Cade oggi, 4 novembre, il centocinquantesimo anniversario della morte di Luigi Settembrini, che era nato a Napoli il 17 aprile 1813. Egli fu un patriota, uno scrittore, un letterato.
Luigi Settembrini: la vita e le opere principali
Era figlio dell’avvocato Raffaele, il quale, nel 1799, fece parte della Guardia Nazionale. Luigi ricevette quindi dal padre un’educazione patriottica e antitirannica. Intrapresi gli studi giuridici soprattutto per volontà famigliare, egli preferì ben presto vivere di lezioni private e frequentare quel centro di cultura e di liberalismo costituito a Napoli dalla scuola del lessicografo Basilio Puoti (1782-1847).
L’impegno negli studi letterari gli fece vincere la cattedra di eloquenza a Catanzaro (1835), dove svolse con l’amico Benedetto Musolino (1809-1885) opera di proselitismo a favore di una setta liberaleggiante da lui fondata: i Figliuoli della Giovane Italia.
Nel maggio del 1839, Luigi Settembrini fu arrestato in seguito a dei sospetti, ma la sentenza del tribunale fu di assoluzione, anche se questo non convinse la polizia borbonica che lo trattenne in carcere fino al 1841. Nel 1847, il nostro diffuse, in forma anonima, Protesta del popolo delle Due Sicilie, un atto di accusa contro il governo borbonico che per poco non gli fruttò nuovamente il carcere. Nel 1848 riuscì a fuggire alla volta di Malta su una corvetta inglese, eludendo la sorveglianza della polizia.
Dopo la concessione della Costituzione, il Settembrini fece ritorno a Napoli, dove col favore del poeta Alessandro Poerio (1802-1848), partecipò al governo assumendo il ruolo di ministro dell’istruzione. Disgustato dalla corruzione che regnava nella vita politica napoletana, ben presto rassegnò le dimissioni, e unitamente a Silvio Spaventa (1822-1893) ed a Filippo Agresti (1797-1865) fondò la setta dell’Unità Italiana. Arrestato per questa sua attività, il nostro fu condannato a morte; ma la condanna gli fu commutata in ergastolo, che egli sostenne con una particolare forza d’animo nel carcere borbonico dell’Isola di Santo Stefano, dove cercò di continuare a dedicarsi ai suoi studi letterari.
Solo nel 1859 la pena gli fu condonata con la condizione dell’esilio negli Stati Uniti d’America. Ma il viaggio oltreoceano non fu mai condotto a termine, perché per volere di suo figlio, ufficiale della Marina Inglese, la nave dirottò verso l’Irlanda, da dove il nostro si recò prima a Londra e quindi a Torino.
Luigi Settembrini nel 1860 rientrò a Napoli, e ciò dopo la liberazione garibaldina. Fu quindi chiamato alla cattedra di eloquenza dell’università partenopea, da dove difese strenuamente le vecchie autonomie e tradizioni meridionali contro il centralismo del nascente Regno d’Italia. Nel medesimo anno dovette rinunziare alla sua elezione a deputato, dato che questa carica era incompatibile con quella di ispettore dell’istruzione pubblica da lui ricoperta fin dal 1860. Quindi del 1873 fu nominato senatore del Regno ai sensi dell’art. 33 dello Statuto Albertino (per la Categoria 20, e cioè coloro che con servizi o meriti eminenti hanno illustrato la Patria).
Fu anche professore ordinario di Letteratura italiana all’Università di Napoli (1862), quindi Preside della Facoltà di filosofia e lettere e Rettore dell’Università di Napoli (1871-1873). Nell’ultimo decennio della sua vita attese alla pubblicazione dei suoi scritti critici sulla Letteratura Italiana ed alla stesura definitiva dell’autobiografia, le Ricordanze della mia vita, che peraltro non condusse mai a termine e fu pubblicato postumo (1879), con la prefazione di Francesco De Sanctis (1817-1883), documento di spontanea limpidezza d’animo, tradotta spesso in accenti di schietta maestria artistica. Frutto dell’insegnamento del Settembrini furono anche le Lezioni di Letteratura Italiana (in 3 volumi, 1866-1872).
Altre sue opere sono:
- Opere di Luciano (Firenze 1861-62);
- Scritti varii di letteratura, politica ed arte, a cura di Francesco Fiorentino, Napoli 1879;
- Epistolario, con prefazione e note sempre del Fiorentino, Napoli 1883;
- Scritti inediti a cura di Francesco Torraca, Napoli 1909 (contiene anche la ristampa della “Protesta”).
Luigi Settembrini curò anche il Novellino di Masuccio Salernitano, ridotto all’antica lezione, Napoli 1874. Tutt’oggi l’opera del Settembrini si legge con attenzione e cura, soprattutto per la vitalità delle osservazioni e la franchezza artistica del discorso, come detto poc’anzi.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Vita e opere del patriota e letterato Luigi Settembrini, a centocinquant’anni dalla morte
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