Se l’arte ha una voce, di sicuro Betty Danon l’ha ascoltata. E riprodotta. Che siano pentagrammi fantasiosi abitati da foglie e fiori o quadri dove la parola scritta sostituisce il disegno e scompare in semplici segni grafici, le sue opere valicano confini e generi. Come i libri.
In 33 anni di inesausta ricerca espressiva l’artista ha raccontato il suo viaggio nella creatività in oltre 50 volumi, per lo più raccolte di poesie visuali, alcuni in copie numerate, altri stampati in numero limitato, o pezzi unici. Il risultato? Una rivoluzione tipografica che abolisce spazi o interlinee, mischia le parole in modo da obbligare il lettore a decifrare ogni verso. Fino a Punto-linea, del 1976, manifesto artistico che Roland Barthes definisce
qualche cosa di molto bello, qualche cosa di perfetto.
Alla produzione di una vita, la Fondazione Cosso dedica una mostra, in programma dall’11 ottobre. Si intitolerà Betty Danon. Io e gli altri. E per la prima volta mette in relazione le collaborazioni internazionali e la fitta rete di rapporti creati negli anni da una delle voci più innovative del Novecento.
Musica, natura e scrittura nell’opera di Betty Danon
Le 14 sale del castello di Miradolo, a San Secondo di Pinerolo, in Piemonte, sembrano perfette per accogliere l’intero viaggio esperienziale e artistico di questa donna minuta, nata ad Istanbul e trasferitasi in Italia dopo il matrimonio. Alla base della mostra c’è una comunione di visioni, fatta di ricerca visiva e musicale, relazione con la natura e con gli altri, racconto e cura. Una filosofia che ha portato la Fondazione Cosso negli anni al recupero della dimora nobiliare alle porte del capoluogo piemontese, rinata come centro di ricerca culturale, naturalistica e didattica.
Per Betty Danon diventa commistione tra poesia, letteratura e musica che crea sperimentazioni e intuizione. L’esposizione la racconta in una sorta di biografia per immagini. Ci sono i collages degli inizi negli anni Sessanta, le partiture asemantiche, i Green Sounds in cui natura e scrittura musicale si incontrano sulle righe del pentagramma. Betty Danon non si accontenta: con le sue composizioni restituisce una dimensione poetica ai supporti come carta e tela e agli strumenti come fotocopiatrici, macchine da scrivere e perfino al computer che, vera e propria pioniera, utilizza fin dai primi anni ’80.
“Io & gli Altri”: fare arte è essere felici
Nel 1979 con Io & gli Altri l’opera si fa collettiva. Betty invia sequenze di pentagrammi ad artisti e colleghi della scena internazionale e li invita ad utilizzarli come fonte di ispirazione, a creare su di essi. E a restituirli al mittente. In pochi mesi raccoglie circa duecento lavori. Note a margine, al castello di Miradolo, propone un cammino parallelo con quelle voci che hanno risposto all’appello: una mostra nella mostra che ospiterà opere di Irma Blank, Arrigo Lora Totino, Ugo Carrega, Tomaso Binga, Maria Lai, Amelia Etlinger, Mirella Bentivoglio, Sol LeWitt, Chima Sunada, Maurizio Nannucci e Giuseppe Chiari.
Ci saranno anche Rinbowland, l’altrove fantasioso e creativo in cui l’autrice si rifugia dopo aver abbandonato nei primi anni Ottanta il meraviglioso mondo dell’arte. Un ritiro tutt’altro che silenzioso: la produzione, oggi ospitata nei principali musei del mondo, continua. Così come lo scambio e le iniziative culturali e museali, perché quella di Betty Danon è un’arte che non si adatta, scomoda, che non sta alle regole e non smette di fare rumore, o musica, a piacere.
Come dirà la stessa Betty:
fare arte è essere felici, essere liberi, amare la vita, fare la rivoluzione.
La mostra della Fondazione Cosso
La mostra è realizzata con la collaborazione dell’Archivio Betty Danon e della Galleria Tiziana Di Caro di Napoli, ed è curata da Roberto Galimberti con il coordinamento di Paola Eynard e la consulenza iconografica di Enrica Melossi.
Sarà accompagnata da una colonna sonora inedita a cura del progetto artistico Avant-dernière pensée. Mentre con Da un metro in giù l’esposizione fornisce ai visitatori più giovani un modo per imparare con gli strumenti del gioco a osservare le opere d’arte.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’arte di Betty Danon, poeta visiva tra parole e suono, in mostra al Castello di Miradolo
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