Fortunata (Garzanti, 2026) è il romanzo d’esordio di Roberta Cosimo, salentina d’origine, ispirato a una storia vera. La scrittrice, dopo la maturità classica e la laurea magistrale in Beni culturali, si trasferisce a Milano, dove vive e lavora immersa nei libri e nell’arte.
Salento, Puglia, anni venti del Secolo scorso. “Sull’uscio di casa, le vicine trovarono Antonia che si stringeva il ventre”. Alla prima richiesta di aiuto le donne erano accorse senza esitare, avendo riconosciuto il grido acuto che spezza la voce e il respiro corto che toglie il fiato mentre il corpo si preparava alle spinte. Tutte sapevano cosa fare in questi casi, anche chi ancora non era passata attraverso il travaglio. Era uno di quei rari momenti che appartenevano solo alle donne.
Antonia era stata condotta all’interno della casa. Erano stati tirati fuori i panni puliti e fatto scaldare un pentolone di acqua mentre Antonia si stendeva sul misero giaciglio. L’abitazione consisteva in un unico stanzone e la partoriente se ne vergognava malgrado gli insopportabili dolori. La donna aveva avuto altri tre figli e sapeva come comportarsi: respirava augurandosi che tutto fosse finito presto. Invece venne attraversata da una fitta violenta che le aveva fatto chiudere gli occhi mentre aveva mormorato: “Fai che sia un maschio”. Quando li aveva riaperti aveva scorto il viso della cognata “mescia” Assunta.
“Ci è fimmina me la tali”. Erano state le parole che si era sentita dire dalla sorella del marito Armando alcuni mesi prima. Non era stata una domanda ma con tono perentorio, Assunta, sarta provetta del paese, vedova e il fardello del dolore per la sua unica figlia morta, esigeva, quasi per risarcimento dal destino crudele, la figlia della cognata e di Armando, Fortunata. Ad Assunta i soldi non mancavano; avrebbe provveduto sia alla famiglia del fratello sia alla bambina, istruendola al suo stesso mestiere. Quindi tutto sarebbe tornato al suo posto.
La storia narrata in questo libro mi accompagna da sempre, perché si ispira alla vita dei miei nonni. Come accadde a mia nonna, anche Fortunata alla nascita viene affidata alle cure di una zia, nota in paese per essere una sarta eccellente. La sua vita sembra destinata a scorrere tranquilla, seguendo un percorso già tracciato. Ma l’amore per un ragazzo e, poco dopo, lo scoppio della guerra cambiano per sempre il corso del suo destino.
Ho custodito questa storia per anni, come un ricordo prezioso. Poi, a un certo punto, ho avvertito il desiderio di condividerla, perché sentivo che meritava di essere raccontata. Sognavo che ispirasse ed emozionasse anche altri, oltre a me
ha dichiarato l’autrice in una recente intervista.
Un libro dedicato alla nonna Pippi, ai suoi nonni e alla madre, dal forte impatto emotivo, dove spicca la resiliente Fortunata, che pur avendo la vita segnata, per essere nata in un mondo nel quale nascere donna significava obbedire, prova a percorrerla a suo modo accettando il suo ruolo ma senza subirlo.
Occorre fiducia e buona volontà per affrontare quel che viene.
- Autore: Roberta Cosimo
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Garzanti
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Fortunata
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