DeAgostini Planeta Libri edita “Il dono” (2019 pp. 320, 16,00 euro), “Una nuova indagine del commissario Argenti”, come recita il sottotitolo del testo redatto da Carlo F. De Filippis, autore che vive e lavora a Chieri sulle colline torinesi.
Ѐ giovane, scapolo, di bell’aspetto, prestante ed è per questo che piace alle donne. Ѐ il commissario Zaccaria (Zac) Argenti, dal carattere forte e deciso, come del resto si evince dall’elenco presente in fondo al libro, dove il lettore si può divertire a scoprire tutte quelle “cose, persone e frasi” che stanno antipatiche al poliziotto.
“Quelli che si sono fatti il lifting”, “Le cinquantenni che si vestono come le figlie”, “Le ragazzine vestite come presentatrici tv”, “Le lenti a contatto colorate”, “Gli occhiali con le lenti a specchio”, “Gli occhiali con le lenti gialle di giorno”
Simpatico e sfrontato questo commissario che non ha paura di dire ciò che pensa, perché tutto si può rimproverare a Zac meno di essere ipocrita. In questa indagine oscura “alla Stephen King”, l’autore che ha esordito nel 2015 con “Le molliche del commissario” (Giunti), primo noir di una serie con protagonista il commissario Vivacqua, fa muovere Argenti in una Torino che appare più misteriosa e esoterica che mai.
L’uomo si fermò. I sensi in allarme. Annusava l’aria, sembrava un cagnaccio sospettoso, si guardava intorno facendo attenzione a non emettere alcun suono.
Zac ha perso la memoria quando si è risvegliato dal coma. Il poliziotto era caduto dalle scale cercando di schivare un proiettile durante un’irruzione in un covo di sequestratori. Stando così le cose Argenti non può lavorare e, rimosso dal servizio attivo, Argenti è messo sotto controllo dell’Ispettrice Maya Bolla. L’occasione per dimostrare ciò che vale è data da una scia di omicidi avvenuti secondo modalità molto difficili da spiegare, proprio come l’amnesia di Zaccaria e i sogni che tormentano le notti del poliziotto. Devi imparare ad ascoltare il tuo cuore Zac Argenti, allora sì che giungerai alla soluzione dell’enigma.
Al termine di un libro che si legge tutto d’un fiato, comprendiamo perfettamente per quale motivo il bravo giallista abbia scelto come esergo del volume la seguente frase di Henry James: “L’arte è suscitare un mistero al quale non si può dare spiegazione”.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: "Il dono" di Carlo F. De Filippis. Un’indagine del commissario Argenti
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