A cosa si affidano i lettori, in massima parte, nello scegliere un romanzo? Leggono i sommari nei risvolti di copertina, è ovvio. Diversamente da loro, non faccio il massimo affidamento su quelle sintesi, se non per inquadrare il genere e il tempo o secolo in cui si sviluppa il racconto. Fatto sta che l’abstract di questo thriller di Ambra Pellegrini mi smentisce clamorosamente: il plot promette tantissimo, la trama mantiene e rilancia ancora di più. Vale davvero il prezzo di copertina il poliziesco Damster pubblicato in primavera dal marchio di titoli noir della casa editrice modenese il Loggione, Oscuri segreti (maggio 2025, collana Gialli Damster, 364 pagine).
Il romanzo si è classificato al secondo posto nel GialloFestival di quest’anno. Parecchi comprimari ognuno col suo carattere, un intreccio che riesce a farli seguire nelle rispettive interazioni, un mistero che si fa strada prepotentemente (e prioritariamente nelle aspettative di chi legge). È giallista di valore Ambra, e mette a profitto lo studio volenteroso di scrittura creativa al quale si è dedicata.
Ambra Pellegrini è nata a Prato, non diciamo in che anno, visto che dagli “anta” ha cominciato a non indicarlo. Ha esordito nel 2007, pubblicando il primo giallo Alice e il riflesso oscuro. Lavora in un istituto bancario, ma continua a frequentare corsi, laboratori di scrittura e progettare crimini per passatempo. Il secondo romanzo, Alice e gli echi del passato (2013), ha meritato un riconoscimento nel concorso Scrittore Toscano. Nel 2019, Alice e i giochi pericolosi ha vinto il RaccontAli, in occasione del BookCity Milano. Suoi racconti polizieschi figurano in diverse antologie e hanno ricevuto menzioni e segnalazioni. Di brava è brava ed è anche simpatica. Come giudichereste diversamente una che si presenta:
scrittrice sempre in cerca di ispirazione, di se stessa, degli occhiali (che puntualmente perde) e soprattutto di lettori.
Ci sarebbe da indagare su quanto dell’Ambra di Prato ricorra nel primo personaggio in scena nel romanzo, che in effetti è il secondo femminile, considerando la damsel in distress nel prologo “E vien la notte”, una ragazza in pericolo nel 2012, mentre l’azione principale si sviluppa nel 2021. Però, visto che non sembra il caso di straparlare di psicologia a tentoni, accantoniamo il tema delle affinità tra l’autrice e l’attrice (nel senso che agisce nelle pagine) e impegniamoci a presentare Carlotta Gherardinis senza secondi finiti psicoanalitici d’accatto.
Diciamo subito ch’è un personaggio ricco... di sfumature... per quanto lo sia anche di risorse economiche. Dalla matriarca dei Gherardinis ha ereditato la proprietà, dalla mamma la schizofrenia, che nella trentenne Carlotta si accompagna alla capacità insolita - non esattamente un dono - di captare l’energia rimasta intrappolata dal passato in luoghi e oggetti. Arriva fino a lei, le racconta quanto è accaduto o ha avuto a che fare lì o con loro; quadri, pavimenti, stanze. Nel testamento, nonna Carlotta ha lasciato alla nipote omonima il castello Gherardinis, che domina la vallata nel territorio di un paese toscano immaginario. L’ha nominata erede universale, la “vecchia” ha voluto applicare l’antica regola del maso chiuso, lasciando tutto a un successore solo, per non dividere un patrimonio importante in diverse parti meno importanti. Il cugino Bartolomeo Gherardinis ancora non si spiega perché abbia desistito dall’impugnare quelle ultime volontà. Legge e rilegge in una confusione di stati d’animo la raccomandata in cui la cugina gli comunica di volerlo risarcire per la quota legittima lesa. Si tratta però di un’elemosina insignificante rispetto al valore dell’eredità ed è deciso a respingerla al mittente con sdegno. È quello che pensa, guardando la bottiglia di vodka sul tavolo, con gli spetti di un passato recente che gli tornano in mente.
Carlotta ha aperto il cancello della severa costruzione ed è entrata, con la sorella minore Martina, nei locali pieni di polvere, che odorano di muffa. I mobili sono coperti da teli bianchi e le pareti da fitte ragnatele. Due pistole vengono spianate improvvisamente contro le due ragazze. Ad impugnarle, il Maresciallo Vanni Corti e il Carabiniere scelto Margutti. Sono accorsi perché il castello è protetto da un sistema di allarme, collegato allo studio legale Zecca, che da sei anni cura la successione Gherardinis. Sì, Carlotta junior ha impiegato tutto quel tempo ad accettare l’eredità di Carlotta senior: problemi, angosce, terapia... I due carabinieri rimettono le armi nella fondina. Il sottufficiale non è ostile, ma incuriosito e soprattutto infastidito da una fortissima allergia, accentuata dalla polvere. L’altro, più giovane, mantiene un atteggiamento poco tollerante con le due sorelle e continuerà a riservarlo.
I capitoli rimbalzano tra il 2021, a caratteri tipografici in tondo, e il 2012, in corsivo, quando erano tutti e tutte sui vent’anni o giù e su di lì. Siamo appena alle prime pagine e questi sono i protagonisti di un mistery con tanti altri personaggi in giro. Come si fa a dire cosa succederà? Qualcosa però i lettori dovrebbero immaginare dalla mano scheletrica in copertina. E come può mai rivelare, Carlotta, della sonnolenza improvvisa che l’ha colta nove anni prima, nel castello. Ancora le sovviene la ragazzina dell’età di Martina che aveva visto accucciata a terra protendere la mano verso uno squarcio circolare, aperto nel pavimento. Nel vuoto in basso, un volto uguale, con la stessa espressione di sgomento nei lineamenti. La ventenne aveva provato una vertigine violenta e si era risvegliata sull’impiantito. Allucinazioni? Eh no, a giudicare da quello che si scopre nello scavare la piscina, proprio no...
- Autore: Ambra Pellegrini
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Oscuri segreti
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