A oltre 20 anni dalla scomparsa, ancora libri che ne tracciano un profilo e ne analizzano l’opera. Certo Gaber non è stato dimenticato: la dimensione artistica del suo teatro e la schiettezza e profondità delle sue parole in musica continuano a riecheggiare e a seminare consapevolezza sui temi a lui cari in chi lo ascolta, anche tra le ultime generazioni. Il volume di cui qui suggeriamo la lettura, dal titolo Giorgio Gaber (Luigi Cuna ed Emanuele Felice, Curci, 2025), si distingue, oltre che per i contenuti che ben riescono a rappresentare la vicenda artistica gaberiana, anche per le splendide illustrazioni a corredo di Ernesto Anderle, artista poliedrico che con il suo linguaggio copre varie discipline tra cui il disegno, la pittura, la scultura e l’archeologia e le cui opere sono state esposte in diverse gallerie d’arte tra Milano, Trento, Venezia e Pechino.
Rammentano gli autori del libro come Gaber sia stato tante cose: musicista, attore, cantante, cabarettista, comico e, non di rado, tutte queste cose insieme. Ancora osservano come le canzoni di Gaber e Luporini conservino
immutata la loro sorprendente capacità di catturare il nostro giudizio critico, sorprenderlo e scavarci dentro, senza paura di ferirlo, ma per svegliarlo e nutrirlo, ricordandoci il potere travolgente del pensiero, della leggerezza e del sorriso.
Viene anche ricordato tra le pagine del volume come il percorso artistico del cantautore milanese inizi nel dopoguerra; Gaber, frequentando l’ambiente musicale milanese, conosce Jannacci, Tenco, Celentano. Con Enzo Jannacci, in particolare, stringe una di quelle amicizie d’altri tempi che porterà alla formazione del duo "I due Corsari". In seguito si unisce al gruppo de "I giullari", dove scopre di avere quelle qualità artistiche che ne segneranno il successo.
La storia di Gaber continua: tra le pagine riccamente illustrate scorrono grandi successi del nostro come La Torpedo blu, La libertà (tra le più rappresentative dell’intero repertorio gaberiano, la canzone costituisce un momento di riflessione profonda sul senso più autentico della libertà, che dovrebbe essere intesa non come diritto all’occupazione di spazio ma come partecipazione e consapevolezza), Lo shampoo e così via: ad essi fanno seguito le parole di molte delle sue canzoni e l’analisi, sintetica ma puntuale, dei suoi album, da Il Signor G del 1970 all’ultimo capolavoro del 2003, Io non mi sento italiano.
Alla lettura appassionante, gli autori aggiungono l’invito all’ascolto di alcuni dei brani di Gaber, scelti e raccolti in una playlist online su Spotify, accessibile tramite codice QR.
- Autore: Luigi Cuna ed Emanuele Felice
- Genere: Musica
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Giorgio Gaber
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