Può un oggetto raccontare la vita di una persona o di una famiglia? Sì, può e lo dimostra il libro Il sacco di Ashley di Tiya Miles, edito nel 2026 da Iperborea (Collana “I Corvi”), con la traduzione di Norman Gobetti.
La storia si sviluppa nel Sud degli Stati Uniti dove Rose, una donna in schiavitù, viene a sapere che la figlia Ashley di soli nove anni sarà presto venduta. Il fatto sarà un dramma, perché la madre sa che comporterà per loro un addio, una dolorosa separazione che getterà una figlia in mondo dove sarà la vita dura e dovrà cavarsela da sola. Per essere vicina alla figlia Rose le fa un dono: un sacco di cotone con dentro con un vestito logoro, qualche noce pecan, una ciocca dei suoi capelli e tutto il suo amore. Un oggetto umile, povero come materiale, ma emotivamente colmo, che resta sempre con Ashley durante gli anni dello schiavismo e della Guerra Civile Americana. A ricevere il sacco nel 1921 a Philadelphia ci sarà Ruth, la nipote, che ricamerà la storia della famiglia sul sacco.
In realtà l’autrice non solo ricostruisce la vita di queste tre donne legate da un legame di parentela e dal sacco stesso. La scrittrice svolge un’attenta ricerca sulla condizione del popolo africano schiavo, facendo comprendere al lettore quanto fosse drammatica la situazione esistenziale di queste persone. Una vera e propria indagine sulle condizioni di vita degli schiavi, considerati più strumenti di lavoro e oggetti che persone ed esseri umani, venduti all’asta per la forza lavoro che potevano fornire e costretti a sottostare alle decisioni dei loro padroni. Questi ultimi erano nella maggior parte dei casi crudeli e violenti, e oltre a comprare e vendere esseri umani come attrezzi di lavoro non esitavano ad affibbiare nomi che gli schiavi nemmeno si immaginavano di scegliere - e non solo, perché spesso quando si infatuavano di qualche giovane lavoratrice di loro proprietà non esitavano ad abusarne. Da queste azioni nacquero bambini e bambine che spesso somigliavano un po’ troppo ai figli o figlie del padrone bianco. A tale fine, per evitare problemi, litigi e ritorsioni delle mogli, spesso la schiava vittima di violenze veniva venduta o separata dal proprio figlio o figlia.
Il sacco di Asheley ci racconta tutto questo, portando il lettore dentro ad un’ America in fermento dove c’era la Guerra Civile, dove c’erano i neri in vendita come merce e dove c’erano i neri in fuga, consapevoli dei rischi, verso la libertà. Un mondo dove, giorno dopo giorno, quello che arriva dalle piantagioni sono la miseria, la povertà estrema e il brutale sfruttamento a cui questi lavoratori (schiavi) erano sottoposti nel tempo. Basta pensare che per i lavoratori i vestiti - di solito uno e non di più - erano fatti con scarti di stoffe povere e misere, e le donne che potevano recuperavano ritagli di stoffe delle padrone per rendere migliori i pochi capi logori che avevano.
Nel società narrata dalla Miles non importava se eri donna, uomo, anziano o bambino, perché se avevi la pelle nera eri un attrezzo di lavoro. Accanto a questa costante spersonalizzazione attuata dall’uomo bianco, la comunità nera trovò anche la forza di resistere, di combattere per la libertà, grazie al sostegno della fede e della potenza dell’amore, come quello che sta nel sacco di Ashley, ritornato in South Carolina, dopo esser stato a lungo in mostra allo Smithsonian.
Il sacco di Asheley di Tiya Miles non è solo la ricostruzione della vita di queste tre donne unite da un legame di sangue e da un oggetto, ma è la storia di un popolo e della nazione dove gli africani deportati, e afroamericani poi, agirono per essere liberi, per ottenere i loro diritti e lo fecero con grande sacrificio. Altro aspetto interessante del saggio è il mettere in evidenza l’importanza che può avere un oggetto quotidiano; nel senso che il sacco ricamato non è solo un contenitore di cose, è un guardiano e custode di sentimenti, di valori, di affetti e di quelle radici profonde che ci legano ai nostri avi per non dimenticare il nostro passato e da dove veniamo.
- Autore: Tiya Miles
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Iperborea
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il sacco di Ashley
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