“Il Piave mormorava”, “il Piave mormorò”, “non passa lo straniero”... chi non conosce almeno qualche frase di quella che molti ricordano come la Canzone del Piave?
La leggenda del Piave (è questo il titolo ufficiale) è senza dubbio uno dei canti patriottici italiani più popolari e amati, che torna alla memoria degli italiani sia nel giorno del 24 maggio, data citata all’inizio del testo, sia il 4 novembre, anniversario del giorno che pose fine al Primo conflitto mondiale per l’Italia.
La sua composizione risale infatti al 1918 e fa riferimento al ruolo dei soldati italiani nel tragico contesto della Prima Guerra Mondiale. Gli oltre 100 anni trascorsi dalla sua creazione non ne hanno minato né l’importanza, né il fascino.
Vediamo insieme testo, autore, origini e curiosità de La leggenda del Piave.
Testo della Leggenda del Piave
Il Piave mormorava
Calmo e placido, al passaggio
Dei primi fanti, il ventiquattro maggio
L’esercito marciava
Per raggiunger la frontiera
Per far contro il nemico una barriera
Muti passaron quella notte i fanti
Tacere bisognava, e andare avanti
S’udiva intanto dalle amate sponde
Sommesso e lieve il tripudiar dell’onde
Era un presagio dolce e lusinghiero
Il Piave mormorò: "Non passa lo straniero"
Ma in una notte trista
Si parlò di un fosco evento
E il Piave udiva l’ira e lo sgomento
Ahi, quanta gente ha vista
Venir giù, lasciare il tetto
Poiché il nemico irruppe a Caporetto
Profughi ovunque, dai lontani monti
Venivan a gremir tutti i suoi ponti
S’udiva allor, dalle violate sponde
Sommesso e triste il mormorio de l’onde
Come un singhiozzo, in quell’autunno nero
Il Piave mormorò: "Ritorna lo straniero"
E ritornò il nemico
Per l’orgoglio, per la fame
Volea sfogare tutte le sue brame
Vedeva il piano aprico
Di lassù, voleva ancora
Sfamarsi e tripudiare come allora
"No" disse il Piave, "No" dissero i fanti
Mai più il nemico faccia un passo avanti
E si vide il Piave rigonfiar le sponde
E come i fanti combattevan le onde
Rosso del sangue del nemico altero
Il Piave comandò: "Indietro va’, straniero"
Indietreggiò il nemico
Fino a Trieste, fino a Trento
E la vittoria sciolse le ali al vento
Fu sacro il patto antico
Tra le schiere, furon visti
Risorgere Oberdan, Sauro, Battisti
Infranse, alfin, l’italico valore
Le forche e l’armi dell’impiccatore
Sicure l’Alpi, libere le sponde
E tacque il Piave: "Si placaron le onde"
Sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi
La Pace non trovò né oppressi, né stranieri.
Origini e contesto storico della Canzone
La Leggenda del Piave, inno semplice e orecchiabile ma profondo nel suo significato, vide la luce nel 1918, al termine della battaglia del solstizio (nome coniato dal poeta Gabriele d’Annunzio), combattuta sul fronte del fiume Piave (15-22 giugno 1918).
Lo scopo della canzone era quello di incitare al coraggio e alla lotta i giovani combattenti.
Del resto quei ragazzi, tutti nati intorno alla fine dell’800, furono chiamati a un compito nobile e grandioso: completare il lungo e difficile processo dell’unità nazionale liberando il Trentino e la Venezia Giulia dal dominio austriaco.
La canzone “umanizza” il fiume Piave, che all’inizio del testo assiste nella data del 24 maggio al “passaggio dei primi fanti” italiani che marciano verso la frontiera con l’Austria. Come molti ricorderanno l’Italia entra nella Prima Guerra mondiale il 24 maggio 1915, il giorno seguente alla dichiarazione di guerra all’Austria-Ungheria avvenuta il 23 maggio 1915.
Nell’ottobre del 1917, come è noto, l’Italia subì la disfatta di Caporetto, diventata tristemente epica, ma in seguito riuscì a ritrovare animo e fiducia sotto la guida del Generale Armando Diaz.
Le sorti della guerra si decisero proprio sul nuovo fronte Monte Grappa-Piave.
La Battaglia del Piave è stata una delle pagine più gloriose della nostra storia recente.
L’eroica resistenza posta in essere dai soldati italiani, infatti, segnò l’inizio della fine per la controparte, costretta ad arretrare di fronte all’offensiva dei valorosi ragazzi tricolore.
Il 3 novembre 1918 le truppe italiane entrarono a Trento e a Trieste e, lo stesso giorno, a Villa Giusti, vicino a Padova, l’Austria-Ungheria firmò l’armistizio, entrato in vigore alle 15 del giorno seguente.
Il 4 novembre 1918 segna quindi la fine della guerra per l’Italia, una settimana prima della conclusione del conflitto in Europa, arrivata l’11 novembre con l’armistizio di Compiègne tra la Germania e gli Alleati.
Per questo La leggenda del Piave è tra i canti più eseguiti nelle celebrazioni del 4 novembre, oggi Giorno dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze armate.
E.A. Mario: chi era l’autore de La leggenda del Piave
L’autore di testo e musica della canzone La leggenda del Piave è E.A. Mario, pseudonimo di Giovanni Ermete Gaeta, povero ma talentuoso artista partenopeo.
Nato a Napoli il 5 Maggio del 1884 in una famiglia di umili origini, Gaeta era un artista "naturale", capace di comporre musica ad orecchio, senza avere alle spalle una regolare e canonica preparazione accademica.
Una mancanza che non gli impedì di diventare l’autore di alcuni dei brani più famosi e apprezzati della tradizione canora napoletana, tra cui la celeberrima Tammurriata nera, di cui compose la musica.
Fu il timore dell’offensiva austriaca in sostanza a far scaturire il furore patriottico e lo slancio creativo di Gaeta, che si mise a lavorare alla canzone divenuta poi celebre di notte, anche se poi al mattino doveva alzarsi presto per andare a lavorare alle poste.
Un lavoro modesto, che però gli aveva permesso di far fronte in modo relativamente efficace ai problemi economici che lo avevano sempre assillato.
Dunque la Canzone del Piave nacque con il favore delle tenebre e per un periodo fu davvero il nostro inno: dopo l’armistizio del 1943 venne adottata come inno nazionale provvisorio al posto della Marcia reale. Il 12 ottobre 1946, su proposta del ministro della Guerra Cipriano Facchinetti, il Consiglio dei ministri scelse però come inno provvisorio il Canto degli Italiani di Goffredo Mameli, che lo è rimasto fino a oggi.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il Piave mormorava, la canzone del 24 maggio: testo, origine e significato
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