Hedvig e Valdemar
- Autore: Frida Nilsson
- Genere: Libri per bambini
- Categoria: Narrativa Straniera
- Anno di pubblicazione: 2025
Il bisogno di amare e di essere amati è al centro della vita degli esseri umani da sempre, e in letteratura gli scrittori che si soffermano a raccontarlo spesso riescono a fare centro nel cuore dei lettori di ogni epoca, di ogni parte del mondo e di tutte le età.
Hedvig e Valdemar è un libro per bambini scritto dall’autrice svedese Frida Nilsson (titolo originale dell’opera Hedvig e Max-Olov), pubblicato in Svezia nel 2006 e in Italia giunto solo nel 2025 con le illustrazioni realizzate da Ilaria Mancini e la traduzione di Laura Cangemi, grazie alla casa editrice LupoGuido. In esso si racconta la tenera storia di amicizia tra Hedvig, una bambina che frequenta la seconda elementare in una scuola di un piccolo paese della Svezia, Hardemo, e un asino, Valdemar, che entra a sorpresa nella vita della piccola protagonista e della sua famiglia.
Hedvig è figlia unica ma non sembra soffrire di solitudine, perché ha degli amici e due genitori che le vogliono molto bene, anche se molto impegnati, perché sua mamma lavora in ospedale e fa i turni di notte mentre il padre è un giornalista. La sua casa è immersa nel verde della campagna in una piccola località, Ängatorp, che si trova a poca distanza dal paese dove ha sede la sua scuola, e in pratica ha una fattoria con dei terreni coltivabili, animali da allevare e domestici. Hedvig frequenta volentieri la scuola di Hardemo, alla quale si reca ogni mattina grazie a uno scuolabus che passa da casa sua regolarmente per caricare tutti bambini delle località vicine. La sua amica del cuore è Linda e la scena di apertura del romanzo le ritrae proprio assieme, intente a riposarsi e a osservare dall’alto di un pero il paesaggio circostante all’interno del cortile della scuola durante un momento di ricreazione. Questo albero, il più alto tra tutti i peri presenti nel cortile, è una sorta di rifugio e di luogo del cuore per le due bambine e ha una particolarità: la presenza in cima di una forcella che sembra fatta apposta per accogliere due persone.
Hedvig e Linda, nonostante siano diverse nell’aspetto fisico e nel carattere, vanno molto d’accordo. La protagonista ha i capelli dritti e castani, le orecchie a sventola, il naso a patata, è vivace, intraprendente, curiosa, ma ha l’abitudine di non sapere tenere bene a freno la lingua. Linda invece è minuta, ha i capelli biondi e spettinati, i denti grandi e il nasino all’insù. Inoltre Hedvig ha una vera passione per i cavalli e ne vorrebbe tanto uno, ma suo padre per motivi economici non può permetterselo, mentre Linda non sembra interessata a questi animali, preferirebbe avere un motorino, né ama giocare come fanno spesso le sue compagne di classe, Hedvig compresa, a giochi dove immaginano di essere dei cavalli che galoppano e si agitano nel cortile. Sono tutte in pratica prese da questi nuovi giochi e dal collezionare figure di cavallini, una passione che nel racconto viene definita "febbre cavallina" e che in pratica è il motore che muove la vicenda. In particolare Hedvig vorrebbe essere nella stessa condizione di Ellen, un’altra sua compagna che ha gli occhiali ed è la più invidiata della classe perché suo papà, che è un poliziotto, le ha regalato un cavallo di nome Briciola, con il quale gioca spesso insieme alla sua amica del cuore e compagna di scuola Karin.
