Certaldo non è soltanto uno dei borghi più suggestivi della Toscana, ma anche il luogo d’elezione delle vicende terrene di Giovanni Boccaccio, che qui nacque, trascorse gran parte della vita, morì il 21 dicembre 1375 e dove oggi, per sua espressa volontà, riposa.
Anche se regna l’incertezza per quanto riguarda i natali dello scrittore, contesi tra Firenze e la stessa Certaldo, è sicuro che nella piccola cittadina della Valdelsa il novelliere, a un certo punto della sua esistenza, decise di ritirarsi per dedicarsi soprattutto allo studio e all’arte.
Ancora oggi, a distanza di secoli, ogni angolo di Certaldo ci parla di Boccaccio e i siti più importanti che ruotano attorno allo scrittore sono visibili e visitabili: ecco dove si trovano la casa e la tomba.
La casa di Boccaccio a Certaldo
La casa di Boccaccio sorge nell’omonima via situata proprio nel cuore di Certaldo Alto. Attualmente è sede dell’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio, del museo e della biblioteca specialistica a lui dedicati.
Nel corso del tempo l’edificio ha subito una serie incredibile di vicissitudini e quello attuale, aperto al pubblico nel 1957, è una ricostruzione molto fedele dell’originale trecentesco, che fu distrutto da una bomba durante la Seconda Guerra Mondiale (la parte che si è salvata si riconosce dai mattoni di colore più scuro).
All’interno, nella Stanza del Poeta, dove un’antica tradizione colloca la camera da letto del novelliere, si trova il famoso affresco di Pietro Benvenuti che raffigura Boccaccio al lavoro nel proprio studio (1826), commissionato dalla Marchesa Lenzoni de’ Medici, la nobildonna alla quale dobbiamo il restauro dell’immobile.
Da ammirare il medagliere con 20 monete dedicate al Decameron realizzate da Bino Bini in occasione dei seicento anni dalla morte del poeta, una serie di scarpe da donna (anche da bambina) rinvenute durante i lavori di recupero che vi stupiranno per la loro modernità (somigliano alle attuali "zeppe"!), la biblioteca che raccoglie, fra l’altro, decine di pregevoli copie del Decameron illustrate e tradotte in quasi tutte le lingue del mondo e la mostra permanente di opere di artisti contemporanei “ Omaggio a Giovanni Boccaccio, Dieci +1”.
Non mancate, inoltre, di salire l’ardua scala che porta in cima alla torretta, dalla quale si può apprezzare un panorama mozzafiato che si estende a perdita d’occhio sulla meravigliosa campagna toscana da cui spicca, con i suoi alti e sottili pinnacoli, San Gimignano.
Non si può rinunciare, infine, a una passeggiata tra i vialetti dell’elegante giardino dall’aspetto geometrico e squadrato: se volgete lo sguardo al centro, dove è situata la fontana, vi sembrerà di vedere e sentire Boccaccio raccontare storie agli amici riunitisi tutt’intorno.
La tomba di Boccaccio: i misteri e le poche certezze
Partiamo da un dato certo ed incontrovertibile: Giovanni Boccaccio riposa sicuramente a Certaldo, ma il luogo esatto della sepoltura è un mistero. La tomba ufficiale dello scrittore si trova all’interno della chiesa dei SS. Jacopo e Filippo, ma da qui ad asserire che i resti ivi custoditi siano davvero i suoi ce ne corre.
Il sepolcro consiste in una semplice ed elegante lastra in marmo con impresso un ritratto di Boccaccio e il seguente epitaffio:
Han sub mole iacent cineres ac ossa Iohannis: Mens sedet ante Deum meritis ornata laborum Mortalis vite. Genitor Bocchaccius illi, Patria Certaldum, studium fuit alma poesis.
[Sotto questa lastra riposano le ceneri e le ossa di Giovanni: la mente si pone davanti a Dio, ornata dai meriti delle fatiche della vita mortale. Boccaccio gli fu genitore, Certaldo la patria, interesse l’alma poesia]
Nonostante l’inevitabile suggestione del reperto, come anticipato esistono molti dubbi, per il momento non ancora fugati, su dove si trovino realmente le spoglie dell’autore del Decameron. Da fonti d’archivio apprendiamo che nel 1787, ben prima dell’editto di Saint-Cloud emanato da Napoleone (1800), il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo vietò la sepoltura nelle chiese e di questa decisione fece le spese anche il corpo di Boccaccio, che venne riesumato e sparso nell’adiacente cimitero. Uno scempio vero e proprio, un incivile affronto ad uno dei più grandi artisti italiani di sempre, che non a caso scandalizzò lord Byron, che ne parlò, con toni più che polemici, nel IV canto del Childe’s Harold Pilgrimage.
Nel 1913 il preposto certaldese don Alessandro Pieratti dichiarò di aver trovato la vera tomba durante i lavori di restauro della vecchia canonica; nel 1921 fu la volta dell’ingegnere Antonio Marzi, che rinvenne un teschio e lo attribuì al poeta trecentesco; nello stesso anno, infine, le belle arti affidarono il difficile compito di accertamento delle ossa ad una commissione composta da cinque membri e presieduta da Domenico Tordi.
Le conclusioni? In realtà non ve ne sono di univoche e a tutt’oggi la querelle rimane aperta; tuttavia l’incertezza che regna sulla questione nulla toglie al fascino che emana dalla tomba della chiesa dei SS. Jacopo e Filippo, un luogo senza tempo che rappresenta una tappa fondamentale quando si visita Certaldo.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Boccaccio a Certaldo: la casa e la tomba del grande novelliere
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