Che cos’è Bookabook
Bookabook è nata nel 2014 da un’idea piuttosto semplice: trovare una via d’accesso meritocratica al mondo editoriale anche per chi non ha già un nome noto o contatti all’interno delle case editrici più blasonate.
Ma soprattutto è nata dalla convinzione, giustificata anche dai numeri, che il passaparola sia il principale metodo di vendita di un libro, secondo solo appunto alla notorietà dell’autore. Se il passaparola “classico” determina da solo il 26% delle vendite (dato già di per sé notevole), sommata ad altre forme di passaparola - consigli del libraio (6%), di un bibliotecario o di un insegnante (6%), social (10%) e community online (6%) - si arriva a un considerevole 43%. E allora, perché non immaginare un’editoria nuova, che lasci ai lettori l’ultima parola sui libri da pubblicare, anche per far partire il passaparola?
La scommessa dei fondatori era proprio questa. A distanza di 12 anni si può dire che sia in larga misura vinta, ma andiamo con ordine.
Il percorso: dodici anni, molti cambiamenti
La partenza è stata per certi versi entusiasmante. Il primo libro presentato ai lettori nell’aprile 2014, Solovki di Claudio Giunta, viene pubblicato poi da Mondadori. E soprattutto la copertura stampa è a dir poco impressionante: giornali, radio e tv parlano di Bookabook e soprattutto dell’idea innovativa dei fondatori. Ma è un successo che si spegne in fretta, passata la notizia Bookabook fa i conti - anche economici - con la difficoltà di tenere aperta una casa editrice indipendente in Italia. Dopo meno di un anno la chiusura sembra vicina. Invece i fondatori rilanciano la scommessa e l’investimento. Così, prima Bookabook entra in un piccolo circuito indipendente di distribuzione e approda in libreria, poi nel 2017 il grande passo e la casa editrice firma per Messaggerie Libri, il principale distributore indipendente italiano. Fine dei cambiamenti? Inizio semmai. Nel 2020, in piena pandemia, aggiungono gli obblighi di marketing per la casa editrice nei contratti editoriali:
“con un elenco chiaro, che dice cosa e soprattutto quando verrà fatto. Ce lo chiese un agente letterario per un contratto e ci siamo detti, perché non in tutti?”
dichiarava la loro responsabile del marketing su YouTube. Nel 2021 cambiano le royalties, fino al 50% sul prezzo di copertina, ne parleremo più avanti in questa guida. Nel 2024 il lancio della collana Scintille e il passaggio a Lyr per potenziare la promozione libraria. Nel 2026 la previsione dell’ufficio stampa per ogni libro pubblicato, forse la promessa più significativa se riusciranno, anche dal punto di vista dei conti, a mantenerle fede.
Ma come funziona?
Ogni manoscritto inviato alla casa editrice, viene come prima cosa sottoposto alla valutazione qualitativa della redazione di Bookabook. Un elemento degno di nota è che dichiarano di rispondere a tutti, in qualsiasi caso, entro 21 giorni lavorativi. La promessa è mantenuta, almeno in parte. Se è vero che rispondono a tutti, ammettono che in presenza di picchi, di fiere del libro o di chiusure aziendali le tempistiche potrebbero essere più dilatate ma comunque “ragionevoli”. In ogni caso rappresenta una piacevole eccezione in un mondo editoriale in cui l’attesa si conta in termini di mesi, se non anni.
Se la valutazione interna è positiva, viene lanciata una campagna di pre-ordini della durata di 100 giorni, con lo scopo di creare una comunità di lettori intorno al libro, così che si dia vita al passaparola ancor prima che questo sia pubblicato.
L’obiettivo da raggiungere è pari a 200 copie pre-acquistate dai lettori e dà diritto ai servizi più classici dell’editoria tradizionale: editing, progetto grafico, stampa, distribuzione e marketing.
È previsto poi un obiettivo più alto, di 300 copie, che dà diritto a servizi di marketing aggiuntivi.
Attenzione: l’autore non può in questa fase auto-acquistare copie del proprio libro, pena l’annullamento dell’ordine e la restituzione integrale dell’importo. Abbiamo verificato che è così leggendo dei commenti online. La cosa può far storcere il naso a chi frequenta poco il mondo editoriale, del resto sono soldi dell’autore e dovrebbe poterli spendere come crede. Ma è lo spartiacque tra un’iniziativa seria, finalizzata a costruire un pubblico di lettori e una finalizzata a incassare. È una scelta condivisibile.
Resta da approfondire come funziona davvero la campagna di pre-ordini, se è un impegno solo (o soprattutto) dell’autore o anche della casa editrice. Ne parliamo nel prossimo paragrafo.
La campagna di pre-ordini
La filosofia è chiara e anche stimolante: in una campagna di pre-ordini i libri li vendono i lettori coinvolti attraverso il passaparola, non l’autore o la casa editrice. Ma nella pratica funziona davvero?
