Londra, 1893; con molto clamore venne accolta una raccolta di racconti di George Egerton, sua prima opera editoriale, per le tematiche femministe narrate e il fascino che conquistò immediatamente il pubblico. George Egerton era lo pseudonimo di Mary Chavelita Dunne, scrittrice irlandese (si definì per tutta la vita intensamente irlandese) di racconti, romanzi, opere teatrali e traduzioni; una delle autrici più importanti del movimento di New Woman di fine Ottocento e del primo modernismo nella letteratura di lingua inglese. Le sue opere ebbero da subito un grande successo, e non solo in Gran Bretagna: divenne nota per la sua indagine psicologica, le tecniche narrative innovative e per i temi della libertà delle donne e della libertà sessuale. Terra vergine e altri racconti (8TTO Edizioni, 2026, trad. di Cecilia Fabaro) è una raccolta di racconti di questa straordinaria scrittrice edita per la prima volta in Italia. Un libro curato anche da Debora Lambruschini, editor e critico letterario, che ha avuto modo di conoscere le opere dell’autrice ai tempi della sua tesi in Letteratura inglese, e che si è ritrovata in un secondo tempo nel piano letterario degli scritti della Egerton.
La prima scrittrice in lingua inglese che ha fatto espliciti riferimenti all’esistenza di pulsioni sessuali nelle donne così come negli uomini
ha scritto di lei la celebre studiosa Gerd Bjorhovde, “una delle voci più incendiarie della fin de siècle inglese”. Ed è stata rilevante e significativa la nuova forma espressiva di narrativa inglese della scrittrice, la short story, che si poneva al centro tra la tradizione e la modernità, una letteratura breve strettamente legata ai giornali e alle riviste che rappresentavano il canale principale di pubblicazione, di diffusione e anche di sostentamento economico per gli scrittori.
Mary Chavelita Dunne nacque in Australia; il padre, il capitano John Joseph Dunne, irlandese, si spostava di continuo per lavoro. Un uomo affascinante con una notevole fama negativa che ritroveremo rappresentato nei racconti di sua figlia. Mary viaggerà tanto e andrà anche a New York per dedicarsi al giornalismo, ma la profonda solitudine la riporterà poi a casa, in Irlanda, dove si dedicherà alla scrittura. I suoi racconti, qui raccolti, mettono in luce la grande personalità della scrittrice che sfidava la visione vittoriana della sessualità femminile, scrivendo sulle passioni emotive delle donne. Opere che esploravano la sessualità femminile, che cercavano di rappresentare gli stati psicologici femminili e di raccontarli: donne che riemergeranno dalle pieghe del suo passato.
Una vita intensa è stata quella di Egerton, dalla sua relazione amorosa e intellettuale con un uomo sposato, amico di famiglia, con il quale partirà per la Norvegia, alla breve e sfortunata storia d’amore con lo scrittore norvegese e futuro premio Nobel Knut Hamsun, autore scoperto insieme alle opere di Ibsen e Strindberg. Tornata in Irlanda sposerà un canadese e avrà un figlio, ma il matrimonio finirà in seguito alla relazione di lui con una minorenne, che darà alla luce una figlia e che Egerton in seguito manterrà economicamente.
Per le sue opere, considerate sessualmente licenziose, la scrittrice subirà continui attacchi alla sua moralità, ma continuò con la sua scrittura sulle donne, sulla loro interiorità, sui loro pensieri e desideri.
A una donna non importa nulla di un amore profondo e silenzioso come il mar Morto; vuole sentirlo arrivare a piccole ondate, continuamente. Non si tratta dell’amore in se, è l’essere amata.
Dopo tante delusioni la Egerton sposò a inizio Novecento un agente teatrale, Golding Bright, di quindici anni più giovane di lei, un’unione che sarà realmente felice. La morte del figlio, a soli 19 anni, nella battaglia di Loos, nel settembre del 1915, e il dolore conseguente fu la causa del suo ritiro dalla vita letteraria pubblica.
Mary Chavelita Dunne è stata amica di George Bernard Shaw e fonte di ispirazione e anticipatrice del modernismo di scrittori quali Virginia Woolf, D. H. Lawrence e del suo conterraneo irlandese James Joyce, di cui ammirava le opere.
Nei racconti della Egerton, l’anticonvenzionalità è uno dei focus della sua scrittura, con il quale romperà gli schemi sociali e rivoluzionerà la struttura narrativa adottata in seguito dagli scrittori che verranno, in modo particolare dalla Woolf e Joyce. Dall’amore coniugale all’infedeltà, dalla sessualità femminile all’amore materno, le donne narrate dalla nostra scrittrice esplorano i propri desideri e prendono consapevolezza di sé. I racconti, scritti in uno stile intimo e particolare, narrano della vita domestica, della maternità, di matrimoni insoddisfacenti e privi di passione, una cornice vuota, arrivando a descriverli come una reclusione per le donne.
Nessun sistema filosofico, nessun trattato morale, nessun codice religioso inventato dagli uomini potrà salvarti: dovrai sempre tornare a te stessa.
- Autore: George Egerton
- Genere: Raccolte di racconti
- Categoria: Narrativa Straniera
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Terra vergine e altri racconti
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