È risaputo che Benedetto Croce nacque a Pescasseroli – nel cuore dell’attuale Parco Nazionale d’Abruzzo – il 25 febbraio 1886, ma le sue origini per parte di padre sono legate a Montenerodomo, un piccolo comune montano del Sangro, in provincia di Chieti. Come si apprende dall’intervento critico: La famiglia di Croce, gli anni della formazione, le ricerche erudite di Alessandro Savorelli, nel volume Croce e Gentile, La cultura italiana e l’Europa (2016), Croce tra il 1919 e il 1921 scrisse due brevi saggi: Montenerodomo: storia di un comune e di due famiglie e Pescasseroli sui due paesi e sulle storie delle famiglie dei suoi genitori; allegati, poi in appendice alla Storia del Regno di Napoli con il titolo: Due paeselli d’Abruzzo. Sia i Croce (del padre Benedetto) che i Sipari (della madre Luisa) appartenevano alla classe di un moderno ceto borghese e Benedetto ne evidenzia caratteri, cultura e atteggiamenti politici molto diversi, ma un’uguale importanza per il ruolo svolto nelle rispettive comunità.
Il Parco Letterario di Pescasseroli da ormai vent’anni organizza il Premio Nazionale di Cultura Benedetto Croce per celebrare e ampliare la conoscenza della grande figura del noto intellettuale, storico, politico e filosofo italiano e per premiare i tre migliori libri pubblicati nell’anno precedente per la narrativa, la letteratura giornalistica e la saggistica.
La Scuola Estiva di Montenerodomo
Un altro progetto molto interessante è la Scuola Estiva di Montenerodomo, in provincia di Chieti, con l’intento di far conoscere e apprezzare la figura del giurista Giuseppe De Thomasis, nativo di Montenerodomo (allievo di Gaetano Filangeri), esperto conoscitore delle pratiche legate al feudalesimo in Abruzzo e contemporaneamente approfondire la questione meridionale nell’ottica di una rinascita delle aree interne del Mezzogiorno. Intento a lungo termine è anche la formazione di una classe dirigente preparata e consapevole delle potenzialità di tali aree: senza preconcetti figli di discriminazioni e secolari colpevoli abbandoni dei governi susseguitisi dall’Unità d’Italia in poi.
La quarta edizione della Scuola Estiva di Montenerodomo sta avendo luogo dal 14 luglio al 19 luglio nel suggestivo Parco archeologico di Iuvanum, alle pendici del massiccio del Majella per occuparsi di tematiche quali: l’identità, la memoria, la coesione, lo sviluppo e la cultura delle aree interne del Mezzogiorno. Partecipano docenti di vari atenei della nostra penisola e studenti provenienti dall’Università di Napoli Federico II, del Molise, di Chieti-Pescara, di Teramo e dell’Aquila.
L’organizzazione è stata curata dal Comune di Montenerodomo, in collaborazione con il Parco Letterario “Benedetto Croce e l’Abruzzo” e del “Centro Studi per il Mezzogiorno Giuseppe de Thomasis”, con il coordinamento di Angelo Piccoli, Marcella Leombruni e di Pasquale D’Alberto.
Ricco il programma, a partire dalla presentazione del libro di Lucio D’Orazio: Giuseppe de Thomasis nell’esperienza giuridica e politica del suo tempo (1767-1830), (Jovene, 2025), che tende a sfatare il pregiudizio di un Sud e di aree interne sempre più arretrate del Nord o delle grandi aree urbane; anzi, un tempo in prima fila per la modernità del Mezzogiorno e per lo sviluppo di tutta la comunità nazionale.
La figura di Giuseppe de Thomasis è emblematica per affrontare i temi più cari alla Scuola estiva; il giurista, infatti, aderì alla Repubblica Partenopea, espresse il suo illuminismo riformista soprattutto nell’opera: Cagioni che ritardano il progresso nelle province napoletane.
«In questa opera è evidente non solo la denuncia degli abusi feudali da parte dell’aristocrazia terriera ma anche la consapevolezza, già presente nelle pagine di Gaetano Filangieri, di ritenere che l’eversione della feudalità fosse il presupposto per una riforma completa dell’intero sistema economico meridionale»
come nota Fabrizio Marinelli nell’opera Il pensiero e l’opera di Giuseppe De Thomasis.
Nel 1809 il De Thomasis fu nominato commissario ripartitore dei beni demaniali e feudali nei tre Abruzzi, esercitando ampi poteri per favorire lo sviluppo della economia agricola abruzzese. Si impegnò, quindi, per consolidare una nuova forma di stato basato sul principio della legge uguale per tutti e l’affermazione della proprietà privata esclusiva, di stampo liberale, in contrapposizione alla proprietà “divisa” del sistema feudale. Come si evince da documenti conservati nell’Archivio di Stato dell’Aquila egli considerava l’arretratezza di quei luoghi attribuibile “alla strana combinazione dei diritti di proprietà sulle terre, alla assurda distribuzione di queste, allo stato servile della classe più utile" (Arch. di Stato dell’Aquila, proclama da Chieti, 22 maggio 1810).
Notevole la sua conoscenza delle questioni feudali sulle quali aveva scritto un breve testo: Sulla terra di Montenerodomo in Abruzzo (1799) stampato dall’Accademia Pontaniana su mandato di Croce nel 1919, nel quale esponeva con grande chiarezza argomentativa la sua tesi: era necessario sottrarre l’economia del Mezzogiorno da un immobilismo atavico causato dal permanere del latifondo feudale ed ecclesiastico; conseguentemente ripartire i beni demaniali e feudali che avrebbe reso possibile una circolazione più libera della proprietà e quindi, un sicuro sviluppo dell’economia.
Durante la quarta edizione della Scuola, interessanti saranno anche i momenti dedicati alla letteratura e alla narrazione si terranno, infatti: la visita al Parco archeologico di Iuvanum, insieme a Patrizia Staffilani e Francesca Passalacqua; l’incontro con Massimiliano Pepe, sul progetto triennale Iuvanum, la presentazione del romanzo Cristo tra i muratori di Pietro Di Donato: Cristo tra i muratori, a cura di Francesca D’Alfonso e del progetto ITALEA (Turismo delle radici), a cura di Ivan Serafini, e infine la Notte delle stelle a Iuvanum, a cura dell’INAF Osservatorio Astronomico d’Abruzzo.
Sarà dedicato spazio alla nascita della Brigata Maiella, la formazione partigiana decorata con medaglia d’oro al valor militare alla bandiera, che partecipò alla liberazione dell’Abruzzo, delle Marche, dell’Emilia-Romagna e del Veneto, con interventi di Flavio Felice, Riccardo Nencini, Lucio D’Orazio, Aurelio Manzi, Remo Rapino, Rita Crisanti e Armando Vittoria.
Ci si occuperà di coesione e sviluppo con la visita agli stabilimenti della Sevel (Stellantis), si visiterà il paese di Pescocostanzo, per affrontare temi relativi all’ambiente, allo sviluppo e al turismo nelle aree interne.
Alla fine: la consegna degli attestati, la presentazione del Centro studi Giuseppe de Thomasis e della Rivista “Commons & Community”, diretta da Armando Vittoria e la presentazione del volume Il sogno di Morelli di Antonio Carlucci, insieme a Costanza Cavaliere e Pasquale D’Alberto.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Al via la Scuola Estiva di Montenerodomo per parlare di Mezzogiorno e contribuire al suo rilancio

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