Big Pharma, Deep State, Rettiliani, Scie chimiche; queste sono alcune delle voci presenti in un piccolo dizionario scritto da Massimo Rostagno, pubblicista, già collaboratore de “Il manifesto”, “Cuore”, “L’Indice dei libri del mese” e “Linus”, che analizza il fenomeno del complottismo, fornendo al lettore una mappa terminologica e concettuale per muoversi con consapevolezza dentro il mondo e le narrazioni cospirazioniste passate e presenti, imparando in questo modo a riconoscerle (e a non farsi condizionare). Le sessanta voci di Dizionario minimo dei complottismi (Armando editore, 2025) sono precedute da una lunga introduzione curata dall’autore, dove questi analizza il complottismo dalle origini fino ai nostri giorni, perché della teoria del complotto e del complottismo ne sono rimaste vittime anche personaggi illustri del passato, ad esempio Nerone, accusato di aver incendiato Roma nel 64 D.C.
Si tratta di un primo accenno, perché il fenomeno nel corso dei secoli acquisisce una sua sempre più definita identità. Ad esempio, nel 1614 a Cracovia viene pubblicato un testo anonimo, che ha l’aria di svelare al mondo un “piano segreto” di portata universale: i Monita Privata Societatis Iesu. Si propone per la prima volta in termini espliciti un luogo comune fondamentale del cospirazionismo e complottismo moderno: una società segreta che agisce nell’ombra, con l’obiettivo di prendere nelle proprie mani il potere universale. In questo caso, gli autori di questo nefasto progetto appartengono alla Compagnia di Gesù, ma è nel 1717 a Londra che appare quella destinata a svolgere un ruolo da protagonista fino ai giorni nostri; la Massoneria.
Tuttavia, il vero atto di nascita del complottismo moderno è costituito da un testo pubblicato nel 1797: i Mémoires pour servir à l’histoire du jacobinisme. Ne è autore il personaggio simbolo del cospirazionismo: l’abate gesuita Augustin Barruel, il quale sostiene che la Rivoluzione Francese sia stata organizzata da pochi uomini che hanno operato nell’ombra.
Nel 1903 viene pubblicata un’opera cardine nella storia del complottismo: i Protocolli dei savi anziani di Sion. Si tratta del più celebre falso della storia degli ultimi secoli, prodotto dall’Ochrana, la polizia segreta zarista, in grado, tuttavia, di generare pensiero, azione e narrazione gravidi di conseguenze anche tragiche nei decenni successivi (e ancora oggi).
Eppure, mentre il complottismo è vecchio di secoli, la storia degli studi sul complottismo è, invece, ben più recente. Soltanto a partire dai primi decenni del secolo scorso il mondo della cultura ha riconosciuto il complottismo come oggetto degno di studio. Negli anni ’30 e ’40 del secolo scorso, furono Theodor W. Adorno e Leo Loewenthal a inaugurare l’analisi del fenomeno attraverso gli studi sulla personalità autoritaria, ma il tema della conspiracy theory verrà isolato e identificato da Karl Popper, che ne consacrerà la formulazione nell’opera Congetture e confutazioni del 1948.
Ma il testo fondamentale per comprendere la storia delle interpretazioni del complottismo è The paranoid style in american politics di Richard Hofstaedter, che nasce come una conferenza svoltasi nei giorni dell’assassinio di John Fitzgerald Kennedy per trasformarsi nei mesi successivi in un vero e proprio saggio. Hofstaedter ha definito il perimetro entro cui collocare il fenomeno, definendo, tuttavia, uno schema che nel tempo si sarebbe poi rivelato incapace di comprenderne l’evoluzione. Secondo lo studioso, la mentalità complottista è caratterizzata da tre aspetti: esprime una patologia (intesa in più senso politico che clinico), riguarda una minoranza marginale e rappresenta una mentalità antiscientifica.
Con il nuovo millennio, avvengono importanti cambiamenti di scenario; le teorie del complotto si diffondono in modo esponenziale e insieme si moltiplicano gli studi. In strati sempre più larghi di popolazione si fa strada la convinzione che il nemico complottatore si identifichi con il potere politico: sono i governi stessi a complottare contro la gente. Il proliferare degli studi sul complottismo del nuovo millennio mostra la grande ascesa dell’interesse da parte della comunità intellettuale, perché il complottismo mira a togliere credibilità alla conoscenza comunemente accettata, al sapere ufficiale, fornendo una chiave di lettura alternativa della realtà. L’esperienza del recente movimento no vax si fondava esattamente sul rifiuto radicale della scienza medica. Di fronte a una così radicale critica, l’anticomplottismo classico, basato sull’idea che ci si trovi di fronte a un esempio di fallacia cognitiva, non funziona, perché nessun complottista è stato convinto dell’erroneità della propria credenza attraverso l’argomentazione razionale. E poiché il fenomeno complottista intreccia strettamente il piano conoscitivo e quello politico - non è possibile comprendere l’uno senza l’altro, perché si tratta di è una radicale messa in discussione del potere in quanto tale -, occorre rispondere sul piano politico. Rispetto al passato, oggi ci si trova di fronte a una profonda frattura tra le élite intellettuali che lo studiano, lo analizzano e lo decodificano e l’opinione pubblica che lo subisce, e il problema da risolvere è capire come riunire questi due mondi che tendono a chiudersi in se stessi.
L’obiettivo di questo libro è quello di inserirsi in questa frattura, questa distanza, per contribuire a ridurla, rendendo più popolare e diffusa la consapevolezza dei meccanismi mentali, cognitivi e politici. Perché, come sostiene Massimo Rostagno nella prefazione dell’opera,
La motivazione civile non è estranea a questa ambizione: si fonda sull’idea che il complottismo sia – e possa essere ancor più – un fattore disgregante delle società aperte e democratiche, già attraversate da una crisi profonda di legittimazione e di consenso. Provare a rendere l’opinione pubblica più avvertita e consapevole ci appare un tentativo non soltanto salutare, ma anche doveroso.
- Autore: Massimo Rostagno
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Dizionario minimo dei complottismi
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