La bambina che salvava i libri di Markus Zusak

Acquista questo libro: se raggiungi i 20 euro di spesa, la consegna è gratuita!
Ancora un romanzo sulla capacità terapeutica dei libri, della lettura come lenimento all’ansia, all’angoscia, alla guerra. La storia della bambina che salvava i libri è ambientata in un paese presso Monaco di Baviera, durante il terzo Reich, in mezzo a persone povere, emarginate, convinte dalla propaganda nazista a comportamenti violenti di stampo razzista.
La voce narrante del racconto è affidata alla morte, resa personaggio umano, che dall’alto racconta gli orrori che lei stessa è costretta a fronteggiare. I personaggi del libro, Liesel, la bambina a cui allude il titolo, il padre adottivo Hans, l’amico Rudy, l’ebreo nascosto clandestinamente nella cantina della casa, Max, i vicini di casa, sono tutti importanti perché da ognuno cogliamo aspetti diversi della percezione del nazismo. Un libro da far leggere ai ragazzi, buon sostituto del "Diario" di Anna Frank, capace di commuovere, coinvolgere, interessare.
Gli occhi di Liesel, costretta a guardare l’orrore assoluto, sono capaci di vedere nei disegni, nella fantasia, nei libri, nei personaggi un modo di far sopravvivere l’umanità, l’amicizia, i legami affettivi.
Fu a nove anni che Liesel iniziò la sua brillante carriera di ladra. Certo, aveva fame e rubava mele, ma quello a cui teneva veramente erano i libri, e più che rubarli li salvava. Il primo fu quello caduto nella neve accanto alla tomba dove era stato appena seppellito il suo fratellino. Stavano andando a Molching, vicino a Monaco, dove li aspettavano i loro genitori adottivi. Il secondo, invece, lo sottrasse al fuoco di uno dei tanti roghi accesi dai nazisti. A loro piaceva bruciare tutto... (Note di copertina)

IBS
BOL
La Feltrinelli
Webster







