- Autore: Andrea Giannasi
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Rubbettino
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788849883992
Nella Grande Guerra li chiamavano “aeroplani”, per il caratteristico copricapo di panno, la lucerna, che indossavano nel servizio di polizia militare nelle retrovie, anche a immediato ridosso della prima linea. Non è però del conflitto 1915-18 l’immagine che riprende un graduato della Benemerita, con il cappotto grigioverde e la fiamma dell’Arma in evidenza sul cappello dello stesso colore, proposta sulla copertina del saggio Carabinieri in trincea. Luigi Lucchesi da Caporetto al Ponte di Perati con il 3° Battaglione Carabinieri Reali. Per i tipi delle Edizioni calabresi Rubbettino (Soveria Mannelli, Catanzaro, febbraio 2025, 200 pagine) e a firma di Andrea Giannasi, storico ed editore a Lucca, è un nitido volume con riproduzioni in bianconero d’immagini, disegni, documenti e cartoline.
La pubblicazione è patrocinata e sostenuta dall’Associazione Toscana Volontari della Libertà e dal Centro Studi lucchese di storia contemporanea Carlo Gabrielli Rosi, diretto dallo stesso prof. Giannasi. Laureato in storia nell’Università di Pisa, docente e promotore culturale, editore e ricercatore storico, è uno specialista dei contingenti militari nella Seconda Guerra mondiale, autore tra gli altri numerosi saggi di testi sui reparti nippo-americani e brasiliani che hanno operato in Italia nel 1944-45. I titoli: Il Brasile in guerra. La Força Expedicionaria Brasileira in Italia (1944-1945) (2014); I Nisei in guerra. I soldati nippoamericani in Italia 1944-1945 (2016); L’altra campagna di Russia. CSIR-ARMIR 1941-1943 (2023). Gli ultimi due volumi recano il marchio Tralerighe Libri, creato e guidato da Giannasi, insieme a Garfagnana Editrice e Argot.
Deve e dedica questa eccellente e documentata ricerca al colonnello Viola, che negli ultimi anni della propria vita “ha cercato, studiato e amato la storia”. Oggetto d’attenzione: Luigi Lucchesi, “figura da non dimenticare” di combattente e di ufficiale, nell’Arma prima regia poi repubblicana.
Il titolo cita Caporetto e il Ponte di Perati, luoghi simbolo nella storia nazionale, che richiamano pagine infauste e drammatiche, prove difficilissime comunque superate dagli italiani, con le unghie e con i denti. Uno, in Slovenia, è sintesi drammatica dello sfondamento austro-tedesco del 24 ottobre 1917 e della nostra rotta fino al Piave, l’altro è legato alla sciagurata campagna mussoliniana di Grecia, quando il sottovalutato esercito ellenico ci ributtò in Albania, dopo pochi giorni d’incerta avanzata verso Giannina, dal 28 ottobre 1940. E ci stava schiacciando verso il mare, in un drammatico inverno.
Classe 1898, milanese, Lucchesi era figlio di Carabiniere (comandante della Legione di Firenze) e di un’aristocratica di famiglia sarda. Dopo la maturità liceale, si arruolò volontario diciannovenne nel 1917, ammesso a frequentare il corso allievi ufficiali di complemento presso la Scuola di Fanteria di Parma. Nei primi di ottobre, col filetto di aspirante, venne inviato in zona di guerra nel 281° Reggimento della decimata Brigata Foggia. Venti giorni dopo, all’inizio dell’offensiva nemica, il suo reparto ebbe l’ordine di spostarsi sulla sinistra, Isonzo a Caporetto, lungo la dorsale del Volnik, poco a est dell’abitato. Isolato dal brillamento del ponte sul fiume, l’intero Reggimento rimase tagliato fuori il 25 ottobre.
Nei suoi ricordi, spicca la sorpresa di sentire il fuoco di fucileria e mitragliatrici alle spalle del loro schieramento e non davanti (infatti gli austrotedeschi erano già oltre l’Isonzo e li avevano scavalcati). I colleghi gli dicevano che in montagna l’eco altera la provenienza dei suoni e quindi quanto accadeva sulle posizioni avanzate sembrava provenire “da dietro”. Come pensare che i “tognitt” avevano sfondato in pochissime ore ed erano ben oltre le linee? Non poterono che cedere le armi. Luigi finì nel campo di concentramento per ufficiali di Celle, in Bassa Sassonia, Blocco A, baracca 29. Soffrì la fame, in prigionia. Tremenda. Il Governo italiano si rifiutava d’inviare aiuti e ostacolava la spedizione di pacchi privati. Il timore delle diserzioni, sovrastimato, indusse il Comando Supremo a non soccorrere i soldati prigionieri del nemico, per spaventare con la loro indigenza i potenziali disertori al fronte. Tutto era aggravato dalla crisi alimentare che affamava Germania e Austria, per il blocco navale imposto dall’Intesa.
Nella corrispondenza a casa da Celle-Lager, il giovane Luigi sollecitava insistentemente la spedizione
di non altro che viveri, non dei bocconcini fini, ma roba che imbottisca bene lo stomaco, la più grossolana che si possa avere, che qui non è il caso d’altro.
Al rientro in Patria, venne reintegrato, inquadrato come ufficiale effettivo e trasferito nell’Arma dei Carabinieri.
Scoppiato il conflitto con la Grecia a fine ottobre 1940, si trovava nelle retrovie. Pochi giorni dopo, i greci ruppero il fronte a Koritza, ricacciando in Albania gli Italiani, costringendoli a difendere la linea Valona-Tepelino-Ocrida. In quelle settimane, il 3° Battaglione Carabinieri operò come fanteria, sulla linea avanzata di difesa, per l’assenza di rincalzi pronti al combattimento. Seicento uomini in montagna, al comando del tenente colonnello Giuseppe Contadini. Tra loro, il capitano Lucchesi, che ha lasciato un diario inedito, ripreso dal prof. Giannasi.
Invece di “spezzare le reni alla Grecia”, le nostre divisioni erano state respinte e subivano incessanti offensive greche nel gelo dei monti albanesi, con grande sacrificio. Solo l’intervento di truppe tedesche sbloccò la situazione, dal 6 aprile 1941. Aggirata la linea Metaxas da nord, la Wehrmacht minacciò di accerchiare le unità del gen. Papagos, costretto ad abbandonare l’Albania. Già il 20, i greci offrirono la fine delle ostilità, rifiutando però di trattare con l’Italia. Il giorno dopo, accettarono la resa senza condizioni, concessa solo ai Tedeschi. Il gen. Tsolakoglu si arrese anche agli italiani il 22, per evitare perdite ormai inutili.
Carabinieri in trincea. Luigi Lucchesi da Caporetto al Ponte di Perati con il 3° Battaglione Carabinieri Reali
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Carabinieri in trincea. Luigi Lucchesi da Caporetto al Ponte di Perati con il 3° Battaglione Carabinieri Reali
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