Gli eroi della Shoah. Storie dei Giusti tra le Nazioni
- Autore: Sara Rattaro (a cura di)
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Morellini editore
- Anno di pubblicazione: 2025
Da Teresa Bandini, moglie milanese dello scrittore Scerbanenco, alla veneta Adele Testa in Zara: diciannove uomini e donne che si sono distinti nell’aiuto agli israeliti perseguitati dai nazisti. Le vicende di cittadini comuni, gente semplice, solo alcuni impegnati istituzionalmente o noti (c’è anche il futuro papa Giovanni XXIII), sono raccontate e in parte romanzate in un’antologia da diciannove autrici e autori italiani. Gli eroi della Shoah. Storie dei Giusti tra le Nazioni, edita da Morellini Milano (gennaio 2025, 256 pagine), è a cura di Sara Rattaro, scrittrice genovese e formatrice di nuovi autori e autrici in corsi di storytelling.
Una categoria, i Giusti, composta per lo più da gente semplice, benefattori della porta accanto e resa celebre da giganti della salvezza dallo sterminio, come Oscar Schindler, gli italiani Giorgio Perlasca e il vicecommissario di PS Giovanni Palatucci (morto nel lager di Dachau nel 1945). La dizione si riferisce ai non ebrei che hanno rischiato per salvare anche un solo ebreo durante l’Olocausto e vengono onorati dall’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme, l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah, istituito nel 1953 con un atto del Parlamento israeliano. Dispone di archivi, biblioteca, scuola e musei. Ha il compito di documentare e tramandare la storia del popolo ebraico durante la Shoah, preservando la memoria di ognuno dei sei milioni di vittime. Gli compete anche il ricordo dei Giusti fra le Nazioni, titolo onorifico riconosciuto dal 1963 da una commissione guidata dalla Suprema Corte israeliana, che valuta con criteri meticolosi la documentazione e le testimonianze sul coraggio e il rischio affrontati da salvatori che hanno messo a repentaglio le vite loro e quelle dei propri cari per aiutare gli ebrei durante la Shoah. Chi viene riconosciuto Giusto tra le Nazioni riceve una medaglia, un certificato d’onore e diventa cittadino onorario dello Stato d’Israele. Gli viene anche dedicato un albero piantato nel Giardino dei Giusti, nel museo dello Yad Vashem, a indicare il desiderio di ricordo eterno, secondo la tradizione ebraica.
Durante l’Olocausto, nei Paesi controllati dai nazisti, l’atteggiamento verso gli ebrei variava dall’indifferenza all’ostilità. Per lo più, si assisteva alla retata, qualcuno collaborava con i carnefici e molti beneficiavano dell’esproprio delle proprietà dei deportati. Ma in un mondo in totale collasso morale, c’era una piccola minoranza che ha dimostrato uno straordinario coraggio, per difendere i valori umani. Hanno corso gravi rischi per salvare gli ebrei. Il pericolo per i salvatori variava da un Paese all’altro, ma tanto loro che le persone tratte in salvo vivevano nella costante paura d’essere scoperti, perché vicini o collaborazionisti potevano sempre denunciarli. Consultando il sito ufficiale dell’Istituto Yad Vashem, si può verificare che gli insigniti sono 28.707 a fine ottobre 2025, dei quali 810 italiani.
I Giusti erano di nazionalità, religioni, estrazione sociale e percorsi di vita diversi. Condividono però l’aver protetto i loro vicini ebrei in un momento in cui prevalevano ostilità e indifferenza. Per questo, i protagonisti delle straordinarie vicende di questa raccolta di racconti sono persone che, in un momento di odio devastante, si sono poste come “fari di speranza e umanità”, fa presente la curatrice. Compiendo atti d’incredibile animo e altruismo, hanno seguito un imperativo morale che li ha spinti a opporsi al male assoluto, senza poi cercare riconoscimenti o ricompense. Uomini e donne comuni, sacerdoti, insegnanti, medici, militari, qualche intera comunità, non hanno voltato le spalle davanti alle ingiustizie. Ognuno ha trovato come salvare vite: chi ha nascosto intere famiglie in soffitte e cantine, chi ha fornito documenti falsi oppure organizzato vie di fuga verso Paesi sicuri, chi ha protetto bambini e adulti, spesso senza mai rivelarlo a nessuno. I racconti esplorano non solo le azioni eroiche di questi individui, anche le angosce, i dubbi e le sofferenze affrontate in silenzio.
Non solo italiani nei racconti; figurano un cittadino polacco, un cappuccino francese, un’austriaca protestante, un diplomatico svizzero a Budapest e una missionaria evangelica scozzese, sempre in Ungheria. Perfino due intere comunità: un villaggio di 1700 pescatori sulla costa danese, Gilleleje e la popolazione di Le Chambon-sur-Lignon, 2500 abitanti di un territorio isolato tra l’Ardeche e l’Alta Loira, dove ogni fattoria e famiglia divennero un rifugio per ebrei, soprattutto bambini. La popolazione, in maggioranza protestante, discendeva dagli ugonotti rifugiati sul Plateau per sfuggire ai massacri delle guerre di religione e aveva conservato nella memoria collettiva il ricordo di quanto subito: chi è stato vittima non può schierarsi coi carnefici.
Resta spazio solo per un accenno alle vicende italiane. Attrae l’attenzione il titolo di uno dei primi capitoli antologici, Metà Roma nasconde l’altra metà, firmato dalla narratrice capitolina Alessandra D’Alessandro. È la storia di Oberdan Bardoni (1889-1979), riconosciuto Giusto tra le Nazioni alla memoria nel 2017. Antifascista, artigiano di mobili in ferro, con abitazione di tre stanze al Trionfale, in cui viveva vedovo con quattro figli, ospitò fino alla liberazione la famiglia Di Veroli di via dei Giubbonari: padre, madre, altre quattro figlie e un ragazzo. Erano scampati alla retata degli ebrei del Portico d’Ottavia, il 16 ottobre 1943, ordinata dal comandante della Gestapo, Herbert Kappler. Si erano nascosti, per un mese, nelle grotte sotto il Palatino. Le famiglie ebree rastrellate nel Ghetto di Roma vennero avviate verso il campo di sterminio di Auschwitz. Dei 1024 deportati, tornarono solo 15 uomini e una giovane donna, Settimia Spizzichino. Nessuno degli oltre 200 bambini.
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Gli eroi della Shoah. Storie dei Giusti tra le Nazioni


Lascia il tuo commento