Tutto il mondo è paese. O, se preferite, la storia tende a ripetersi anche nelle piccole cose. Così le truffe odierne perpetrate via social per estorcere denaro a ignare vittime non sono una novità. Anzi vantano precedenti illustri.
Uno degli episodi più curiosi, per l’importanza dei personaggi coinvolti, vede come obiettivo niente meno che Charles Dickens, scelto forse proprio per la sua notorietà. Ad inizio marzo 1846, 180 anni fa, un uomo si presenta alla sua porta a nome di Giuseppe Mazzini, all’epoca esule a Londra, e chiede denaro per la causa italiana. Si chiama Dominic Scuri o Scuroni e con il padre della Giovane Italia non ha alcuna relazione, ma riesce a convincere lo scrittore e si fa consegnare ben 2 sterline, una cifra piuttosto importante.
Una truffa che segna un’amicizia
Riferito sulla pagina londinese del Dickens Museum, il racconto testimonia una delle prime truffe della storia e il buon cuore dello scrittore londinese che contribuisce sempre con generosità alle battaglie sociali. Va detto che Scuri, poi catturato, tocca un tema che gli è caro: l’Italia in cui ha vissuto, a Genova, per anni.
Come molti intellettuali inglesi, Dickens ammira Mazzini. I due in fondo hanno molto in comune. Quando l’autore di Tempi difficili per esempio decide di imparare l’italiano in previsione del soggiorno nel bel paese, ricorre all’esiliato Antonio Gallenga, noto mazziniano.
In ogni caso la truffa è occasione per l’inizio di una duratura amicizia con il vero patriota. Dickens visita la Scuola italiana di Hatton Garden, istituita per garantire un’istruzione gratuita ai figli degli emigranti. Lui che conosce la povertà, condivide l’obiettivo e sarà un generoso contributore della scuola che conta duecento iscritti tra cui anche alcune ragazze. Più tardi Dickens scriverà anche An Appeal to the English People in Behalf of the italian Refugees (Appello agli inglesi per conto dei rifugiati italiani), rivelando una sensibilità non comune per temi quanto mai attuali e di estrema modernità.
Non solo. Dickens e Mazzini hanno anche un’altra connessione: la London Library. Sono entrambi soci. Lo scrittore è uno dei fondatori. Mazzini, con la sua profonda conoscenza della storia e della letteratura italiana, partecipa alla creazione delle collezioni italiane della biblioteca.
La storia, quindi, insegna che spesso bisogna diffidare, ma anche che non tutto il male viene per nuocere. In questo caso dalla truffa nasce l’incontro tra due personaggi non comuni. Se non altro le vittime di oggi possono consolarsi: sono in ottima compagnia.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Charles Dickens e Giuseppe Mazzini: la storia di un’amicizia nata da una truffa
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