- Autore: Maurizio Corrado
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Giraldi Editore
- Anno di pubblicazione: 2026
Un romanzo noir straordinario da leggere tutto d’un fiato. Una storia piena di suspense, tra la perdita di memoria del protagonista e gli indigeni Inuit, tra il bianco ghiaccio del Polo Nord e gli orsi polari, tra il freddo estremo e il buio perenne. Maurizio Corrado, uomo molto curioso a cui piace camminare, è nato in Sardegna e vive a Bologna; racconta di aver ascoltato questa storia in un bar della Romagna dopo uno spettacolo di cante hondo flamenco.
Una vecchia leggenda dice che al Polo Nord c’è una montagna nera, un magnete gigante che attrae. Attrae tutti quelli come noi. Te lo si legge in faccia che sei uno che scappa.
Il protagonista di Polo noir (Giraldi Editore, 2026) ha dimenticato chi è e il suo passato, non sa da dove arriva e chi sia realmente. E soprattutto cosa ci faccia in una baracca di legno, appena sveglio, nudo e sdraiato sulla pelle di un orso. Qual è il suo vero nome? Ha la barba lunga di una settimana, e il vento gelido di una tempesta di neve stava entrando tra le fessure del legno: era al Polo Nord e sentiva il suo corpo dolorante. Forse era stato una sbronza ma non ricordava nulla. Che senso aveva tutto questo?
Nel guardarsi attorno, vide un uomo disteso sul pavimento con gli occhi sbarrati, immobile, morto: aveva una mano con dita mozzate. Chi era? Un eschimese che puzzava di alcool, forse un ladro, forse l’aveva ucciso; e perché? Non ricordava nulla. Continuerà a chiedersi chi fosse: certo un italiano, ma chi poteva essere? Un playboy, un killer della mafia, un poliziotto. Attraverso i vetri vide muoversi in pochi istanti una persona incappucciata, un balzo ed era una donna. “Sembrava un misto fra una giapponese, un’eritrea e una soul singer di New Orleans”. Parlava una lingua difficile con molte kappa e gli fece capire di essere sua moglie. Il mistero si infittiva: una situazione oscura e quanto mai complessa. E il morto? Era stato capace di ucciderlo?
Saprà di chiamarsi Ivar e di essere un pescatore, e nel mentre raccoglieva i suoi pensieri alla baracca appiccarono il fuoco. Le pareti iniziarono a fiammeggiare e “sentiva la casa urlare nel fuoco”. Perché ce l’avevano con lui? E chi? Quale era il segreto del morto con le dita mozzate? “Si chiese se non avesse sognato tutto”. Forse solo la giovane Inuit che si dichiarava sua moglie poteva risolvere il suo enigma.
Nel seguirla scoprirà una piccola baia lungo una strada che costeggiava il mare e un ristorante gestito da un italiano, Luigi, un abile malfattore. Come un monaco amanuense riusciva a produrre falsi manoscritti medievali per collezionisti alla ricerca di libri antichi. E non solo: verrà a conoscenza di cadaveri con mani mozzate, di traffico di droga e di grandi consumi di alcol. Doveva indagare per poter sapere di sé e dove era il senso di tutta quella storia. Giorni di viaggio tra blocchi di ghiaccio che galleggiavano ovunque tra città che si sarebbero sciolte diventando come Venezia, e slitte che filavano sul bianco.
Scivolavano sul bianco. Un suono ipnotico, continuo, diverso da ogni altro. Se la libertà avesse un suono, sarebbe quello della slitta sul ghiaccio.
Forse a quel punto non voleva più sapere chi fosse, il bianco azzurrato si ispessiva nel blu del cielo e i pensieri che rincorreva non erano buoni. I soldi e l’alcol avevano trasformato gli Inuit in consumatori come tutti, e ricordare non gli piaceva. I bianchi si erano comportati da padroni facendoli diventare un popolo dipendente da loro.
Ci andava ancora molto cauto con la memoria. Era lì, lo sapeva. Ormai scongelata ma ne usava solo una minima parte. Un equilibrio delicato. Non andava in profondità. Appena avvertiva un ricordo salire si distraeva subito.
Il suo viaggio alla ricerca della verità diventerà un viaggio intimo tra i ghiacci del Nord, il mistero della cultura occidentale con i popoli indigeni, e il bianco artico che diventerà chiave di lettura alla ricerca della sua identità e della via Emilia.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Polo noir
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