Una delle più belle viste sulla terra di Dio.
È quella che si gode da Lerici, in Liguria, secondo Emma Orczy, baronessa per nascita, scrittrice per vocazione e scelta.
Il Golfo dei Poeti quasi un secolo fa conquista con il suo fascino anche la celebre creatrice de La Primula Rossa, tanto da annoverare lei e il marito, il pittore Montague Barstow, tra i residenti abituali tra il 1927 e il 1933. Una presenza nota, la loro, ma velata da un’aura di riservatezza, al contrario dei ben più famosi coniugi Shelley. D’altronde a conquistare la celebre coppia reduce da Londra, Parigi e Montecarlo sono la bellezza del luogo e la possibilità di condurre una vita ritirata. Così, mentre il freddo stringe mezza Italia, è facile immaginare il clima mite della costa e sognare assieme a una delle grandi signore del mistero.
“La Primula Rossa” e la caccia della bellezza
Niente grandi feste per la baronessa, che conserva il ricordo delle origini ungheresi e della rivolta popolare che costringe la famiglia a riparare a Londra. E lascia un segno nella sua arte.
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Abile pittrice, vanta quadri esposti alla Royal Academy di Londra. Ma poi scopre la scrittura. Altri autori vendono libri, quindi può farlo anche lei. E regala al mondo la serie de La Primula Rossa (riedita in Italia da Fazi): il misterioso eroe che salva dalla ghigliottina i nobili francesi in piena epoca rivoluzionaria è retaggio del passato dell’autrice. E ottiene un successo di pubblico che conta rivisitazioni teatrali e cinematografiche.
Ma la baronessa inventa anche il detective in poltrona, rinnovando a modo suo il genere giallo. Qui l’investigatore di turno è un compito signore che raccoglie le confidenze di una giornalista e trae deduzioni e sorprendenti soluzioni, pur senza comparire sulla scena pubblica. Proprio come la signora elegante che, immortalata nelle fotografie dell’epoca con al collo l’immancabile filo di perle, inventa storie. E guadagna, tanto da potersi permettere una villa sulla costa francese. Di questa passione per la bellezza racconta nella biografia (edita in Inghilterra con il titolo Links in the chain of life).
Recensione del libro
La primula rossa
di Emma Orczy
Emma Orczy e la fuga da Montecarlo a Lerici
Una ricerca costante, quella del bello, che per Emma Orczy trova compimento nella casa e nel giardino monegaschi. Fino alla notorietà che porta folle di turisti nel paradiso isolato di un tempo:
Monte Carlo stava diventando grande e gonfio; si gonfiava in ogni direzione come un grande orco che divorava più di quanto potesse inghiottire e minacciava di scoppiare sui fianchi. Mi ricordava di quella fiaba di La Fontaine: la rana che voleva essere grande come il bue.
Villa Bijou e il suo giardino non sono più luogo dei sogni. Ma un’enorme conigliera. Troppi connazionali, affollamento, vita sociale che i coniugi non amano.
È certo che iniziammo a desiderare un luogo dove saremmo stati completamente chiusi fuori dalla vita sociale per la quale nessuno di noi si dava pensiero, e che sembrava trascinarci con i suoi multiformi tentacoli, lontano dalla vita semplice che amavamo.
Il paradiso però è a portata di mano. Merito dei Cochrane, connazionali ed amici, e della loro seconda casa in Italia. Galeotto sarà il soggiorno a Villa Rezzola (da poco un bene Fai), a Lerici. Emma ne è affascinata:
Costruita sulle colline che si affacciano sul Golfo di La Spezia, offre una delle più belle viste sulla terra di Dio.
Ci sono le montagne bianche di Carrara sulla sinistra e la piccola città di Lerici. E poi i giardini della villa: terrazze e balaustre che digradano verso il mare in un trionfo di rose, ulivi e palme.
Qualcosa che parla a qualcuno proveniente dall’Inghilterra.
La svolta arriva, ancora una volta, con un amico, l’Ammiraglio Reginald Bacon, che si sistema proprio a Lerici in cerca di inverni assolati, pace e quiete. E racconta di un terreno in vendita adiacente alla sua proprietà: la baronessa e il marito procedono all’acquisto e alla costruzione di una casa, La Padula, con annesso giardino. Il posto perfetto per trascorrere autunni e primavere.
Una deliziosa piccola villa italiana sul lato della montagna nel cuore dei boschi di ulivi che, in primavera, erano tappezzati di giacinti selvatici e narcisi.
Chissà se c’erano anche primule... Magari rosse.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Emma Orczy a Lerici: l’autrice della Primula rossa nel Golfo dei Poeti
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