Nel suo nuovo romanzo Marco Cassardo mette come esergo un brano tratto dal Vangelo di Giovanni, con le donne e la madre sotto la croce del Cristo morente, e divide pure la storia che racconta in tre parti, “L’orto degli ulivi”, “Il Golgota” e “Il sepolcro vuoto”. Camera singola (Mondadori, 2026) non è un romanzo religioso in senso tradizionale, ma piuttosto una dolorosa via crucis simbolica che dura tutta la vita del protagonista, che in prima persona narra di sé e del proprio dramma esistenziale, a partire dell’impotenza sessuale, lui che era stato una sorta di don Giovanni per tutta la vita, collezionista di avventure con ogni tipo di femmine, di cui amava soprattutto il corpo armonioso, e che ora, per una malattia urogenitale che occupa gran parte del racconto, è costretto, poco più che sessantenne, a una forzata astinenza.
Giovanni, l’io narrante, è un bibliotecario alle soglie della pensione; figlio unico, è rimasto solo con una mamma colpita dalla demenza senile, ora ricoverata in una casa per anziani dal nome mellifluo, “L’Oasi dorata”. Lì Agnese sarà affidata alle cure della caposala Lucia dal primario dottor Sismondi, in una camera che divide con un’anziana sola e altrettanto fuori di testa. La vita di Giovanni ora si divide tra la biblioteca, le stanze dell’Oasi dorata e gli studi medici che comincia a frequentare dopo che il suo disturbo sessuale si rivelerà una malattia sempre più invasiva.
Marco Cassardo, dopo un incipit volutamente sopra le righe, “Mi è morto il cazzo”, continua la sua narrazione mettendo in scena le difficoltà esistenziali, sempre più drammatiche, con cui la vita di Giovanni prosegue. Le preoccupazioni per la madre sempre più lontana, il tentativo di costruire un rapporto affettivo con l’affidabile e affettuosa Lucia, il sogno di poter ancora essere sessualmente efficace, a cui lo spinge la giovane Ivana, la figlia di Lucia, laureata in lettere con una tesi sul Don Giovanni di Mozart. La ragazza, raccomandata dalla madre Lucia, farà la stagista in biblioteca sotto la guida di Giovanni, ma il rapporto sarà fallimentare; l’uomo infatti capisce la lontananza dal mondo e dalla cultura della stagista, che lo guarda con altezzosa distanza. Sarà più fortunato con la madre, ma il sesso non funziona più neppure con lei.
Nelle pagine del romanzo, Cassardo ricostruisce l’infanzia difficile di Giovanni, con un padre severo e austero che vorrebbe un figlio coraggioso, potente, intrepido, e si trova un bambino spaventato, attaccato perennemente alla gonna della madre protettrice, sofferente sul piano psicologico nella totale incomprensione degli adulti.
Il dottor Bronzetti, il farmacista Mino e il dottor Sismondi detto Goering sono i personaggi di contorno, una specie di coro di questo romanzo durissimo, coraggioso, nel quale Cassardo riesce a far emergere le turbe di un uomo solitario, malato, attaccato alla mamma, sconfitto, intingendo la penna della sua narrazione nelle pieghe più intime e profonde di una psicologia maschile che ha perso il suo potere, semmai lo abbia mai avuto. Torino è la protagonista sullo sfondo di questa storia cupa, dolorosa, depressiva, anche se molto contemporanea; il lungo percorso di Giovanni lo porta verso un’inattesa conclusione, che spiega il titolo del libro con un’immagine straordinariamente poetica, “L’Oasi dorata è diventata la Cappella Sistina”, immagine potente e nello stesso tempo vagamente rassicurante, come se le citazioni delle opere d’arte che ha fatto grande l’umanità potessero essere d’aiuto al tentativo del suo annullamento totale.
- Autore: Marco Cassardo
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Mondadori
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Camera singola
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