La notizia è di quelle che potrebbero cambiare la storia dell’arte per come la conosciamo. Esisterebbero venti nuove opere di Michelangelo Buonarroti, oggi poco note o di attribuzione incerta. E c’entra, manco a dirlo, un libro.
La ricercatrice Valentina Salerno vuole scrivere un romanzo e ricostruisce l’ultimo periodo di vita del Maestro con l’obiettivo di ancorare la narrazione ai dati storici. Dalle indagini emerge una verità incredibile: il romanzo deve aspettare, i risultati delle sue letture diventano uno studio pubblicato con il titolo Michelangelo: gli ultimi giorni, che conquista le prime pagine dei quotidiani come “Il Messaggero” e l’“Ansa”.
Il fantasma di Michelangelo e il tesoro perduto
A giugno 2025 per le Edizioni Corsare arriva nelle librerie un testo per ragazzi. Si intitola Virginia e il tesoro perduto di Michelangelo. Racconta l’incredibile incontro di un’adolescente in gita scolastica: è il fantasma dello stesso Messer Michelangelo a chiedere il suo aiuto. Per ritrovare pace deve recuperare un tesoro cui tiene molto, in un viaggio tra i misteri e le bellezze di Roma. Ma servono coraggio e impegno. Lo stesso probabilmente richiesto nella vita reale a Valentina Salerno che, nel corso di una ricerca durata anni, consulta decine di documenti custoditi in archivi e biblioteche italiani e stranieri, con il sostegno del professor Michele Rak e dei Canonici Regolari Lateranensi del Santissimo Salvatore.
La camera segreta di Michelangelo
Uno dei testi rivela una verità fino ad oggi sconosciuta: alla sua morte Michelangelo, secondo l’atto notarile che ne congela la situazione patrimoniale, risulta in possesso di poche opere. Lui stesso, secondo la tradizione, avrebbe distrutto centinaia di bozzetti. Eppure il nuovo documento racconta un’altra storia: l’esistenza di una camera segreta nella sua casa romana di piazza Venezia, un cubicolo dove per volontà del Maestro amici e allievi avrebbero rinchiuso molte opere. Dipinti, modelli, sculture, cartoni, cere, disegni, bozzetti, sanguigne e testi appartenenti alla sua biblioteca. Materiale tanto prezioso da prevedere un sistema di chiavi multiple per l’apertura. Obiettivo: metterlo al sicuro dalla dispersione.
La stanza è vuota da 400 anni. Il che però non ha importanza ai fini dei ricercatori. La scoperta pone infatti un nuovo punto fermo nella storia di Michelangelo, perché quelle opere probabilmente vendute e collezionate devono solo essere ritrovate. Sono dormienti come si dice. O magari erroneamente attribuite.
Una prima conferma è rappresentata dall’asta svolta a febbraio da Christie’s a Londra, dove è stato venduto il bozzetto della Sibilla Libica attribuita dagli studiosi a Michelangelo, proprio secondo una traccia che risponde a quella individuata dalla Salerno che, leggendo la documentazione, dichiara di aver provato un “tuffo al cuore”. Nel frattempo è stato istituito un comitato tecnico scientifico nell’ambito delle celebrazioni per i 550 anni dalla nascita dell’artista, come fa sapere l’Ufficio Comunicazione della Fabbrica di San Pietro: valuterà eventuali approfondimenti sull’opera di Michelangelo.
Insomma, la caccia alle opere disperse è già partita. In attesa della diffusione dei dettagli della scoperta che promette ricadute nel mondo dell’arte, non resta che sperare nel romanzo.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Venti nuove opere di Michelangelo: un libro per ragazzi anticipa la scoperta di Valentina Salerno
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