Il mondo festeggia i 150 anni di Rainer Maria Rilke, nato il 4 dicembre 1875. A ben vedere l’anniversario è doppio, visto che il 29 ricorre anche l’anniversario della morte del poeta praghese.
Comunque, lo celebra Trieste, al Museo LETS, con il libro intitolato Rainer Maria Rilke. Luce sull’invisibile a cura della ricercatrice Marilena Garis (Ares, 2025).
Il sentiero di Rilke e le sue “Elegie duinesi”
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Ricordano Rilke a Duino Aurisina, dove è di casa. Qui, a una manciata di chilometri dal capoluogo friulano, soggiorna nel 1912; è ospite dei principi Thurn und Taxis. Nel castello affacciato sul mare del golfo triestino compone versi eterni. Nascono qui le Elegie duinesi (pubblicate da Einaudi nel 2020 con la traduzione di Enrico De Portu e Igea De Portu), dieci componimenti che segnano profondamente la poesia europea.
La prima elegia porta dentro il ritmo del Carso, tra falesie e silenzi che da queste parti sono fatti di vento e mare. E lunghe passeggiate, dal castello alla spiaggia di Sistiana. Rilke percorre l’itinerario ogni giorno durante la sua permanenza. Il sentiero Rilke, oggi all’interno di una riserva naturale, c’è ancora e si sviluppa per circa 2 chilometri tra la le falesie: ora porta il nome del poeta che lo ha amato. E mantiene intatto il fascino sospeso tra le rocce carsiche e la vegetazione mediterranea. Assolato d’estate e battuto dalla Bora d’inverno, quando Rilke lo attraversa. Forse proprio il vento che qui è di casa è elemento fondante dell’incontro del poeta con un paesaggio vivo, che intreccia storia e ambiente unici.
E così nel gennaio 1912 l’ispirazione per Rilke ha la forma di una voce misteriosa tra le raffiche di Bora:
Chi, se io gridassi, mi udirebbe, dalle schiere degli Angeli?
Dialogo tra lingue, culture e geografie: l’eredità di Rilke a Duino
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A distanza di oltre un secolo, Duino resta luogo di poesia internazionale e conserva l’eredità di grazia di un uomo che ha cantato in versi il suo paesaggio. Nel Castello ogni anno si svolge il Premio Internazionale Rainer Maria Rilke. Nel 2025 la V edizione vanta già un record di partecipanti: oltre 500 poeti da tutto il mondo. Questo dialogo tra lingue, culture e geografie rappresenta la vera eredità di Rilke che per comporre viaggia a lungo, in Italia anche a Firenze: una vita, la sua, fatta di incontri, luoghi, silenzi in attesa della Musa.
Alla fine dirà, da un altro castello, quello di Muzot, nel Vallese lontanissimo dall’Italia ma altrettanto suggestivo:
Ho potuto resistere fino a questo punto. Attraverso tutto. Miracolo. Grazia. Tutto in pochi giorni. È stato un uragano come allora a Duino: tutto in me, fibre tessuto, telaio, scricchiolava e si piegava. Al cibo non ho avuto tempo di pensare…
Ma a Duino sì. Il ricordo del gennaio triestino lo accompagna nei lunghi mesi di lavoro e resta impigliato tra i versi e le lettere, come il vento che agita la costa friulana.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Rainer Maria Rilke a Duino: il viaggio nel golfo di Trieste e le poesie qui ispirate
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