- Autore: Francesca Cheyenne Roveda
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Mursia
- Anno di pubblicazione: 2026
Tre amiche e il racconto del loro stare insieme, anche quando il tempo diventa buio, nei giorni difficili della vita; è il senso profondo del loro legame autentico, restando vicine, mantenendo la loro amicizia viva oltre le difficoltà. Torneremo ad avere capelli lunghi (Mursia, 2026) è il nuovo romanzo di Francesca Cheyenne Roveda, una storia intensa, vera, una lunga amicizia, un profondo legame tra tre donne le cui vite si intrecciano e cambiano radicalmente nel corso degli anni, durante i quali ognuna porterà il suo carico di amori, dolori, carriere e solitudini. Francesca Roveda, veronese, detta Cheyenne dai tempi in cui lavorava a Match Music, si è laureata in Storia del teatro e dello spettacolo presso la Facoltà di Lettere di Padova; è stata conduttrice televisiva ed è attualmente speaker radiofonica di RTL 102.5. Questa è una storia che l’autrice ha voluto dedicare alle amiche perdute, a quelle trovate e quelle ritrovate.
Rebecca sapeva che la sua vita non era andata come aveva desiderato: aveva dovuto combattere una malattia che spesso non dava scampo. Era arrivata a Milano giovanissima, piena di sogni e desideri, e respirava la frenesia di una città che l’aveva saputo accogliere. La chemio e i suoi cicli l’avevano resa ancor più forte e decisa a lottare per rimanere viva e “non braccata dalla malattia”. Da quando si era ammalata non faceva altro che interrogarsi sulla vita, sui legami affettivi, sulla madre. E sulla sua turbolenta storia con Lele, un uomo così irrisolto da confondere non solo se stesso, ma a farle credere che il tempo condiviso non fosse stato che un’ illusione, una relazione sbagliata. Tanto che non era la sua presenza a mancarle, ma il ricordo del loro amore.
Conducevano le proprie vite come se avessero messo in pausa la loro storia, lasciandone sedimentare i ricordi e dando per scontato che prima o poi si sarebbero ritrovati.
Rebecca non aveva trovato l’equilibrio tra le proprie abitudini e la vita di coppia. Il suo sembrava l’atto finale di una storia che sarebbe stata confinata nel passato. Aveva deciso di trasferirsi a casa della madre in quel momento, le sembrava, quando in preda a uno smarrimento si diventa una barca senza rotta. La sua persona, un tempo ingorda di vita e indistruttibile, non esisteva più; al suo posto c’era una donna bisognosa, una figlia fragile e cagionevole.
La loro quotidianità si reggeva su un equilibrio faticosamente conquistato, nel timore che la vita, imponderabile e feroce com’era stata, potesse azzannarle ancora.
Con Beatrice aveva accolto Irene, che si era inserita nella loro amicizia con molta naturalezza; forse solo ora iniziava un periodo armonioso per tutte loro. Irene era l’amica sempre attenta alle cause ambientali, pronta ad interrogarsi sulle nuove linee guida per la salvaguardia e la sopravvivenza del nostro pianeta. E non solo: era sempre pronta a interagire con le novità nel mondo, come i Crying cafè, locali dove poter entrare, sedersi e piangere liberamente. La scrittura era una sua necessità ed era molto brava. Irene un tempo pensava che si sarebbe sposata e così non era stato. La mancanza di una vita di coppia non le aveva minato la stabilità nonostante le aspettative degli altri. Aveva pubblicato il suo primo romanzo e in quanto artista le erano concesse stranezze e modi di vivere diversi. Le era caro il lungo elenco di donne celebri che non si erano mai sposate: da Emily Dickinson a Jane Austen, da Marie Curie a Greta Garbo. Beatrice dopo il divorzio da un uomo prepotente e aggressivo, era diventata sensibile a ogni forma di sopruso e frequentava con diligenza un centro antiviolenza. Aveva iniziato a riconoscere il suo valore autentico al di là del giudizio altrui, mettendo in discussione le regole imposte. E nell’aver perso le speranze di vivere felicemente il suo matrimonio, si lasciava andare alle sue pause di follia, come con Antonio, “scostante e ruvido alla Mauro Corona”. Uno scapolo impenitente la cui solitudine era diventata una condizione irrinunciabile della libertà conquistata. Una breve follia per Beatrice, quanto bastava a comprendere che la sua vita era distante e diversa dalle vite del resto del mondo.
Per tutte e tre arriverà il tempo di un viaggio insieme: Rebecca con sulle spalle il suo zaino perché si sentiva ancora una studentessa, Beatrice con le sue numerose valigie, e la realistica Irene che aveva già spedito il suo bagaglio. Nelle Eolie, peregrinando da un’isola all’altra, insieme per cercare ognuna una nuova energia, un insolito fervore. Torneremo ad avere capelli lunghi è un romanzo coinvolgente sui destini incrociati di tre amiche che mostreranno la forza di un legame profondo che resiste alla paura, alla tristezza e al tempo che cambia, dimostrando che l’amicizia vera tiene testa negli anni alla distanza e al silenzio.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Torneremo ad avere capelli lunghi
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