Halloween non ispira solo gli autori stranieri. Tantissimi poeti italiani hanno parlato di questa festa acquisita anche pensando a un pubblico infantile. Le filastrocche per bambini sono le poesie a tema più gettonate e apprezzate da grandi e piccini; in Italia Halloween è vista come una festa per i più piccoli, pensata per affrontare le paure, ma anche per vivere una serata in compagnia. I bambini restano svegli un po’ di più per dolcetto e scherzetto, o per leggere libri di paura in compagnia, e questo alimenta la magia.
Oggi parliamo di Halloween, la filastrocca di Elio Giacone.
“Halloween”: il testo della filastrocca
Per le strade questa notte
ci son streghe, zucche e mostri:
vedi solo facce brutte
pronte a far brutti disastri.Ci son scheletri e vampiri
con parruche sulla testa
e dovunque tu ti giri
vedi solo una gran festa.Son ragazzi mascherati,
sono in cerca di un dolcetto:
"Niente dolci prelibati?
ecco pronto uno scherzetto!"
"Halloween": analisi della filastrocca
La poesia presenta diverse figure retoriche che contribuiscono a creare un’atmosfera vivace e festosa, tipica di Halloween. L’enumerazione è evidente in “streghe, zucche e mostri” e “scheletri e vampiri”, che elencano elementi spaventosi. La ripetizione dell’aggettivo “brutte” rafforza il tono inquietante. L’allitterazione, come in “brutti disastri e dolci prelibati”, dona musicalità ai versi.
L’antitesi tra “facce brutte e una gran festa” segna il contrasto tra paura e divertimento. L’ironia emerge nel gioco “dolcetto o scherzetto”, con tono scherzoso e leggero. La metonimia è implicita quando si parla di facce brutte per indicare persone mascherate. Il ritmo è scandito da versi brevi e rime alternate, che rendono la lettura fluida e coinvolgente.
Una filastrocca per un Halloween lontano dall’orrore
La poesia di Elio Giacone è un appassionante viaggio che racconta come si festeggia Halloween in Italia. La filastrocca ha tantissima musicalità grazie alle figure retoriche utilizzate. La lirica passa in rassegna tutte le figure di Halloween che popolano la festa e dà ai bambini un’immagine ben lontana dall’orrore.
Le maschere fanno sì paura, ma servono solo per dare il via a un’atmosfera fatta di dolci e tanto divertimento. Questi aspetti di Halloween creano una sorta di distorsione tra la paura che dovrebbe fare la festa e l’effetto poi nei bambini, che è quello di un bel ricordo. La filastrocca prosegue con parole semplici, adatte ai più piccoli, per dare al tutto un tono più leggero e meno spaventoso.
La poesia serve da un lato a esorcizzare quanto accade e dall’altro a regalare un momento di felicità ai bambini. L’effetto è di una poesia semplice da imparare, che riesce a dare l’idea dell’atmosfera e aiuta i più piccoli a farsi coraggio in modo meno pesante rispetto alle poesie che parlano in modo più diretto di caccia alle streghe e di sconfiggere mostri. Lo scherzetto è l’occasione per sdrammatizzare il tutto, ma anche per ricordare che per ogni problema c’è una soluzione, anche quando tutto sembra difficilissimo.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Halloween”, la filastrocca di Elio Giacone su “streghe, zucche e mostri”
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