Bologna 14 maggio 1307. Il segreto del sarcofago in Santo Stefano (Giraldi Editore, 2025) è il frutto di una lunga e laboriosa ricerca storica durata alcuni anni, nei quali il nostro autore ha ripercorso le tappe documentali nel tracciare il segreto del sarcofago in Santo Stefano a Bologna, la basilica che è il cuore della Chiesa bolognese. Andrea Mondini, imprenditore bolognese, è un accanito lettore e appassionato di storia, in particolare di quella medioevale di Bologna. Il suo romanzo è una storia vera, ricca di misteri, un segreto custodito da millenni ispirato da leggende e racconti familiari. Un testo importante e istruttivo arricchito da splendide foto della città di Bologna e delle sue chiese, e da incantevoli disegni a firma della figlia dell’autore, Valentina.
Le pagine sono un invito ad andare indietro nel tempo e a soffermarsi sul viaggio verso l’Europa di San Giuseppe D’Arimatea, scappato da Gerusalemme, che si occupò di Gesù dopo la sua morte. Giuseppe era in fuga con alcuni potenti sacerdoti del Tempio e uno scrivano romano che riportò su di una pergamena una lista di persone e materiali, tra i quali “due ampolle plumbee con il sangue e il sudore di Gesù di Nazareth, il Crocifisso”. Due sacre ampolle, l’una verde realizzata con una pietra che i Romani chiamavano ex caelis, caduta dal cielo, che emetteva una piccola luce, contenente il sangue preso dal corpo martoriato di Gesù; e l’altra di semplice piombo, con l’unguento della mirra con cui avevano unto e poi tolto dal suo corpo, mischiato al sudore di Cristo. Una curiosità e un riferimento importante, scrive l’autore, è vedere dipinto nella vetrata della cattedrale di Glastonbury San Giuseppe D’Arimatea con le due ampolle in mano.
Lungo i suoi viaggi, portando la parola di Gesù in tutto il mondo, aveva fondato chiese e monasteri e alla sua morte venne seppellito nell’isola di San Patrizio, vicino all’isola di Man, in un sarcofago di pietra con inciso la parola Symon, con le due sacre ampolle tra le sue braccia che conosciamo come il Santo Graal. Il sarcofago attraverso gli avvenimenti della storia sarà portato a Bologna da San Ambrogio scappato via da Milano, la città che doveva essere distrutta da chi non lo voleva come vescovo, rifugiandosi dal suo protetto San Petronio. Il segreto del sarcofago verrà scoperto dai Longobardi e dal potente Carlo Magno, che frequentava sovente l’Abbazia di Nonantola tra Bologna e Modena. Dopo le distruzioni effettuate dai Barbari, Bologna venne in parte ricostruita e San Petronio volle creare una piccola Gerusalemme. Venne dunque edificata la chiesa che ricreava il Santo Sepolcro, poste le reliquie di Santo Stefano, primo martire della Cristianità, la colonna dove era stato flagellato e il Sacro Catino nel quale Pilato si lavò le mani, e venne scavato un piccolo lago, la piscina di Siloe, che divenne nota per le acque miracolose.
Bologna prosperava con l’arrivo dei pellegrini, il sarcofago era custodito sotto la Basilica di Santo Stefano, le mura della città vennero allargate e nuove locande vennero attrezzate. Roma tollerava poco e le minacce erano sempre più gravi; volontà di papa Eugenio IV era disseppellire il sarcofago con le Sacre Ampolle. L’esercitò pontificio arrivò, nel mentre un forte terremoto aveva colpito Bologna. Il Vescovo venne imprigionato e il popolo bolognese organizzò la resistenza. Tutto ciò che vi era della Gerusalemme bolognese venne interrato e finì per sempre, e il Papa ordinò infine la cancellazione dei registri dei miracoli. La famiglia Mondini, con un antico albero genealogico, sono stati partecipi alle vicende legate al segreto di Santo Stefano. Sia all’arrivo di Napoleone, periodo durante il quale il sarcofago venne posto al sicuro a Nonantola, che a contrastare nel 1936 le ricerche che i nazisti effettuarono in loco. Hitler, ossessionato dall’esoterismo, era alla ricerca del Santo Graal e molti dei suoi generali assoldati alla risoluzione del mistero. Ricerche nei dintorni di Bologna vennero eseguite da Himmler, accompagnate dagli studi del professore Otto Rhan, maniaco dell’esoterismo, messo a capo della sezione proprio da Adolf Hitler. Tra insurrezioni dei bolognesi e processioni con croci inalberate, il sarcofago affronterà il suo ultimo viaggio per il riposo definitivo di Giuseppe D’Arimatea e del Santo Graal.
E adesso era ancora lì, dentro il sarcofago con scritto Symon, con le due ampolle tra le mani portate via da Gerusalemme.
- Autore: Andrea Mondini
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Giraldi Editore
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Bologna 14 maggio 1307. Il segreto del sarcofago in Santo Stefano
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