Libertà va cercando, ch’è sì cara,
come sa chi per lei vita rifiuta.
I morti non mi sono mai piaciuti di Giuseppe Fusari (Neri Pozza, 2026) è il romanzo che ha vinto la settima edizione del Premio Neri Pozza, ed è un thriller colto e sofisticato.
Il protagonista, il commissario Amedeo Alessandri, va dantescamente cercando libertà dai propri demoni interiori e dal dolore che porta in sé a partire dalla morte del padre, il famoso storico dell’arte Roberto Alessandri. Al rinvenimento infatti del cadavere di Riccardo Mazza, pure lui noto storico dell’arte nonché curatore di una mostra appena inaugurata di inediti capolavori ritrovati, il commissario è costretto a rituffarsi nel mondo dell’arte, da cui si è allontanato da vent’anni, cioè proprio dalla scomparsa del padre. Tornare a immergersi in quel mondo erudito, per il commissario, significherà anche fare i conti con il proprio passato, con suo padre e con il loro difficile rapporto, riaprendo vecchie ferite che non si sono mai rimarginate.
Mio padre in questa storia c’entra molto di più di quello che immaginiamo. Solo non so perché.
A ingarbugliare la matassa ci penserà poi la particolarità del corpo del defunto Mazza, che si scoprirà essere totalmente tatuato della parola falso:
Ripetuto all’infinito. Ossessivo. Non ho contato le volte. Non dico fosse impossibile. Era inutile. Il corpo martoriato da una scritta continua. Una sola parola: falso. Esattamente così: FALSOFALSOFALSOFALSO.
Difficile capire chi gli volesse così male da volerlo morto, se tutti coloro che lo hanno incontrato proprio durante la cerimonia di inaugurazione di quell’eccezionale mostra riescono solo a parlarne più che bene:
Un genio.
Una gran persona.
Un signore.
Una bella intelligenza.
Uno straordinario conoscitore.
Un esperto.
Un eccellente conversatore.
Un ricercatore d’eccezione.
Un finissimo storico dell’arte.
Se Mazza era buono, bravo, intelligente e senza nemici, allora chi è stato a farlo fuori? “Quello era tutto falso. Non serviva scriverselo addosso”. Nelle orecchie del lettore rimbomba la parola infinite volte tatuata sul corpo del curatore (falso), e al contempo riecheggiano le inevitabili domande: chi l’ha ucciso? Perché è stato ucciso? Qual è il rapporto che legava Mazza al padre del commissario?
Il commissario Alessandri è “un irregolare, niente faccia da sbirro”, tutto “Palestra. Pesi. Muscoli”; “rozzo poliziotto tatuato”, Alessandri conquista il lettore per la sottile ironia con cui tratta chi gli sta intorno e per il fiuto che lo contraddistingue. Libertà anche dal male, quella che Alessandri ricerca - formulando ipotesi sulla fine di Mazza (il commissario avvisa il lettore che per risolvere il caso occorre “ragionare da storico dell’arte”) e ritornando con la mente al proprio rapporto con il padre: l’alternanza di diversi piani temporali che Giuseppe Fusari miscela, anche all’interno di un medesimo capitolo, garantisce una lettura avvincente, e il suo personalissimo stile paratattico dà ritmo alle pagine, comunica immediatezza e semplifica la lettura, benché possa apparire a volte utilizzato con eccessiva insistenza.
La frammentarietà data dal susseguirsi frequente di frasi brevi, spezzate ma coordinate tra loro, garantisce dinamismo e conduce il lettore a leggere I morti non mi sono mai piaciuti tutto d’un fiato; lo stile di Giuseppe Fusari, solido e maturo, il fascino del mondo dell’arte – ambientazione nota ma non frequentissima per un thriller –, “coincidenze e sorprese” cha saltano fuori nel corso dell’indagine e un protagonista tormentato e a tratti spigoloso, rendono questo thriller un romanzo coinvolgente e ben scritto. Chissà che non si possa immaginare una serie con protagonista il commissario Alessandri!
Giuseppe Fusari (classe 1966), sacerdote e storico dell’arte, insegna Storia dell’Arte presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia; è stato Direttore del Museo Diocesano di Brescia e ha svolto l’incarico di curatore di numerose mostre d’arte. I morti non mi sono mai piaciuti è il suo primo romanzo.
- Autore: Giuseppe Fusari
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Neri Pozza
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: I morti non mi sono mai piaciuti
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