I militari di truppa al servizio dei progetti folli di Hitler: carnefici e vittime al tempo stesso. Assassini, ma carne da macello, i landser, combattenti medi dell’esercito germanico, protagonisti con le loro lettere, considerazioni, manifestazioni di potenza, prepotenza e anche di oggettiva sofferenza del libro dell’eccellente ricercatore accademico statunitense Stephen G. Fritz, autore nel 1995 di un saggio che un’altrettanto eccellente iniziativa editoriale, Italia Storica di Genova, ha dato alle stampe nella traduzione di Vincenzo Valentini, col titolo fedele all’originale Frontsoldaten. Il soldato tedesco di prima linea nella Seconda guerra mondiale (ottobre 2025, collana “Contemporanea”, 340 pagine). L’edizione italiana è a cura di Andrea Lombardi, inarrestabile scopritore di contributi storiografici internazionali, preziosi per gli studiosi e gli appassionati di storia militare. Il volume è corredato da un inserto di trentaquattro pagine di rare foto tedesche di guerra, in bianconero.
Andrea è anche fondatore e presidente dell’Associazione culturale genovese Italia Storica, da cui è gemmato il marchio editoriale omonimo, mentre il prof. Fritz è docente emerito di storia dell’Università statale del Tennessee orientale. I suoi studi approfondiscono la storia europea del XIX e XX secolo, con particolare attenzione alla Germania del 1990, l’epidemia di spagnola prima del Venti, la politica liberale della Repubblica di Weimar, l’ascesa del nazismo e le origini dell’Olocausto. Ha firmato una trilogia di testi su vari aspetti del secondo conflitto, pubblicati dall’University Press of Kentucky, con grande successo di critica e di pubblico.
Si è parlato sopra di combattenti medi e si è fatto ricorso due volte all’aggettivo eccellente. Infatti, testimoni, voci e primattori della ricerca dello studioso americano sono uomini dei ranghi, non componenti di unità d’elite, né fanatici delle Waffen SS. Erano il 99% dei militari, sottufficiali e ufficiali inferiori della Wehrmacht (solo meno dell’1%, aveva nell’esercito germanico un grado da maggiore in su) e hanno combattuto in stragrande maggioranza in Russia, perché l’80% delle unità tedesche vennero impegnate contro il nemico sovietico, sul tremendo e temuto fronte orientale. Eccellente è poi riferito al contributo storiografico: autentica storia “dal basso”, dal punto di vista dei singoli combattenti, messi alla prova drammaticamente, in un’alternanza tra esaltazione e abbattimento.
Non è quindi un libro sulla guerra ma sugli uomini in guerra, i guerrieri di Hitler, che lottarono fino all’ultimo per il führer e comunque mai contro. Si fecero strumenti del suo programma abietto di dominio, indubbiamente, però questo di Fritz non è un saggio di carattere politico, non rimette in discussione il “bene” e il “male”, ormai assodati dal punto di vista storico dei vincitori. E non assolve i coriacei landser (il nomignolo comune per i fanti), ma li interroga intimamente, sulla base di diverse interviste dirette e attraverso le loro esperienze riportate nei diari, nelle memorie, nelle lettere scritte durante la guerra. Dice di non avere voluto affrontare la guerra nel modo solito, quanto occuparsi della “natura dell’uomo in guerra”. Di conseguenza, l’approccio non è dall’alto verso il basso, dai documenti ufficiali ai fatti, si sviluppa al contrario dal basso verso l’alto, dalla visione del semplice combattente.
È una prospettiva costretta a scontare difetti di fondo inevitabili, non consente soprattutto di spaziare con l’ampio sguardo strategico tipico della storia militare tradizionale e mancano altri contenuti classici: le tattiche, la leadership, le decisioni e le qualità delle armi. Il suo scopo è tuttavia “far parlare” un normale soldato tedesco, ascoltare le sue parole, senza troppe interferenze, e vedere la guerra con i suoi occhi, dai bunker o dalle buche individuali. Ha cercato di definire, legando in ragionamenti di ampio respiro brani di innumerevoli lettere e diari, ricchi di spunti personali, sociali, politici e ideologici,
un quadro sistematico all’interno di ciascun capitolo, in modo da mettere a fuoco le parole dei normali soldati e infine li ho commentati in modo conciso e analitico.
Si è concentrato sulle realtà dei campi di battaglia, sulle conseguenze della stanchezza, della fame, della paura, della mancanza di sonno eccetera. E visto che i principi della strategia e della tattica erano estranei al landser, quanto al fantaccino di ogni altro esercito, ecco la guerra dal punto di vista del soldato comune. Come detto, si tratta di soldati semplici, sottufficiali e ufficiali subalterni provenienti da contesti sociali, economici ed educativi diversi, ma che subivano tutti allo stesso modo problemi quotidiani tragicamente concreti. Erano indotti ad agire da assassini, per convinzione o meno, integrati in una grande macchina distruttiva, pronti e disposti a uccidere e distruggere, perseguendo gli obiettivi di un regime omicida. Eppure, e comunque, erano costretti a convivere ogni giorno con le difficoltà, i pesi psicologici e le ansie schiaccianti che costituiscono la vita quotidiana di tutti i combattenti, usati dai propri leader politici come strumenti per raggiungere gli obiettivi. Uno di quelli nazisti, ad esempio: l’individuo può anche morire purché il popolo continui a vivere, diventava forse una delle paure del landser: conseguire il successo finale cadendo da eroe.
Fra le pagine di Frontsoldaten. Il soldato tedesco di prima linea nella Seconda guerra mondiale affiora un altro aspetto: i soldati tedeschi di truppa soffrivano come quelli di tutto il mondo la triste esperienza di vedere un amico morire, il senso di colpa d’essere sopravvissuti, la rabbia per le ingiustizie dell’esercito, il tumulto interiore per l’ordine di uccidere, l’odore di morte dal campo di battaglia, la rabbia e l’euforia provate in combattimento; il senso d’isolamento e irrealtà in prima linea.
La paura costante, come una parte viva del proprio essere.
- Autore: Stephen G. Fritz
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788831430432
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Frontsoldaten. Il soldato tedesco di prima linea nella Seconda guerra mondiale
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