La casa editrice Settecolori ha vinto il premio Ernesto Ferrero, insieme a Settenove e Quinto Quarto. La motivazione per Settecolori recita:
Settecolori, dedicata alla riscoperta di autori e testi "laterali" del Novecento, con un’identità culturale ed estetica precisa e riconoscibile, lontana dal mainstream.
Conoscendo la casa editrice e il suo editore, Manuel Grillo, non posso che trovarmi d’accordo.
Settecolori: storia e catalogo di un editore
Il catalogo della Settecolori è costruito con un gusto molto specifico, al di fuori delle mode o delle esigenze di mercato; è totalmente improntato a una ricerca personale, in linea con la tradizione familiare ma innovata da Manuel. Nel 2000, infatti, dopo la scomparsa del fondatore Pino Grillo, il figlio ne ha raccolto l’eredità proseguendone idealmente la lezione: un editore coincide con il suo catalogo e i libri che stampa sono quelli che lui stesso avrebbe voluto leggere, non quelli imposti da contingenze, conformismi o compromessi.
Tra gli autori della casa editrice figurano Jean-Jacques Langendorf, Giuseppe Berto e Maurizio Serra con il saggio Fratelli separati. Drieu, Aragon, Malraux (2007), già premio Acqui Storia nel 2008 e Grand Prix du rayonnement français de l’Académie Française. Da sottolineare anche la pubblicazione dell’ultimo libro di Arturo Pérez-Reverte, Il problema finale.
Personalmente, ciò che più mi colpisce è l’attenzione quasi artigianale riservata alle copertine, alle traduzioni e all’editing, con una coerenza che non tradisce mai l’identità del marchio. Come sosteneva Calasso, un editore è il suo catalogo: un concetto che Manuel Grillo incarna perfettamente insieme al suo direttore editoriale Stenio Solinas.
La cerimonia di premiazione avverrà il 17 maggio, ore 10.45, presso la Sala Blu - Salone del libro di Torino.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’editore Settecolori ha vinto il premio Ernesto Ferrero
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