Hedvig continua a sognare e intanto, per consolarsi, si reca qualche volta in bicicletta al vicino centro ippico di Riseberga e vorrebbe iscriversi al corso di equitazione per bambini per poter finalmente imparare a cavalcare. Un giorno la vita della piccola protagonista cambia, perché suo padre accetta l’offerta di un gentile signore anziano, Karl-Erik, che abita a poca distanza dalla fattoria della famiglia di Hedvig, il quale gli segnala che è disponibile un asino che ha preso momentaneamente con sé in attesa di trovare una nuova famiglia e che è stato abbandonato dal suo ex proprietario, il signor Pärsson, un uomo severo, duro e probabilmente anche violento verso gli animali che non voleva più saperne di lui. L’asino, che si chiama Valdemar, entra così a far parte della vita di Hedvig e della sua famiglia ,ma la bambina non è felice all’inizio del regalo che suo padre le ha fatto, perché non è quello che lei sognava. Un asino non è certo uguale a un cavallo, e poi Valdemar a lei appare davvero brutto, dispettoso, piuttosto ribelle e poco socievole, assai diffidente verso gli esseri umani forse a causa della sua esperienza negativa con il signor Pärsson.
Hedvig non sembra voler stringere amicizia inizialmente con Valdemar, che le appare anche chiassoso con il suo raglio costante e un po’ stupido, ignaro di pericoli e regole da rispettare nel recinto e in generale nella fattoria dove è chiamato a vivere. Si vergogna di avere un animale simile e decide quindi di mentire ai suoi compagni di classe sulla sua identità anziché raccontare la sua vera esperienza, come suo padre le consiglia di fare. Hedvig immagina che Valdemar sia un misterioso e strano suo vicino di casa venuto a vivere da poco a Ängatorp, che possiede tre bellissimi cavalli bianchi che lei può ammirare ma anche con i quali può giocare e che può accarezzare.
Le bugie però, come spesso accade nella vita, vengono fuori e la scoperta della vera identità di Valdemar da parte dei suoi compagni di classe porterà guai e umiliazioni per la piccola Hedvig, minando le sue certezze al punto da non tollerare più la presenza di Valdemar nella sua vita. Convince così suo padre a restituirlo a KarlErik, anche perché l’asino sembra restio a obbedire a ogni sorta di regola. Un giorno però Valdemar riesce a fuggire dal recinto e sparisce nel bosco, facendo perdere ogni traccia di sé. Hedvig comincia a preoccuparsi per lui e a pentirsi di non averlo accolto, perché pensa che l’asino sia scappato dalla fattoria perché abbia percepito che lei non gli volesse davvero bene. Seguono giorni e settimane incerte per Hedvig, che spera nel ritorno a casa di Valdemar, tra recite scolastiche di festività natalizie come quelle di Santa Lucia, dissapori e incomprensioni con i compagni di scuola per i quali Hedvig soffre molto e le vicende tragicomiche del cugino Tony, il figlio del fratello della mamma, che vive nel vicino paese di Hackvad; un adolescente ribelle e che nel racconto viene etichettato come un vero e proprio "bullo motorizzato".
La vicenda si snoda tra momenti comici e altri drammatici, ma sempre accompagnati da una capacità davvero molta buona dell’attrice di tessere una trama lineare, semplice ma mai banale, condita anche da qualche sapiente tocco di poesia, di sana ironia e di un’originale spiritualità sempre decisamente al passo con i tempi moderni. Una storia caratterizzata dal cambiamento, dove ogni cosa si trasforma e alla riflessione e all’introspezione tipica della cultura nordeuropea, adatta anche a un pubblico adulto, si affianca anche l’azione e il senso pratico che coinvolge piccoli e grandi, uniti nel cercare di dare un senso e la giusta direzione alla propria esistenza. Proprio questa è la forza di questo romanzo illustrato: raccontare una semplice storia di amicizia caratterizzata anche da continue spiegazioni tipiche di un libro per bambini, senza mai cadere nella retorica, nella banalità ma soprattutto mettendo l’amore autentico al centro della narrazione. Un amore che a volte è fatto anche di silenzi e di sguardi più che di tante parole, come a volte gli animali sanno fare molto meglio di noi essere umani e che Frida Nilsson riesce a esprimere in maniera efficace e semplice ma anche con uno sguardo poetico e un tocco di romanticismo.
