- Autori: Nino De Vita e Giovanni Emilio Cingolani
- Genere: Libri per bambini
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Orecchio Acerbo
- Anno di pubblicazione: 2026
Andavano sempre là (Orecchio Acerbo, 2026, illustrazioni di Giovanni Emilio Cingolani) di Nino De Vita è un intenso albo che parla di adolescenza e dell’estate. L’autore è nato a Marsala nel 1950, dove vive e lavora.
Andavano sempre là, in quel solito posto, a piedi, o pedalando: quando scuola non c’era, se voglia non ne avevano.
Due ragazzini mingherlini, Antonio e Gaspare, uno bruno e l’altro biondo, si recavano spesso allo Stagnone, una laguna ventosa, dove volavano molti uccelli. Buttavano le lenze facendole mulinare nel fondale del mare basso e dopo stavano a pazientare. Sopra le loro teste era tutto un volo di gabbiani, aironi, pernici di mare. Posavano le folaghe, gli smergi, i tuffetti. Arrivava anche il greppio, che stava alto sospeso nell’aria.
D’estate allo Stagnone c’era una baldoria dei ragazzini che scherzavano, si rincorrevano, si facevano dispetti tirandosi addosso posidonie, muschio e oloturie. Sciarre e divisioni si accendevano tra di loro per ritornare di nuovo amici stretti. Per litigare di nuovo covando rabbia e rancore. Era bello divertirsi insieme senza limiti e divieti. Tutto ciò dava loro un senso di libertà ed energia.
Un giorno Gaspare e Antonio stavano pescando un pesce, uno scorfano, che era rimasto attaccato all’amo dibattendosi sui ciottoli. Poi aveva emesso come un rantolio fatto di paroline.
“Fame… avevo fame…" mormorò il meschinello, con la voce fessa.
Antonio si era inginocchiato sbalordito a osservare il pesce abbattuto su un fianco. Gaspare si era portato le mani in testa mentre Antonio era salito impaurito sopra un masso. Intanto lo scorfano, inarcandosi, cominciava a saltare, torcersi e girare. I ragazzini continuavano a guardarlo attoniti. Cosa fare adesso? Ridare la vita al pesce gettandolo in mare oppure no?
E apriva, chiudeva respirando le branchie.
Belle illustrazioni, che sembrano quadri, fanno da perfetta cornice a un racconto significativo, che emoziona e fa riflettere sia gli adulti sia i piccoli lettori. In una laguna assolata siciliana due ragazzini, che si credono invincibili, scoprono sensazioni sconosciute. Una prosa che può essere definita poesia, dove alcune parole in dialetto danno un tocco particolare. Infine, interessante la versione in siciliano nelle pagine finali.
Quello che successe in seguito non lo sappiamo.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Andavano sempre là
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