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Il libro è la biografia dell’autore, ambientato in Austria, negli anni precedenti alla Prima Guerra Mondiale. E’ un periodo di pace, caratterizzato da progresso, ebbrezza, libertà, spensieratezza, all’insegna dell’arte, letteratura e musica. L’autore tratta dell’ingenua generazione vissuta nel periodo immediatamente precedente e dilaniata dalla guerra, o morendovi o vedendo spazzati via tutti i sogni e le illusioni in cui aveva creduto, senza nemmeno immaginare cosa li aspettava. La Belle Epoque, dopo la guerra franco-prussiana, aveva diffuso in tutta Europa una ventata di progresso, di felicità, di arte e liberazione dall’oppressione bigotta dei costumi e arretratezza del mondo, ritenuto fino allora antiquato e povero. Il benessere era diffuso, il Parlamento emanava leggi giuste, le persone potevano apprezzare le gioie dell’arte, della letteratura, del teatro. E lo stesso periodo delle guerre coloniali, violente e terribili come sempre, ma l’Europa è troppo prospera e pacifica perché si possa preoccupare di conflitti che si combatte a migliaia di chilometri. Gli intellettuali – fra i quali c’è anche l’autore – vivono beati nel loro mondo idilliaco, sognante, felice, fatto di cultura e conoscenza. In questo clima, la guerra arriva veloce, inaspettata, devastante, trascinando ogni uomo, volente o nolente. Zweig fugge in Svizzera, neutrale e isolata rispetto ad un continente sceso in guerra. Il ritorno in patria è terribile, con la vista del suo paese distrutto, povero, dilaniato, svuotato. Durante il racconto, il protagonista narratore mette spesso in contrapposizione il periodo beato precedente alla guerra,evocando anche con il modo di scrivere beatitudine, felicità e spensieratezza, e quello che vede la sua nazione massacrata dal primo, terribile, conflitto mondiale. Zweig riesce a ricreare lo stato mentale che aveva all’epoca, torna in quel mondo magico e meraviglioso che ha vissuto in giovinezza e anche quando narra la fine di quel mondo e della situazione che vive, le sue frasi sono poche, brevi, riuscendo a condensare in poche parole l’amarezza che vive, amarezza che forse non ha nemmeno bisogno di essere manifestata con particolari artifici stilistici, dato che basta la descrizione degli eventi per esprimerne la tragedicità. A volte gli capita di menzionare anche la situazione che vive durante la redazione del libro, la seconda guerra mondiale, durante cui si è ritrovato costretto a fuggire dalla sua patria che lo rinnega come artista, in quanto ebreo. E l’autore non può quindi che ritornare con la mente al "mondo di ieri", che dà il titolo al libro, alla realtà felice che aveva conosciuto in passato, come se lo stesse ancora vivendo, perché in realtà sente ancora di far parte di quel mondo, ormai perduto, desideroso di credere anche solo ad un’illusione.

Eloy Moreno è nato a Castellón nel 1976. Dopo aver scritto il suo primo romanzo, El bolígrafo de gel verde, decide di autopubblicarlo e autodistribuirlo. Il libro diventa ben presto un bestseller in Catalogna, con i diritti venduti in tutto il mondo. In Italia è pubblicato dalla casa editrice Corbaccio, con il titolo "Ricomincio da te".
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