Anthropic, AI accusata di rubare libri
Un nuovo caso di intelligenza artificiale e rispetto del diritto d’autore è scoppiato di recente negli Stati Uniti. Tempo va vi avevamo parlato di un’azienda importante che aveva ricevuto accuse da 3 scrittori e dei rischi collegati all’uso dell’AI per scrivere libri. Ora, però, si parla di risarcimenti miliardari e di una pratica odiosa che viola il diritto d’autore, cioè l’utilizzo di copie pirata. Cosa è successo e perché il caso ha riacceso i riflettori sulla questione?
Le accuse per l’AI di Anthropic
Anthropic è una società americana che ha creato una sua intelligenza artificiale. Fin qui tutto bene, se non fosse che, stando alle accuse, la società avrebbe usato delle copie pirata di libri senza pagare quindi il diritto d’autore agli autori interessati per addestrare il bot nelle sue risposte. Infatti, parliamo di un chatbot chiamato Claude che risponde alle richieste degli utenti in automatico. Le parti si sono accordate per un risarcimento di 1,5 miliardi di dollari totali, corrispondenti a 3000 dollari a titolo, a circa 500mila autori.
Il giudice ha stabilito che l’azienda poteva usare i libri per addestrare l’intelligenza artificiale, ma non poteva usare copie pirata per farlo, ma doveva pagare i diritti di copyright agli autori. A dicembre ci sarebbe stata una seconda sentenza, così la società ha deciso di chiuderla con l’accordo. Gli analisti ritengono che senza la società si sarebbe ritrovata costretta a pagare di più, con il rischio di restare fuori mercato.
I sistemi AI usano i libri?
Per poter dare risposte automatiche agli utenti finali, i sistemi di intelligenza artificiale hanno bisogno di libri. Infatti, un libro contiene moltissime parole che sono messe con una logica grammaticale. Queste informazioni sono preziosissime per i sistemi di intelligenza artificiale, che hanno la possibilità di usare parole che non avevano nei database e di imitare la struttura logica delle frasi.
Così l’utente potrebbe pensare che la macchina parla la sua stessa lingua. La struttura che l’AI rielabora dai libri si chiama modello linguistico e si evolve man mano che si procede con la programmazione. Il sistema dell’uso dei libri per la creazione di modelli linguistici avanzati è anche una procedura di ChatGPT, ma in questo secondo caso non si parla di copie pirata. Secondo il giudice, i libri usati da Anthropic non sarebbero 500 mila, ma 7 milioni. Gli archivi che sarebbero stati utilizzati sarebbero Book3, Library Genesis e Pirate Library Mirror. Per il momento, i casi accertati per cui si è firmato l’accordo sarebbero solo 500 mila, ma chissà che il caso non si allarghi ancora anche ad altre intelligenze artificiali.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: AI accusata di rubare libri: risarcimento miliardario, ecco a chi
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