Ambientato nel sobborgo di Nohara, a nord di Tokyo, La libreria del venerdì di Sawako Natori (Feltrinelli, 2025, trad. di Alessandro Clementi degli Albizzi) racconta il percorso di Fumiya, uno studente universitario imbranato e svogliato che, per rimediare a un pasticcio con suo padre, entra in una piccola libreria di quartiere. Qui incontra tre commessi dai caratteri molto diversi – la frizzante Makino, il burbero Yasu e l’enigmatico Sugawa – che lo coinvolgono nella loro attività, caratterizzata da un collaudato “gioco di squadra”.
Le loro interazioni introducono temi come la soggettività e l’empatia. Fumiya stesso ammette di trovarsi in difficoltà nelle relazioni non virtuali: sente il bisogno di proteggersi dietro lo schermo dello smartphone e la lettura diventa, per lui, un modo per aprirsi al mondo.
Il romanzo è costruito in capitoli che raccontano come diversi clienti trovino un libro adatto a loro. L’idea è interessante, ma la struttura a episodi rende la narrazione discontinua, perché ogni vicenda si chiude in fretta e molti spunti sono sbilanciati: alcuni vengono abbandonati, mentre alcuni tratti dei personaggi – come l’insistenza sugli occhi azzurri di Sugawa o l’impaccio continuo di Fumiya – diventano ripetitivi e appesantiscono la lettura. L’esempio più evidente è il rapporto tra Fumiya e il padre, che parte con una nota poetica e toccante, ma viene ripreso solo molto più avanti, perdendo parte della sua forza emotiva. Anche la logica con cui vengono scelti i libri per i clienti, pur essendo un tema centrale, alla fine risulta confusa nei dettagli: si percepisce il contesto generale, ma si può faticare a seguire il motivo di certe associazioni.
L’autrice descrive con cura l’ambiente, le abitudini e i ritmi giapponesi: dal treno del mattino alla zuppa “o-zoni”, dai ricordi degli anni di scuola fino alle descrizioni dei quartieri di Tokyo e di Hong Kong. È anche un’occasione per scoprire autori giapponesi, come Shogi Kaoru e la sua quadrilogia, inseriti con naturalezza nelle conversazioni.
C’è quindi un interessante ribaltamento della prospettiva: per i personaggi del libro la cultura occidentale è esotica, come accade quando faticano con i nomi stranieri o confrontano le varie traduzioni dei romanzi europei e americani.
L’opera è utile a vedere com’è organizzata una libreria, tra logistica, marketing e spirito di squadra. È una lettura leggera, immersa nelle abitudini e nei gusti culturali del Giappone contemporaneo. Tuttavia, chi cerca una trama compatta, personaggi più coerenti o una narrazione realmente coinvolgente potrebbe trovarla dispersiva.
Sawako Natori è una scrittrice e sceneggiatrice giapponese, nata nella prefettura di Hyōgo nel 1973. Laureata in Letteratura all’università Meiji, ha iniziato la sua carriera come sceneggiatrice di videogiochi, prima di diventare autrice freelance nel 2010. È nota anche per aver lavorato a titoli come NieR Replicant e Drag-On Dragoon.
- Autore: Sawako Natori
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Feltrinelli
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788807970085
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La libreria del venerdì
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