Un giorno illuminato e scaldato dal sole, specialmente se è festa, può bastare a indurre uno stato d’animo spensierato e felice. Allo stesso modo, una Domenica di Pasqua che profuma di primavera può ispirare versi carichi di leggerezza e gioia di vivere.
Ne è un esempio evidente È Pasqua, un componimento di Cesare Zavattini dedicato alla più importante ricorrenza cristiana: analizziamo il testo e scopriamone il senso profondo.
“È Pasqua”: testo della poesia
Anche il sole stamane
è arrivato per tempo,
anzi con un leggero anticipo.
Anche io mi sento buono,
più buono del solito.
Siamo tutti un po’ angeli oggi
mi pare quasi di volare
leggero come sono.
Esco di casa canticchiando,
voglio bene a tutti.
“È Pasqua”: contenuto e analisi della poesia
Parlando in prima persona, l’autore afferma di trovarsi in una giornata pasquale con il sole alto e splendente, sorto addirittura in anticipo probabilmente per via del valore della celebrazione stessa. L’umore è ottimo e si percepisce anche più buono del solito, leggero come un angelo in una circostanza nella quale un po’ tutti si sentono esseri angelici. Alla fine, quando esce di casa canticchiando, ha la sensazione di voler bene a tutti.
La Pasqua è una ricorrenza importante, che dona gioia agli uomini e che anche la natura onora attraverso il suo vivace rifiorire e le temperature che man mano si scaldano divenendo sempre più piacevoli e accoglienti. Ed è questo il concetto espresso in “È Pasqua”, un componimento di Cesare Zavattini (1902-1989), teorico ed esponente di spicco del Neorealismo italiano.
La poesia è un grazioso bozzetto che attraverso un linguaggio semplice e di immediata comprensione esprime contentezza per la festività in corso, una tra le più sentite e partecipate della cattolicità. Non solo: trattandosi di una celebrazione religiosa, ciò che conta davvero non sono tanto i segni esteriori come i pranzi e le uova di cioccolato, ma la bontà di cuore e un comportamento corretto.
Forse la Pasqua ci rende più buoni? Zavattini vuole essere positivo e ci dice che sì, "siamo tutti un po’ angeli oggi", al punto che "mi pare quasi di volare / leggero come sono". Un messaggio di speranza che calza a pennello a questa Pasqua 2026, funestata da guerre che insanguinano territori non troppo distanti da noi. E allora consoliamoci con la poesia, che porta luce dove c’è buio, allegria dove c’è tristezza, gentilezza lì dove imperano arroganza e scortesia. Questa poesia comunica un senso di serenità di cui adesso abbiamo tutti estremamente bisogno.
Il sole citato al primo verso, non a caso, assume un significato metaforico, poiché simboleggia lo splendore della Pasqua, la ricorrenza che magnifica la Resurrezione di Cristo.
La conclusione della lirica è un inno ai buoni sentimenti: "voglio bene a tutti" è l’affermazione di chi si sente a posto con la coscienza e in pace con il mondo.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “È Pasqua” di Cesare Zavattini: testo e significato della dolce poesia pasquale
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