“In collina sarete liberi, ma scoprirete una libertà diversa da quella che vi ha condannato fuori. Qui dentro, rispettando le regole, troverete la libertà del vivere comune, del non pensare solo a se stessi. La libertà dell’altruismo contro la libertà dell’egoismo”.
Anni ottanta: Valentina, una bimba di cinque anni, vive in una comunità su una collina verdeggiante, in un mondo ovattato. Di fatto, è una comunità per ex tossicodipendenti, dove da anni sono “ricoverati” i suoi genitori, Ivan e Barbara. Ivan è l’autista personale di Riccardo Mannoni, “omone” dal grande sorriso aperto, “padre padrone” di tutti i ragazzi, creatore e fondatore della nota comunità terapeutica. Ivan qui conosce Barbara, ragazza inquieta e ribelle. I due s’innamorano e si sposano, dopo aver ottenuto il permesso di Riccardo. Perché è Riccardo che fa il primo colloquio con il tossicodipendente, è lui che lo accetta in comunità, che è presente nei momenti più difficili quando la “scimmia” ti tormenta, ed è sempre lui che decide se puoi vivere la tua storia d’amore e soprattutto uscire da quel cancello.
“La collina” di Andrea Delogu e Andrea Cedrola (Fandango, 2014) è la storia liberatoria, coraggiosa, autobiografica dell’autrice (io narrante) che ha trascorso la sua infanzia a San Patrignano, mai citata nel libro, ma presente in ogni pagina, luogo, chiuso, controllato, regolato,
- dove bisognava “essere pronti per andarsene e altrettanto importanti pronti per entrare”;
- dove sei ammesso solo dopo che ti spogliavi persino della tua identità, consegnando i documenti;
- dove “salvati e sommersi” lottavano contro l’eroina “mostrando la loro forza di volontà” e chi non ce la faceva, finiva in catene;
- dove il recupero si basava solo e soltanto sulla figura polarizzante del fondatore.
Riccardo, nome inventato, è palesemente Vincenzo Muccioli, leader carismatico, troppo carismatico, fuori da ogni norma giuridica, da ogni teoria psicanalitica, con una sua pedagogia autoritaria che "passava talvolta per l’umiliazione, le botte, le catene e le celle d’isolamento". Eppure Valentinabimba /Andreaadulta non calca mai la mano nel raccontare le punizioni pesanti che sfioravano in violenze e regole rigide a cui tutti, compresa lei così piccola, doveva obbedire. Dalla narrazione anzi traspare spesso la sua serenità di bambina protetta:
"In quegli anni uscivamo per andare a trovare i parenti, ma non cercavo la libertà. Amavo il mondo della comunità. In collina si viveva senza soldi, a contatto con la natura, conoscevo tutti. Non c’erano vizi. Nessuna differenza fra le persone - racconta Andrea - Tutti avevano da mangiare". Vedevo persone con dei lividi, ma pensavo che ci fosse un motivo. Mi fidavo degli adulti, non stava a me chiedermi il perché. Vedevo pure persone arrivare in condizioni difficili per la droga, ma non mi facevo domande. Ero serena. Gli adulti nascondevano anche situazioni e abusi più gravi”.
Come la morte di Roberto Maranzano, un giovane ritrovato massacrato a pugni e a calci da alcuni compagni che avrebbero dovuto aiutarlo nella disintossicazione, sembra perché non avesse rispettato alcune regole. Incipit commovente del primo romanzo di Andrea Delogu e Andrea Cedrola.
- Autori: Andrea Delogu e Andrea Cedrola
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Fandango Libri
- Anno di pubblicazione: 2014
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La collina
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