Ottima anche la caratterizzazione dei personaggi, pur essendo un libro abbastanza breve e pensato per lettori dai 7 anni di età in su. Tra di essi, oltre oltre alla piccola protagonista Hedvig e a Valdemar, anche personaggi secondari come i suoi compagni di scuola, tra cui anche il bullo Alfons, che indossa sempre un cappellino in testa con il marchio Saab della famosa casa automobilistica svedese dove il padre lavora e che vuole fare il duro cercando in tutti i modi di umiliare Hedvig per il fatto di avere un asino (ma che paga a duro prezzo la sua strafottenza e maleducazione con umiliazioni che gli fanno passare la voglia di usare le maniere dure con la sua compagna di classe). Simpatico anche il ritratto del maestro della classe di Hedvig, che vorrebbe mantenere l’ordine e la disciplina nella sua classe come un insegnante di altri tempi, ha tante idee e iniziative, ma che spesso è costretto a cedere all’esuberanza e in qualche caso anche all’insubordinazione dei suoi piccoli alunni. Infine il cugino adolescente Tony, "il bullo motorizzato", uno dei personaggi secondari che ha in realtà un ruolo importante nella storia, soprattutto nella parte finale. Da ribelle, scansafatiche e indisciplinato quindicenne quale appare inizialmente nella storia nella quale si rende protagonista anche di alcuni atti vandalici, diventa in seguito saggio, audace e intelligente nel saper rimettere in ordine la sua vita e riesce a riappacificarsi con i suoi genitori, grazie anche al decisivo intervento di sua zia, la mamma di Hedvig, che lo convincerà a ricevere la Confermazione. Questa, per i protestanti e in particolare per la Chiesa luterana che è quella più presente in Svezia, si distingue da quella che si riceve nella Chiesa Cattolica, chiamata anche Cresima, che è un vero e proprio sacramento, perché rappresenta invece per essi una sorta di rito di passaggio del fedele che celebra la sua ammissione alla Cena del Signore e la sua personale ratifica delle promesse battesimali.
Da un punto di vista stilistico, il libro si caratterizza per la semplicità di linguaggio, per la struttura essenziale e lineare della trama che segue il suo corso quasi sempre in modo cronologico con qualche riferimento al passato di alcuni personaggi rievocati nei loro racconti, ma sempre con uno sguardo attento e focalizzato su Hedvig, pur la narrazione sviluppandosi in terza persona.
Frida Nilsson, scrittrice svedese nata nel 1979 nel piccolo paese di Hardemo, nel comune di Kumla, contea di Örebro nella Svezia centrale, ha scoperto ben presto la sua passione per la scrittura, ispirata dal padre giornalista e scrittore teatrale. Proprio dal teatro per i bambini inizia il suo percorso di autrice, fino a diventare scrittrice di romanzi per giovani lettori con la pubblicazione del suo primo libro nel 2004. Le sue opere sono molto amate e lette in Svezia, dove ha ricevuto tra i vari riconoscimenti il prestigioso premio Astrid Lindgren nel 2014; è tradotta, letta e ha ricevuto numerosi premi letterari in Francia e Germania, e in Italia i suoi libri sono stati pubblicati prima da Feltrinelli e ora da LupoGuido.
Hedvig e Valdemar è la seconda storia dedicata al personaggio di Hedvig. Questo romanzo è stato finalista al Premio Andersen 2025 nella categoria 6-9 anni e al Premio Strega Ragazze e Ragazzi sempre nell’edizione del 2025. Attualmente l’autrice vive a Mörkö, nella campagna fuori Stoccolma, con la sua famiglia e due basset hound.
Il finale del libro non va svelato, ma appare chiaro che in questa storia l’amore, quello sincero, semplice ma autentico vince come spesso accade anche nella vita, anche se a volte noi adulti non siamo capaci di accorgerci di questa verità e forse dovremmo imparare questo dai bambini. Loro, all’amore che vince sempre in tutte le sue forme, anche quello tra una persona e un animale, forse credono più di noi e questo ci insegna Frida Nilsson in questo delizioso libro.
Hedvig e Valdemar
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Hedvig e Valdemar


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