"Quanto potremo andare avanti così? Come andrà a finire?" Queste domande, che risuonano da mesi, sono il cuore della riflessione sul futuro di Israele e Palestina. Il nuovo libro di Anna Momigliano, Fondato sulla sabbia. Un viaggio nel futuro di Israele (Garzanti, 2025) ci guida in un cammino di storia e di attualità fra le multiple voci e le sabbie mobili che catturano la nostra attenzione su questa terra antica, offrendo una prospettiva ampia ma umana su questa orribile situazione e distinguendosi tra le molte uscite post 7 ottobre 2023.
In un testo completo ma scorrevole, Anna Momigliano sa di cosa sta parlando. Si può descriverla come un’italiana di cultura ebraica, ma anche come un’ebrea con due piedi ben piantati in due terre. Giornalista affermata nel campo del Medio Oriente, ha vissuto anni in Israele, conosce la lingua, i luoghi, i popoli e ha a cuore quel mondo di sabbia contestato da secoli. Lo racconta con imparzialità e calore, unendo i due punti di vista che ama citare: quello dell’occhio interno e quello dell’occhio esterno, per chi è dentro e fuori da quel mondo di sabbia contestato.
Il libro si sviluppa su due binari: uno storico e uno tematico. Logicamente, come essenziale in una discussione che vuole rispondere alle domande brucianti di oggi, il testo copre i quasi 150 anni della sua storia moderna, cercando di rispondere alla domanda: come siamo arrivati fin qui? Lo fa in modo che chiamerei “a spirale”, tracciando e rintracciando le fasi dal primo movimento sionista ai giorni di oggi, usando i temi come perno per ogni capitolo. Costruisce un’immagine completa come una tessitura varia e colorata sulla scia dei concetti principali che presenta. L’autrice spiega e annota i momenti salienti, fino a descrivere l’attuale Stato di Israele in tutte le sue dimensioni.
Il contributo di Fondato sulla sabbia per le discussioni odierne è il trattamento tematico che allarga la comprensione delle società e dei popoli di queste terre. Colpiscono le tante conversazioni che la Momigliano ha tenuto con persone di ogni parte di questa realtà multiforme. Ci fa entrare nella complessità del paese, chiarendo aspetti che dall’esterno sono difficili da conoscere. Le quattro (non dodici) tribù della società israeliana, i momenti politici alternanti fra speranza di pace e rassegnazione davanti allo status quo, le problematiche demografiche e religiose, la tortuosa altalena del cosiddetto processo di pace.
Per gli amanti dei numeri, il numero “4” risalta:
è un paese dove convivono, non sempre pacificamente, identità molteplici, quasi compartimenti stagni, e dove le divisioni, assai profonde, corrono su più piani.
Le tribù sono delineate in quattro fazioni: i laici israeliani che credono nello Stato democratico, i palestinesi cittadini di Israele di fatto se non di pieno diritto, i nazional-religiosi che sono “sionisti” per eccellenza e spesso la forza degli insediamenti, i tradizionalisti e ultraortodossi che vogliono esercitare il potere della religione e sono sionisti per comodità.
Poi ci fa conoscere da dentro le variegate realtà di ogni giorno. Vengono presentate le quattro aree della Cisgiordania, esemplare delle complessità politiche e territoriali, mentre l’autrice cammina in mezzo alla natura selvaggia con le sabbie mobili e le voragini del deserto. E di nuovo sono quattro i tipi di associazioni per la pace, da quelle da sinistra politicamente a quelle dei membri dell’esercito, che ragionano sulla problematica reale, ponendosi contro l’“illusione che il conflitto possa essere gestito, anziché essere risolto”.
Fondato sulla sabbia è un libro per tutte (le 4) stagioni e per tutte le persone in una ricerca sincera di comprendere il nostro tempo. È divulgativo e di facile lettura, ma fondato sui fatti e sugli avvenimenti storici. L’epilogo tocca appena il 7 ottobre e oltre con una lettura personale attraverso alcune canzoni che caratterizzano il conflitto degli ultimi cinquant’anni. Il libro non presenta una vera visione del futuro di Israele come accennato nel sottotitolo, ma non può essere diversamente - la sabbia è sempre mobile e le armi non cessano. Il racconto non esce dai confini della terra chiamata Palestina da secoli e non apre l’argomento, forse dovuto, sul più largo contesto del Medio Oriente esteso agli Stati arabi.
Sento che l’autrice è una persona che lavora per la pace tramite il suo mestiere, per una qualche forma onorevole e giusta di convivenza tra i popoli e per una vera realtà di self-determination per tutti. In quanto americana di origini ebraiche, residente in Italia da 36 anni, e dopo aver approfondito a lungo il tessuto di questo conflitto, ritengo che il libro sia estremamente importante oggi e merita una diffusione ampia, magari anche in inglese.
- Autore: Anna Momigliano
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Garzanti
- Anno di pubblicazione: 2025
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Fondato sulla sabbia. Un viaggio nel futuro di Israele
Lascia il tuo commento