Per capirlo abbiamo parlato con alcuni autori. Se è vero che i primissimi lettori vengono generalmente dal network dell’autore (qui le esperienze sono molto diverse, alcuni avevano un piccolo zoccolo duro da precedenti pubblicazioni, altri si sono basati sui rapporti personali), è anche vero che lo scopo è di trasformare questi lettori in ambasciatori. E quindi di passare dai propri contatti ai contatti dei contatti e da questi ai contatti dei contatti dei contatti. Vale a dire ai perfetti sconosciuti.
Tutto questo sarebbe difficile da improvvisare senza un professionista della comunicazione editoriale alle spalle. In questo Bookabook pare essere molto attiva: assegna ad ogni autore un coach editoriale che non si limita a costruire la strategia iniziale, ma segue lo sviluppo del passaparola passo passo.
Un piccolo bonus è rappresentato dal fatto che la casa editrice regala ai propri autori il corso sul marketing editoriale che vende al pubblico a 299€. Non siamo riusciti a ottenere l’accesso al corso, non possiamo giudicarne il contenuto purtroppo, ma è una politica che segna un punto a favore della casa editrice in un mondo, quello editoriale, dove la tendenza è sempre più spesso quella di vendere servizi agli autori, non di regalarli. Non solo, ma se un autore ha comprato il corso prima di proporre il libro, una volta selezionato ottiene il rimborso mantenendo l’accesso al corso.
E se non si raggiunge l’obiettivo?
Se la campagna non raggiunge l’obiettivo di 200 copie, Bookabook non pubblica il libro e i suoi diritti tornano all’autore, libero di proporlo ad altri o di pubblicarlo attraverso altri canali. Se la campagna ha raggiunto almeno 60 copie, il lettore riceve in ogni caso la propria copia; sotto le 60 copie, riceve un rimborso completo e automatico.
Il percorso redazionale
Una volta raggiunto l’obiettivo, si inizia la fase di lavorazione editoriale vera e propria, partendo dall’editing, passando per impaginazione e revisione e terminando con il progetto grafico di copertina. Anche in questa fase l’autore può godere del supporto di un editor professionista e di tutta la redazione.
Abbiamo avuto tra le mani alcuni libri pubblicati da Bookabook e possiamo affermare che il prodotto finito ha un ottimo standard: impaginazione perfetta, senza quelle odiose orfane e vedove che si vedono sempre più spesso in giro, e lettura piacevole. Certo, non abbiamo idea se sia tutto merito dell’editing, perché non sappiamo che tipo di intervento sia stato fatto in questi casi specifici – bisognerebbe vedere il testo pre e post intervento della redazione - ma la casa editrice assicura da contratto un editing professionale sul testo, sempre in collaborazione con l’autore (nessuna modifica, a parte gli errori grammaticali ça va sans dire, viene imposta). Cosa significativa, non c’è un limite di giri di bozze, pratica purtroppo sempre più spesso inserita nei contratti editoriali. Gli autori con i quali ci siamo confrontati segnalano che le modifiche sono sempre indicate e quasi sempre motivate. In ogni caso la redazione risponde in caso di chiarimenti.
L’unica pecca? Leggendo alcune recensioni: le tempistiche piuttosto lunghe. A onor del vero, però, dai 3 ai 5 mesi di tempo di lavorazione editoriale ci sembrano perfettamente in linea con le tempistiche dell’editoria tradizionale e, soprattutto, garanzia di un lavoro accurato.
Le librerie
Bookabook ha un accordo di distribuzione con Messaggerie libri, uno dei più importanti distributori nazionali, con una distribuzione capillare in tutte le maggiori librerie.
È un enorme punto di forza per la casa editrice, soprattutto se paragonata ad altre realtà indipendenti. È da sottolineare che tale capacità distributiva non significa necessariamente che le copie dei loro libri siano sempre disponibili a scaffale, poiché - come in qualsiasi altro esercizio commerciale - è il libraio a scegliere quali libri tenere ed esporre nel proprio negozio.Significa però avere stabilmente un importante fornitore del catalogo e che, qualora un libro non fosse presente in uno specifico punto vendita, risulta comunque ordinabile e arriva a stretto giro. Inoltre, periodicamente, Bookabook ha fatto delle operazioni di visibilità attraverso i cataloghi delle catene (è in almeno 5 degli ultimi 6 folder Ubik) e partnership per gli spazi espositivi (Mondadori). Non possiamo sapere se sono attività che verranno ripetute in futuro, ma sicuramente denotano una certa attenzione agli store fisici. Queste operazioni costano, non fosse altro per il gran numero di copie da fornire e per il rischio, sempre dietro l’angolo, di invenduti. Lo fa una casa editrice che se lo può permettere e che crede nel proprio catalogo. Al tempo stesso sono operazioni che, generalmente, vengono poste in essere finché c’è un ritorno economico per editore e libraio.
