Sono tante le lingue straniere che presentano parole intraducibili con un solo termine nella nostra lingua. Questa curiosa situazione si verifica anche con alcune espressioni o parole napoletane di poche sillabe, e probabilmente cazzimma è uno dei termini più curiosi e difficili da comprendere per chi non è partenopeo.
La breve parola, chiaramente di origine volgare dato il rimando ovvio all’organo sessuale maschile, rappresenta in poche lettere un vero e proprio modus vivendi dei napoletani e oggi proveremo a spiegarne al meglio significato e origine.
Cazzimma: significato e origine della parole partenopea
Come abbiamo appena detto, la parola cazzimma nasce come termine volgare che fa riferimento all’organo sessuale maschile, con il suffisso “-imma” che ha lo scopo di rafforzare il concetto stesso reso dalla parola.
Per comprendere appieno il significato della curiosa parola, sarebbe bene calarsi il più possibile nella cultura che l’ha partorita. La cazzimma, infatti, oltre ad essere intesa come estrema malizia, furbizia e, talvolta, arte manipolatoria, è nella maggior parte dei casi quella caratteristica posseduta dalle persone che, avvezze alle difficoltà della vita, hanno imparato ad arrangiarsi e sono oggi in grado di destreggiarsi tra situazioni ed eventi complessi con grande intelligenza, riuscendo sempre a spuntarla senza ritrovarsi in ulteriore difficoltà. In questo senso, quindi, il termine cazzimma ha un significato ambivalente: mentre da un lato può essere considerata una caratteristica profondamente negativa, soprattutto quando utilizzata per manipolare gli altri e raggirarli, dall’altro è la dote di coloro che sanno affrontare le avversità senza che queste gli si ritorcano contro.
Come tutti i termini popolari, anche la parola cazzimma è stata inizialmente utilizzata in contesti urbani non documentabili con opere scritte, ma si ritiene che la sua diffusione orale sia collocabile tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Solo nella seconda metà del XX secolo ritroviamo questo termine in composizioni che ci permettono di contestualizzare in maniera più precisa la sua diffusione e il suo largo utilizzo. Cazzimma compare così nei primi vocabolari napoletani e nelle raccolte linguistiche solo tra il 1960 e il 1980. La registrazione di questo termine in alcuni dizionari italiani è ancor più tardiva, attestandosi ai primi anni Duemila, a seguito del suo maggior utilizzo veicolato anche da una larga diffusione di più mass media.
Cazzimma nella musica e nello spettacolo
Poche parole sono in grado di condensare in poche lettere lo spirito napoletano come cazzimma. Lo sanno bene i tanti autori napoletani che hanno utilizzato a vario titolo questo termine nelle loro opere. Uno dei primi è senza dubbio Pino Daniele, che nella sua A me me piace ‘o blues canta:
tengo a cazzimma e faccio tutto quello che mi va.
Ma la parola, così ruvida e dura, simbolo di un’astuzia ben celata e abilmente utilizzata, è entrata di diritto anche nell’arte contemporanea. Anche il rapper napoletano Clementino la utilizza, addirittura nel titolo di una sua canzone del 2015, Cazzimma & malessere, restituendo nel testo il significato più autentico della parola: un manifesto identitario di un modo di stare al mondo, discutibile ma sicuramente autentico.
Anche la serialità televisiva ha fatto largo uso della parola, con Gomorra – la serie nella quale molti personaggi utilizzano cazzimma per identificare un modo di fare, in questo caso spesso volto al male ma anche pregno di lucidità emotiva. Il termine è spesso presente anche negli sketch comici di artisti campani che hanno ottenuto grande successo in tutta Italia. Celebre la frase di Alessandro Siani, che in un suo sketch cerca di spiegare la cazzimma a un milanese, rispondendo alla domanda “Cos’è la cazzimma?” con:
“Non tò voglie ricere, chest’è a cazzimm!”
Diverse opere teatrali partenopee, infine, hanno spesso la parola cazzimma nei loro testi, soprattutto a partire dai primi anni Duemila. Un tributo doveroso a un termine che è molto più di una semplice parola tra tante, ma un vero e proprio concentrato di significato che denotano carattere e scaltrezza difficili da comprendere e talvolta da imitare.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Cazzimma: origine e significato dell’intraducibile parola napoletana
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