“Vogliono incontrare... me?”. Sì, la famiglia reale italiana ha chiesto al re padre Nikola di conoscere la sesta figlia dei sovrani di Cetinje. Lei è sorpresa, lusingata, anche impensierita (in segreto ama Milos, giovane guardia reale). Andela Rakovic racconta gli anni giovanili di Jelena Petrovic-Niegos come una favola moderna, nel romanzo storico sentimentale L’ultima regina d’Italia. La storia di Elena di Savoia: da principessa del Montenegro a regina d’Italia, tradotto da Cecilia Metta e pubblicato da Bonfirraro Editore, di Barrafranca, Enna (settembre 2025, 432 pagine).
Convivono storia e fiction nella narrativa della poco più che trentenne scrittrice di Berane, imprenditrice a Francoforte, che crede fortemente negli spazi liberi della fantasia e nel potere creativo della scrittura. Sembra un romanzo ricco di emotività e anche di verità, infatti unisce eventi autentici alla fiction: tutto ciò che non trova riscontro nelle fonti storiografiche va apprezzato come frutto dell’immaginazione dell’autrice.
Nella popolosa ma modesta corte montenegrina (altre otto sorelle, tre fratelli) e nel corso degli studi nel prestigioso Istituto femminile Smolny di San Pietroburgo, la principessa è consapevole degli obblighi di ruolo per le giovani di sangue reale in Europa, sebbene sia presa dal tenero sentimento per il militare incontrato nel bosco del palazzo reale. Apre il suo cuore alla madre, le chiede perché negare a una ragazza il desiderio di un amore vero e forzarla a un matrimonio dinastico, trattandola come un mezzo per raggiungere un fine, nello scacchiere delle famiglie regnanti.
La regina Milena non può che risponderle, con affetto, che il suo futuro non può violare gli obblighi e tradire le aspettative. Non le è concessa alternativa, in quanto principessa l’attende un matrimonio più simile a un’alleanza politica che a un legame puro. La tradizione e il dovere hanno la precedenza sui sentimenti. Il padre l’ha mandata allo Smolny per farle ampliare gli orizzonti e imparare di più, ma sempre nella prospettiva di dover adempiere ai compiti di principessa del Montenegro e sposarsi strategicamente per sostenere il Paese.
Jelena è consapevole fin da bambina della responsibilità di difendere le tradizioni e i valori della patria, ma vorrebbe la libertà di tracciarsi la strada, seguire il cuore e cercare la felicità per se stessa. Tuttavia, la madre e il padre, che pure le vogliono bene sinceramente, non possono sottrarla al destino regale di strumento per uno scopo. O così o monaca in un’isola dell’Adriatico.
Alle sorelle è andata bene. Zolka ha sposato Peter Karadorgevich, erede del Regno di Serbia, bel giovane dagli occhi scuri e profondi. Gli ha dato dei figli, prima di morire purtroppo di parto nel 1890. Milica si è fidanzata al granduca russo Peter Nikolayevich Romanov, Stana col principe georgiano Djordje Maximilianovich, Ana con Franc Jozef von Battenberg d’Assia. Tutte unioni felici, tutti bei giovani.
Una lettera di re Nikola raggiunge Milena, Ana, Jelena, in vacanza a Parigi. Comunica di avere ricevuto un invito dai Savoia, un incontro privato. Quella italiana è tra le famiglie reali più influenti d’Europa, per potere e prestigio. Si tratta di una dimostrazione del crescente riconoscimento del Montenegro sulla scena internazionale. Vogliono incontrare Jelena. Hanno sentito parlare dei suoi studi e della padronanza delle lingue. L’appuntamento è a Venezia, cena sulla terrazza del Danieli, per creare un ponte tra le loro Nazioni. Andela descrive re Umberto come un uomo di statura imponente e sorriso caloroso. Al suo fianco la moglie, la regina Margherita, è un’icona di grazia e raffinatezza. A completare il trio regale, il figlio, Vittorio Emanuele, un giovane dall’intelletto acuto e dai modi affascinanti. Nulla dice Rakovic della statura del principe (appena 1,53), sovrastato dalla giovane montenegrina, molto alta anche per gli standard attuali (1,80). Fin da ragazza ha sempre svettato sulla maggior parte degli uomini incontrati.
Umberto e Milena sono a loro agio. La regina Margherita è incuriosita dalla “bellezza selvaggia” della loro terra balcanica. Jelena s’inserisce a tratti nella conversazione. Vittorio è colpito da lei, ammira il suo fascino e le sue risposte eloquenti. S’informa su cosa pensi della situazione europea e si sente rispondere con grande passione e sicurezza:
I Balcani sono un mosaico di alleanze fragili e rancori storici. Se la diplomazia vuole avere successo, deve essere radicata nel rispetto reciproco e nella volontà di ascoltare piuttosto che nell’imposizione di condizioni. Solo allora potremo sperare di trasformare la tensione in fiducia.
Nel primo incontro, la bellezza, le conoscenze e il senso politico della principessa hanno brillato. La storia e la favola continuano e come certe fiabe, quelle che nascondo un’anima oscura nella narrazione, c’è spazio anche per il tradimento. Milos si sente rinnegato da Jelena: a corte i diplomatici ripetono che re Nikola ha intenzione di darla in sposa all’erede d’Italia. La principessa si sente ingannata dal padre: ha usato il viaggio a Venezia come stratagemma per combinare il suo matrimonio.
Non può essere vero, non mi farebbe mai una cosa del genere.
Volente o nolente, i pezzi del puzzle vanno al loro posto: l’invito inaspettato a Venezia, la cena sontuosa con la famiglia reale italiana, lo sguardo attento di Vittorio... una messinscena orchestrata con cura. E lei non se n’era nemmeno accorta finché non era stato troppo tardi.
I lettori potranno apprendere da Andela Rakovic se questa è una storia a lieto fine o meno. Di certo si comporterà da grande regina, più italiana di tante italiane. A stretto rigore, penultima, visto che la nuora Maria Josè è stata regina consorte di Umberto II per quaranta giorni nel maggio 1946.
- Autore: Anđela Raković
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Straniera
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788862723787
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’ultima regina d’Italia
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