Firenze, che in epoca rinascimentale è stata la culla della civiltà europea, è ricca di istituzioni culturali; fra le più prestigiose di esse troviamo il Gabinetto Vieusseux, attivo da ben duecento anni.
Fortemente voluto e poi creato dal commerciante ginevrino da cui prende il nome, il Gabinetto Vieusseux venne ideato con il preciso scopo di fungere da punto di incontro fra la letteratura italiana e quella straniera, principalmente europea. Frequentato dai nomi più celebri della poesia e dell’arte, l’ente, oggi di proprietà del comune del capoluogo toscano, continua a tutt’oggi la propria missione attraverso l’organizzazione di eventi di grande richiamo.
Vediamo cos’è il Gabinetto Vieusseux, quando nacque, chi lo ha frequentato e cosa fa oggi.
Giovan Pietro Vieusseux e la nascita del Gabinetto
Nativo di Oneglia ma figlio di genitori ginevrini, Giovan Pietro Vieussex aveva intrapreso fin da giovanissimo il mestiere di commerciante affiancando il padre nei lunghi viaggi di lavoro. Affari a parte, tuttavia, l’uomo nutriva un’innata e fortissima passione per la cultura, che lo spinse a ideare uno degli istituti più prestigiosi d’Europa in ambito letterario.
Il Gabinetto G. P. Vieusseux fu fondato a Firenze nel 1819 e inaugurato il 25 Gennaio 1820 con sede a Palazzo Buondelmonti. All’inizio era soprattutto un luogo di lettura su abbonamento, dove era possibile leggere pubblicazioni provenienti da tutto il Continente.
Nel corso dell’800 la biblioteca, sempre più fornita di preziosi quanto rari volumi, si trasformò in un fondamentale punto di incontro fra la nostra cultura e quella europea, come dimostrano gli illustri personaggi che la frequentarono; basti citare Giacomo Leopardi, Alessandro Manzoni, Gino Capponi, Pietro Colletta, Pietro Giordani, Vincenzo Gioberti e moltissimi altri.
Il Gabinetto Vieusseux può essere considerato uno degli ambienti di gestazione della letteratura nazionale nell’ambito di un processo che spesso affiancò, e a volte addirittura anticipò, le più significative vicende storiche e politiche dell’epoca, soprattutto quelle risorgimentali.
Patrimonio di Firenze, la gestione Bonsanti e i danni dell’alluvione
Dal 1921 il comune di Firenze è proprietario del Gabinetto Vieusseux. Dopo essere stato ospitato nella ex Chiesa di Santa Maria Sopra Porta, dal 1940 l’istituto si trova all’interno di Palazzo Strozzi.
Allo scrittore Alessandro Bonsanti, che ne ebbe la direzione per un quarantennio a cominciare dal 1941, si deve la creazione di tre nuovi dipartimenti, ovvero il Laboratorio per la conservazione dei libri danneggiati dall’alluvione di Firenze del 1966, il Centro Romantico, che si focalizza in studi sul Romanticismo e, in generale, sulla società europea del XIX secolo, e l’Archivio Contemporaneo, creato nell’ottobre del 1975.
Per quanto riguarda la famigerata alluvione che nel 1966 colpì al cuore Firenze ferendone lo sterminato patrimonio artistico, storico e culturale, è opportuno precisare che la furia dell’Arno non risparmiò, purtroppo, neanche il Gabinetto Vieusseux, danneggiando i 250000 volumi che si trovavano nei sotterranei; dopo un lavoro lungo e certosino di restauro, sono stati recuperati circa la metà dei libri.
Gabinetto Vieusseux: cosa fa oggi
Lungi dall’essere "stanco" dopo due secoli di onorata attività, oggi il Gabinetto Vieusseux, sulla scia di quanto desiderato dal fondatore, continua a essere un accreditato polo di studio e di incontro del capoluogo toscano, nonché una fucina di eventi culturali che, pur nella consapevolezza di un indimenticabile passato, al tempo stesso strizzano l’occhio a innovazioni e trasformazioni come, solo per fare un esempio, l’intelligenza artificiale.
Il gabinetto è un luogo di consultazione importante, che dà accesso a riviste e libri in varie lingue e continua a mantenere il proprio ruolo di centro intellettuale attivo sia dal punto di vista dell’erudizione vera e propria, sia per quanto riguarda la discussione su tematiche di attualità, politica e società.
Uno spazio di dialogo e di scambio di idee fedele alla tradizione ottocentesca in cui è nato, ma anche con la vista rivolta verso orizzonti al di là da venire.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Gabinetto Vieusseux: storia e caratteristiche di un’istituzione culturale
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