Dal sito dell’artista https://edfairburn.com/
Dublino è una ragazza persa nei suoi pensieri e ritratta di profilo, Roma guarda l’osservatore con gli occhi di una donna bellissima, Londra ha il viso di un uomo in atteggiamento sognante. Le città hanno un volto.
A trovarlo e disegnarlo è Ed Fairburn, un artista inglese contemporaneo, con base a Southampton. Per i suoi lavori utilizza cartine e mappe antiche, più o meno le stesse che fanno parte delle collezioni di numerose biblioteche. Usate per trovare indirizzi, con l’avvento della tecnologia sembrano passate di moda. Oggi diventano strumento per scoprire identità nascoste. E per associare i luoghi alle persone in maniera originale.
Come funziona l’arte di Ed Fairbun
Come succede? Fairburn stende le mappe su una superficie piana. E poi segue con una matita strade, linee ferroviarie, corsi d’acqua. Non aggiunge e non toglie niente: semplicemente unisce punti e linee esistenti in un gigantesco gioco di collegamenti - alla fine emerge il ritratto. Un viso che era già presente sul territorio e che l’artista sembra solo aiutare ad emergere.
Le opere così realizzate spopolano in rete. E nel tempo sono comparse in numerose gallerie ed esposizioni in giro per il mondo. L’autore inoltre collabora con case editrici: ha disegnato, ad esempio, alcune copertine per Penguin o un ritratto di John Lennon (sulla carta di Liverpool, va da sé!) per la riedizione del disco Mind Games.
Cos’è il topopointillismo, tra topografia e puntinismo
Il processo di creazione ha un nome: topopointillismo, ovvero una combinazione di topografia e puntinismo. Come spiega l’artista:
Il mio lavoro deriva dai miei due interessi principali: collezionare vecchie mappe di carta e disegnare ritratti.
Progetti ferroviari, mappe stellari, carte geologiche e stradali diventano così tele. Fairburn usa materiali tradizionali, come inchiostro, colori e matite. E procede per gradi: cambia contorni, strade e altri intrecci presenti nella cartografia.
Queste modifiche mi consentono di ottenere la forma umana, permettendo una confortevole coesistenza di figure e paesaggio. Ambisco a preservare la funzionalità di ogni mappa, alimentando la composizione invece di combatterla. Per questo spesso impiego ore a studiare il terreno prima di iniziare qualsiasi procedimento fisico.
Il risultato è un ritratto. Uguale allo schizzo che un artista potrebbe realizzare all’angolo di qualsiasi strada del centro storico. Solo che il soggetto, in questo caso, è un’intera città.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Ed Fairburn, l’artista che crea ritratti partendo dalle vecchie mappe delle città
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