Ci sono figure storiche che vengono consegnate alla memoria collettiva già scolpite nel marmo, e altre che invece restano sospese ai margini della grande narrazione nazionale, ridotte a note a piè di pagina, quando non direttamente deformate. Nato nel 1818 e morto nel 1896, il bellunese Antonio Maresio Bazolle appartiene senza dubbio a questa seconda categoria: repubblicano federalista, protagonista sui generis al 1848 veneziano, amministratore sotto gli Asburgo, critico arrabbiato del centralismo sabaudo e osservatore lucidissimo delle trasformazioni del Veneto ottocentesco, è stato per troppo tempo raccontato in troppe poche righe. Sino ad oggi non mi ero mai imbattuta in una sua biografia, ma solo in ripubblicazioni di sue opere con brevi commenti, oppure in articoli scritti quasi in maniera sforzata, in cui i manoscritti del Bazolle sono citati poco o malamente, con stralci troppo corti e non inseriti in un contesto più ampio.
Il libro Antonio Maresio Bazolle. Antirisorgimento veneto (Club di Autori Indipendenti, 2025, 188 pagine, 20 euro) di Riccardo Pasqualin mi ha piacevolmente sorpresa. Leggo che il testo è alla sua seconda edizione e mi compiaccio del successo nonostante l’argomento così specifico.
Si tratta di una biografia del bellunese che ne racconta la storia inquadrandola nel Risorgimento, periodo storico spesso trascurato a scuola, tant’è che nel 2016, anniversario dell’unione del Veneto all’Italia, lo scrittore bellunese è stato ignorato. Mancava una visione d’insieme, dei saggi che analizzassero davvero il pensiero di Bazolle uomo, polemista e osservatore disincantato, anche cercando di accostarlo ad altre figure, anche collocandolo nella polemica sul plebiscito del 1866. Mi pare anche che questo sia l’unico libro in cui è presente almeno qualche pagina (con citazione di documenti inediti) sulla figura di Carlo Vienna, maestro del Bazolle e autore del primo dizionario della lingua bellunese.
Il libro mostra con chiarezza come le posizioni del protagonista non fosse affatto il prodotto di un semplice “tradimento” della causa italiana, ma piuttosto il frutto coerente di una visione federalista, autonomista e profondamente legata alle realtà locali. Bazolle partecipò ai moti del 1848 con entusiasmo repubblicano, guardando a Venezia e alla tradizione della Serenissima come a un modello politico possibile; ma osservò poi con crescente amarezza l’atteggiamento centralista del nuovo stato unitario, che giudicava distante dai territori, incapace di comprendere le loro specificità e opprimente a livello fiscale.
Credo sia proprio qui che il libro diventi affascinante anche per il lettore contemporaneo. Innanzitutto non viene dato per scontato che tutti conoscano o ricordino la storia risorgimentale. Mi pare che si capisca poi che Bazolle non è stato un uomo di un’altra epoca, come si è voluto far credere, non aveva la testa ferma al Settecento: era praticamente un nazionalista veneto, uno che applica ai veneti le idee di indipendenza e libertà dei popoli proprie della sua epoca, l’Ottocento. Molte sue critiche alla burocrazia centralizzata, allo squilibrio tra centro e periferie, all’abbandono delle economie montane e alla perdita delle autonomie locali sembrano parlare direttamente al presente.
Pasqualin affronta tutto questo con un lavoro documentale ben fatto, presentando osservazioni e spunti del tutto nuovi. Le fonti vengono intrecciate, spiegate come non era stato fatto in passato e per giunta con piacevolezza narrativa. Dalle citazioni lunghe (sempre vagliate criticamente) salta fuori un Bazolle osservatore instancabile, a tratti ironico, a tratti malinconico, sempre lucidissimo nel registrare i cambiamenti del suo tempo. Non un nostalgico caricaturale, ma un uomo profondamente radicato nella propria terra e insieme capace di riflettere sui grandi processi storici mondiali. Il libro inoltre è arricchito da un’apertura che ho apprezzato moltissimo: la prefazione dello storico Federico Moro, che leggo sempre volentieri. Moro, scrittore prolifico e particolare, riesce a inquadrare Bazolle con intelligenza e sensibilità, dando in poche pagine una lettura complessa, con confronti che aggiungono davvero un di più.
Questo volume lo terrò in biblioteca, nella mia collezione di storia veneta, come un piccolo tesoro. Non soltanto per le informazioni che contiene, ma perché mi ha parlato al cuore.
- Autore: Riccardo Pasqualin
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Antonio Maresio Bazolle. Antirisorgimento veneto
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