il cortometraggio sarà proiettato per la prima volta tra qualche giorno nell’ambito della sezione Parental Experience. C’è tra l’altro una curiosa affinità tra il tema scelto dal festival e quello del mio libro. L’impegno nel crescere dritti, verso l’alto, verso la luce è il filo rosso di Verdissime: le protagoniste attraversano le avversità, cercano alleati e senso, sempre aleggia il rischio di perdere la propria natura verde in nome di una forma più nera, filtrata dalla disillusione. Sia Vermi sia gli altri racconti si basano tuttavia sulla possibilità di trasformarsi e crescere rimanendo fedeli alla propria forma: bizzarra, storta, propria, unica.
- Affronti il tema del bullismo: qual è il tuo sguardo su questa “deviazione” dall’essere umani che tocca già i più piccoli?
Il bullismo è il tema di Vermi e si abbatte su Rosi in quanto ragazzina sola, costretta a cavarsela senza l’aiuto degli adulti, ma soprattutto in quanto personalità forte. È proprio la sua tenace determinazione ad attirare le prese in giro, gli scherzi di gruppo, lo scherno: la natura volitiva di Rosi è mal tollerata, vista con diffidenza, incombe la paura diffusa che qualcosa di diverso possa farsi minaccia.
Il gruppo risponde alla paura con la violenza, Rosi invece risponde alla violenza con la creatività e questo smonta gli aggressori, li rende nudi e indifesi e li costringe a guardarsi allo specchio e a chiedersi se si trovino davvero dalla parte giusta.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Intervista a Daniela Gambaro, autrice e sceneggiatrice di “Vermi”
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