La vita è una strada che sembra procedere sempre nella stessa direzione, ma prima o poi, senza alcun preavviso, sterza bruscamente allontanandoci dalla nostra meta; allora, riprendersi può essere difficilissimo, se non impossibile, specialmente se siamo stati noi a provocare quella sterzata, o, quanto meno, ad aiutarla consistentemente. Aspettative deluse, difficoltà a tenere il passo, ricerca di rifugio nell’effimero, dipendenze: nemici che possono distruggere un percorso che sembrava promettente, ma che si arena contro difficoltà apparentemente insormontabili.
Questa è la vita di Stefano, un ragazzo come tanti, o forse, inizialmente, migliore di tanti, protagonista del romanzo di Daniele Civinini L’ultimo turno di notte (The wall edizioni, 2025). Una laurea conseguita con il massimo dei voti, una grande passione per il lavoro di architetto, uno studio che lo assume, accogliendolo a braccia aperte e lasciandogli anche il tempo per godersi due meritatissimi mesi di ferie, e poco dopo l’incontro con Valentina, talmente bella da togliergli il fiato: un vero e proprio colpo di fulmine per entrambi. Motivatissimo, Stefano ristruttura praticamente con le sue mani un loft, e chiede alla sua ragazza di andare a vivere con lui. Tutto troppo perfetto, talmente bello da sembrare irreale… o, piuttosto, troppo fragile.
Eh sì, perché Stefano si accorge ben presto di avere fatto, sull’onda dell’entusiasmo, il passo più lungo della gamba. La ristrutturazione del loft ha portato con sé spese impreviste, e i soldi non bastano mai. È qui che fra Stefano e Valentina si insinua il terzo incomodo, che non è una persona ma una passione: quella di Stefano per il suo hobby. Stefano, infatti, è anche un DJ straordinariamente bravo e richiesto da vari locali, che lo pagano profumatamente per le sue esibizioni. Per ripagare i debiti è quello che ci vuole, ma non per il rapporto con Valentina.
Stefano inizia ad accettare tutte le serate che gli vengono proposte, facendo dei veri e propri tour de force tra lavoro e locali. Ma è solo il bisogno di soldi a spingerlo, o non si tratta anche di una scusa per portare avanti la sua passione? Valentina, dal canto suo, diventa sempre più insofferente verso un compagno che vede troppo raramente, malgrado abitino sotto lo stesso tetto. Frustrato e infelice, Stefano entra in un loop dal quale non riesce a liberarsi, e finisce per rifugiarsi nei numerosi cocktails che gli vengono offerti. Nel contempo, viene fatto oggetto di attenzioni da parte di Caterina, la sua segretaria, e di Margherita, una frequentatrice di locali. In tutta questa confusione, lungo questa discesa che si fa sempre più ripida e rischia di non lasciargli più la possibilità di risalire, Stefano coltiva con passione il sogno dell’Irlanda…
La storia è semplice ma coinvolgente, proprio perché è una situazione nella quale chiunque di noi potrebbe ritrovarsi. L’autore conosce bene il mondo delle discoteche, essendo stato egli stesso DJ, e da un’acuta osservazione dell’ambiente e dei suoi frequentatori sono nati la vicenda e i personaggi che popolano il romanzo. I passi che avvicinano Stefano al baratro sono carichi di una tensione che pesa sulle spalle di chi legge, coinvolgendolo e facendogli bere questa storia come se fosse un Long Island, tutto d’un fiato. Ma è nel finale che arriva la sterzata più brusca, spiazzante come la vita, che riapre domande e ferite. Che direzione prenderà Stefano?
Quarto romanzo per Daniele Civinini, autore più che promettente nel panorama italiano, questo libro si distingue per lo stile scorrevole e piacevole, e per l’osservazione attenta delle dinamiche di coppia e dei sentimenti. A fare da sottofondo alle vicende di Stefano, Valentina e degli altri personaggi, una Firenze sfumata, appena accennata, che sembra quasi farsi da parte per non distogliere l’attenzione dalla storia. O, forse, per farsi capire che una storia così universale non ha bisogno di ambientazione.
- Autore: Daniele Civinini
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
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Un libro perfetto per...
A chi ama le belle storie che insegnano anche qualcosa.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’ultimo turno di notte
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