Negli ultimi anni, l’acronimo FOMO è sempre più diffuso nel linguaggio comune, soprattutto in relazione all’utilizzo dei social media e all’esposizione costante alle vite altrui. Anche il mondo della lettura e delle community letterarie online non ne è uscito indenne, mostrando come la FOMO incida sulle abitudini dei lettori e sulla condivisione di contenuti sui social network.
FOMO: che cos’è e come riconoscerla?
La parola FOMO nasce dall’acronimo inglese dell’espressione “Fear of missing out”, che traduciamo colloquialmente in italiano come la “paura di essere tagliati fuori”. Non si tratta di una sensazione momentanea, bensì di una vera e propria condizione psicologica caratterizzata da ansia, disagio e soprattutto inadeguatezza rispetto alle persone che ci circondano. Non è un caso, infatti, che la FOMO e la sua diffusione coincidano con l’era dei social e di internet, che costantemente ci forniscono contenuti sulle vite altrui apparentemente perfette, appaganti e ricche di esperienze. Il senso di mancanza di un qualcosa nella nostra quotidianità nasce proprio dal confronto malsano con quelle degli altri, generando sentimenti di solitudine, tristezza e invidia che potrebbero stabilirsi nel tempo e sfociare in ansia o depressione, in particolar modo tra gli utenti più giovani.
La FOMO che colpisce anche i lettori
Il forte bisogno di inclusione e di sentirsi parte di un qualcosa (in questo caso di una community) si è fatto strada anche tra i lettori che seguono profili Instagram, TikTok o Youtube legati ai libri e alla letteratura. I cosiddetti bookinfluencer, infatti, sono ormai sbarcati sui social con grandissimo successo, nonostante la giovane età di alcuni. Questi creatori di contenuti digitali condividono recensioni, consigli di lettura e opinioni sui libri attraverso le piattaforme social, contribuendo certamente a dare nuova linfa al mondo editoriale e a stimolare la passione per la lettura. In particolare, all’interno di questa community si sono diffusi anche specifici trend e format ricorrenti, come il book haul, in cui vengono mostrati e commentati i libri acquistati o ricevuti nell’ultimo periodo, o la TBR (To Be Read), ovvero la lista delle prossime letture in programma.
Tuttavia, a causa della connessione costante e della sovrabbondanza di input su “novità da non perdere” o “libri che vanno assolutamente letti”, i rischi sono sempre dietro l’angolo.
Anzitutto, può innescarsi una sorta di competizione implicita tra lettori, alimentata dalla continua esposizione ai libri letti e consigliati dagli altri, che porta alcuni utenti a percepire la lettura come una gara di aggiornamento e produttività. Questo processo molto spesso può tradursi in una forma di blocco del lettore, percependo l’attività di lettura come obbligatoria o soggetta a determinati standard. In altri casi, invece, si può arrivare a una vera e propria lettura performativa, in cui l’attività di lettura da esperienza personale e ludica diventa una pratica esibita e condivisa sui social.
Un ulteriore rischio riguarda anche la possibile omologazione dei gusti letterari, poiché l’esposizione costante agli stessi titoli e agli stessi trend può ridurre le specificità delle letture e dei gusti personali e orientare le scelte del pubblico verso libri “di tendenza”.
La FOMO può colpire i lettori-utenti anche in contesti offline come quello dei festival letterari, a partire dal Salone del libro di Torino, la più importante fiera del libro e della cultura italiana. Attraverso la forte visibilità sui social, questi eventi vengono percepiti come imperdibili da parte della community, alimentando il desiderio di partecipazione ma anche frustrazione, ansia e disagio caratteristici della FOMO in chi non possa andarci per ragioni economiche, vincoli di tempo e posizione geografica. La partecipazione ai festival letterari si trasforma in un flusso continuo di post, video o reel che invadono le bacheche: incontri con scrittori a presentazioni, interviste, passaggi agli stand delle case editrici e l’immancabile “bottino” dei libri acquistati in fiera o ottenuti per collaborazioni. In questo modo, anche la partecipazione ai festival letterari può inserirsi in una dimensione performativa, rafforzando la dinamica di “gara di letture”, “gara di presenze” e “gara di condivisione”.
FOMO: come superarla?
Come superare gli effetti negativi della FOMO, legati all’ansia da esclusione e al confronto sociale? Tornando a un equilibrio e alla riacquisizione dei soli vantaggi legati alla condivisione dell’esperienza della lettura online.
L’esposizione e la diffusione dei contenuti legati alla lettura, infatti, può comportare una grandissima vivacità nella scoperta di libri nuovi ma anche recupero di quelli di nicchia o sottovalutati, apparentemente dimenticati nel tempo o sconosciuti. In questa rete vitale di condivisione, il lettore può scegliere di non omologarsi, esercitando la propria autonomia critica e un potere di cui è bene fare tesoro: la capacità di una selezione consapevole delle opere da inserire nella propria libreria e nel proprio repertorio culturale. Il vero antidoto alla FOMO letteraria è riscoprire la JOMO (Joy of Missing Out): la gioia di spegnere lo schermo, ignorare le classifiche e perdersi, ognuno con il proprio passo, tra le pagine di un libro scelto solo per se stessi.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: FOMO: cos’è e perchè può colpire anche i lettori?
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