Il marketing
Come anticipato, il marketing è previsto da contratto. È un elenco di attività chiaro, che prevede anche quando verranno svolte e un resoconto finale dei risultati raggiunti. Non è una novità nel mondo editoriale, generalmente gli agenti editoriali chiedono e spesso ottengono documenti simili, ma di certo è una rarità. In realtà gli elenchi sono due: quello per i libri che pre-vendono 200 copie e quello, decisamente più corposo, per i libri che pre-vendono 300 copie. Contratto alla mano, è l’unica differenza rilevante tra vendere 200 e 300 copie durante la campagna di pre-ordini (come detto, editing, revisione e progetto grafico restano uguali).
In precedenza abbiamo accennato alla novità di aprile 2026: l’ufficio stampa prima riservato ai soli titoli da 300 copie oggi è previsto per tutti i titoli che iniziano il percorso.
Se Bookabook non sarà costretta a tornare sui suoi passi dal costo di un’operazione di questo tipo, questa è una piccola rivoluzione. Solo il 3% dei titoli pubblicati nel mercato gode di un ufficio stampa (e forse meno: di solito gli autori che rispondono a queste survey sono quelli più motivati) ed è presto spiegato perché. Non è colpa degli editori “pigri o tirchi” ma è il meccanismo editoriale a renderlo insostenibile. Se un professionista dell’ufficio stampa costa a una casa editrice, tasse incluse e stando bassi, almeno 3.000€ al mese, considerato un prezzo di copertina medio di 15€ e un ritorno del 10% sul prezzo di copertina per la casa editrice, bisognerebbe vendere 2000 copie in un mese solo per rientrare dei costi. Se si considera che appena il 4% dei libri, in Italia, supera le 1000 copie in un anno, la scelta degli editori è purtroppo comprensibile. Bookabook se vuole andare controtendenza deve dimostrare che la sua scelta è sostenibile nel tempo. Vedremo.
E le royalties? Quanto si guadagna a pubblicare con Bookabook?
Le royalties vanno dal 10% al 50% a seconda del canale di vendita. In particolare 10% in distribuzione, 25% e 50% online. Sono royalties molto alte, a conti fatti anche più di alte di molti self. Partiamo dalla distribuzione, qui il confronto non va fattocon i self, naturalmente, ma con le altre case editrici. In Italia le royalties in libreria vanno dal 6% al 10% sul prezzo di copertina. Bookabook si colloca nella fascia massima con il 10%, è un trattamento di per sé ottimo, ma non è nulla che non si sia già visto. Più combattuto lo scontro online, dove non bisogna farsi ingannare dai numeri. Se è vero che alcuni self offrono anche il 70%, è anche vero che lo fanno sul prezzo di copertina al netto dei costi. Bookabook offre il 50% ma al prezzo di copertina. Abbiamo fatto alcune simulazioni e in qualche caso conviene il self, in qualche caso conviene Bookabook. Quasi sempre la differenza è di pochi centesimi, sostanzialmente un pareggio. Possiamo concludere che Bookabook pareggia con le case editrici per leroyalties in distribuzione, con i self per le royalties online. In linea con la natura della casa editrice che affianca la cura editoriale e la distribuzione di una casa editrice tradizionale alla richiesta all’autore di spendersi in prima persona tipica del self.
È una strada per tutti?
No, ed è il principale difetto di Bookabook. Non è per gli autori dei manoscritti che Bookabook non giudica validi - che è indice di serietà editoriale - ma soprattutto non è per gli autori non disposti a mettersi in gioco in prima persona. Chi è timido, chi non può farlo per ragioni lavorative, chi per qualsiasi altra ragione non ne abbia voglia. Ma non è nemmeno per chi cerca un’esperienza vecchio stampo in cui l’autore scrive e basta, lasciando all’editore tutti i compiti promozionali. È un difetto perché Bookabook in questo modo perde potenziali talenti e relative vendite. Mentre i fan del self publishing potrebbero non apprezzare del tutto le modalità redazionali di una casa editrice, a livello di tempistiche e di controllo sul prodotto finale.
Ma per chi ha voglia di rimboccarsi le maniche Bookabook offre un meccanismo rodato, trasparente e una squadra professionale. I servizi sono tutti gratuiti e di buon livello, Bookabook ha costruito un ecosistema curato e solido. Che nel tempo si modifica, almeno finora, in meglio, mantenendo quello spirito innovativo iniziale che in altri progetti si è nel tempo affievolito. Il vero rischio per Bookabook è sedersi, non spingersi oltre. Se questa guida invecchierà in fretta, significa che stanno lavorando ancora nella direzione giusta.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Come funziona Bookabook? Guida critica completa (aggiornata al 2026)
Lascia il tuo commento