In Inghilterra, nella verde contea del Sussex, c’è un luogo speciale. Una distesa di betulle, pini e querce, tra sentieri appena tracciati a un’ora di auto da Londra. Sulle mappe è segnata come la foresta di Ashdown. Ma nel cuore di tutti gli appassionati di Alan Alexander Milne è conosciuta come il Bosco dei Cento Acri.
2600 ettari di natura incontaminata che sono da oltre un secolo la casa di Winnie the Pooh e dei suoi amici. In questi giorni, a 100 anni dalla pubblicazione delle celebri storie, ha ricevuto una vistia speciale: sua Maestà la Regina Camilla d’Inghilterra ha passeggiato per i sentieri e giocato con ragazzi e scrittori di libri per l’infanzia a Poohsticks. E ha perso.
Dalle passeggiate di Christopher Robin alla casa di Winnie the Pooh
Ashdown conserva intatta la suggestione del 1926, quando lo scrittore che ha abitato qui dal 1925 al 1940, ideò le avventure del tenero orso e dei suoi amici. Merito di una gestione attenta e rispettosa della magia di un luogo, che ha saputo tenere lontano il merchandising.
C’è un piccolo caffè e punto di ristoro per i visitatori, il Pooh Corner, ma è piuttosto discreto. Per il resto tutto è rimasto uguale alle origini: al tempo delle lunghe passeggiate di A. A. Milne con il figlio Christopher Robin alla scoperta della natura. Anche i sentieri sono quelli di allora con un’aggiunta recente: un nuovo percorso, The Queen Trial, è stato inaugurato in occasione della visita reale. E c’è qualche sorpresa tutta da scoprire: una minuscola porta rossa alla base di un albero segna la casa di Piglet (il Pimpi della versione Disney), mentre poco più in alto, lungo un tronco, a una debita altezza, abita Gufo.
E Winnie the Pooh? Anche lui ha il suo indirizzo. Come riconoscere la sua casa? Dalla scorta di barattoli di miele, naturalmente.
Poohsticks: come funziona
Per gli appassionati una sosta è d’obbligo al ponte dove Christopher Robin e gli amici giocano a Poohsticks. La competizione si può svolgere ovunque, a patto di avere a disposizione un fiume: il Campionato mondiale della disciplina si tiene ogni anno sul Tamigi. Di certo però giocare dove tutto è nato ha un altro fascino. Funziona così. Bisogna lanciare un legnetto in acqua e correre all’altro lato del ponte: vince il rametto che, trascinato dalla corrente, sbuca per primo lungo il corso d’acqua.
Tappa obbligatoria ad Ashdown è anche The enchanted place, il luogo dove Robin dice addio ai suoi amici e dove resteranno per sempre insieme a giocare, perché la magia è tutta nella semplicità. Un padre che racconta storie e le regala al figlio e al mondo per conservare per sempre il bambino che abita in ciascun lettore.
Una collaborazione nata nel Bosco dei Cento Acri
I visitatori possono inoltre ammirare la targa che ricorda una collaborazione fortunata: quella di A. A. Milne con il suo illustratore. A Natale del 1925 un articolo sul “London Evening News” annuncia l’uscita a breve di una storia firmata da A. A. Milne, giornalista e scrittore acclamato. Si parla di un racconto per bambini su Christopher Robin e il suo orsetto. In quella data solo due episodi di Winnie the Pooh sono completati, ma Milne è un autore prolifico e in marzo 1926 il romanzo è completato. Mancano le illustrazioni.
Poiché ha fretta di pubblicare, lo scrittore contatta Ernest H. Shepard e lo invita ad Ashdown dove abita in un cottage di campagna (fuori dal percorso di visita in quanto proprietà privata) per prendere visione dei luoghi delle sue storie. Shepard accetta con entusiasmo. Potrebbe disegnare un bosco qualunque; e invece preferisce, se può, conoscere qualcosa di più dei personaggi che illustra. Abita con la famiglia, vede i pupazzi di Christopher Robin e il bosco vicino alla casa. I suoi disegni ci regalano l’immaginario che conosciamo con Winnie, Tigro, Ih-Oh, Pimpi, Cangu, e contribuiscono a creare una favola senza tempo.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il Bosco dei Cento Acri, il mito senza tempo della dimora di Winnie the Pooh
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