I recenti fatti di cronaca sulla famiglia nel bosco hanno fatto diventare cruciale la questione del ritorno alla campagna come educazione dei figli e scelta di vita. Ma non solo.
A livello letterario si assiste alla proliferazione di romance in cui la donna sembra ritornare a modelli che si pensava fossero scomparsi e sembra ritornare a una vita più vicina ai ritmi della natura. Giovani donne manager trentenni all’apice della carriera lasciano New York o Los Angeles e si costruiscono una nuova vita in villaggi ricchi di neve e di alberi nel New England, nel Maine o nel Vermont. Ereditano da zie più o meno buffe un bistrot, una libreria, una villa e cambiano la loro vita innamorandosi di qualche aitante giovanotto locale.
Non è strano oggi, in una società ipertecnologica, scrivere e leggere storie ambientate in luoghi romanticizzati degli Stati Uniti che sicuramente non sono come nei libri? A dire la verità, no. Forse è un modo per allontanarsi da una società disumana in cui l’individuo, uomo o donna che sia, è schiacciato dal mondo? In questi paesi non si parla di guerra, non si parla di inquinamento o di tasse. Sembra tutto calmo e felice.
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E allora non è strano che siano state messe per iscritto le storie di Lorelai in Una mamma per amica, nota serie televisiva dei Duemila che ha fatto da apripista, o libri come Amori e segreti al Pumpkin Spice Cafè di Laurie Gilmore, pseudonimo significativo di una donna manager convertitasi alla letteratura. E il paese descritto nel libro ha tutte le caratteristiche per far piangere le lettrici o anche per farle ridere, o consolarle, a seconda delle necessità. Una specie di coperta di Linus letteraria.
Cozy romance: caratteristiche e limiti del genere
Abbiamo quindi il cozy romance, confortevole, invernale o autunnale, pronto per l’uso, un prodotto confezionato bene che ha successo in libreria e scala le classifiche.
Come in ogni narrazione che si rispetti, abbiamo il cattivo (frequentemente, ma non sempre, una donna innamorata del protagonista maschile), ma che non lo è troppo (non sia mai che turbi la nostra delicata protagonista!). Niente drammi, niente intrighi, magari qualche dispetto o maldicenza che però rovina l’atmosfera del paese e, alla fine, tutto torna a posto con due innamorati felici. E poi l’amicizia femminile, rara nella realtà; la protagonista viene subito adottata dalle donne della comunità, che le dimostrano la loro solidarietà e affetto con consigli e tazze di tè. Si forma una rete sociale che protegge i protagonisti della storia d’amore e che li aiuta anche nella sistemazione pratica della casa e del matrimonio, che è la conclusione del romanzo.
E su tutto un paesaggio autunnale o, in qualche caso, invernale, che ripudia l’estate o la primavera, troppo esuberanti e chiassose, come se fossero demoniache. E la politica non esiste ed è amministrata in modo diretto, neanche fossimo nella Grecia antica.
Eppure la rappresentazione degli amori rurali piace e queste opere sono nelle classifiche mondiali. La campagna piace e sembra superata l’idea della cittadina come nodo di vipere, anzi la si guarda come a un rifugio da una società stressante. Ma è giusto?
No, ma è il segno di una società che si è ripiegata su se stessa, non avendo modelli da proporre e che tende a idealizzare il passato, pur essendo consapevole che non era così. E la protagonista di Amori e segreti al Pumpkin spice cafè non fa eccezione.
Cosa manca a questi romanzi? L’essenziale: una storia potente, il polso narrativo e uno sviluppo credibile. Ed è triste pensare che le donne lettrici non lo pretendano.
Recensione del libro
Amori e segreti al Pumpkin Spice cafè
di Laurie Gilmore
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Cozy romance di ambientazione rurale: caratteristiche e limiti del genere
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