Il racconto in prima persona di un legame tra una figlia e una madre, la genealogia invisibile e silenziosa dei rapporti familiari, quel filo indissolubile fatto di memorie tramandate. Costanza Savini ha studiato Giurisprudenza e Bioenergetica presso l’Istituto di Psicologia Somatorelazionale di Milano ed è un’autrice di romanzi, racconti, e libri di spiritualità e benessere molto stimata in ambito cinematografico e teatrale. Dal suo romanzo La stanza indaco è stato tratto l’omonimo film, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma nella sezione “Alice nella Città” e premiato in diversi festival nazionali e internazionali.
Il senso di assenza di una madre anche se fisicamente presente, sfuggente e distante, e una figlia che toccherà corde emotive profonde, esplorando il lato caratteriale ed interiore della madre distante, emotivamente assente, comprendendo molte verità taciute, è la storia coinvolgente di Radice Madre. Di corpi, piante e genealogie invisibili (Aiep Editore, 2026). Una trama a tratti emozionante, quando nel momento della verità la figlia, ormai adulta, riscopre e riesce a guardare la madre non più solo come genitore ma come donna a sua volta ferita, fragile e condizionata dal proprio passato.
Monica Ruiz, una scienziata botanica famosa nel suo ambiente accademico, alle prese ogni giorno con fiori, radici, interazioni uomo-pianta nell’Istituto di Genetica Vegetale, è ricoverata in terapia intensiva, in coma farmacologico. La sua unica figlia Adalia, il nome voluto per lei che racchiudeva la professione della madre, è giunta, nonostante la sua innata lentezza meditabonda e disubbidiente, alla soglia dell’età adulta. Nulla le era certo, neanche che volesse fare, se non i suoi viaggi in solitaria. La verità era che non si sentiva, il più delle volte per lavori tanto diversi, tagliata per ciò che stava facendo, e mollava. Forse riuscirà a trovare il suo posto nel mondo con l’impiego di segretaria tuttofare per l’emerito professore dell’Alma Mater, ex alto funzionario delle Nazioni Unite, Vitaliano Mascagni. Un ambizioso tuttologo a detta di tutti. Lavorare a tempo pieno per il professore le sottraeva tempo, ma i suoi pensieri erano sempre rivolti alla famiglia. A Carlo, suo padre, un uomo libero, alla nonna Geraldina, che da quando la figlia era in ospedale non era tornata più a suonare il suo Steinway, e a Monica, la madre, dalla bellezza innata e regale, dagli zigomi pronunciati, i capelli chiari castigliano e che amava parlare in francese.
Mi ha sempre un po’ intimorito mia madre e quel suo essere troppo: troppo brava, troppo bella, troppo forte, troppo strana.
Troverà i suoi taccuini blu, scritti di suo pugno, e ripercorrerà la sua vita: l’incontro con Carlo, il lavoro e gli ostacoli, i suoi progetti scientifici, la maternità. Un grande archivio, ben custodito, dei momenti più importanti “del suo passaggio sulla Terra”. Ada troverà in quelle pagine, commossa, cosa avevano provato i suoi genitori, i loro sguardi quando si erano incontrati. Lei che non aveva mai saputo molto di loro, se non che appartenevano ad ambienti sociali diversi, e si domanderà cosa li avesse uniti. Monica insofferente alle regole e Carlo che la seguiva dappertutto, perché il suo desiderio era di rendere sempre una donna felice.
Sui taccuini Monica aveva annotato di gemme, delle molecole vegetali, dell’energia verde e dei suoi giorni. Bravissima nella ricerca, il laboratorio era il posto dove trascorreva la maggior parte del tempo. Ada comprenderà come era la sua vita e come non avesse notato così tante sfaccettature della madre, a tal punto da chiedersi se non avesse avuto anche una storia fuori da tutto questo. Troverà scritto di Brenno, il fratello che non ha avuto, del padre circondato dalle attenzioni delle donne e della sua energia imprevedibile, e vedrà la madre, una donna matura e sfuggente, in tutta la sua bellezza metafisica. E infine di Vitaliano, ricercatore scientifico e collega di Monica, colui che aveva voluto Ada accanto nei suoi ultimi anni, un uomo innamorato profondamente della madre, rimasto nell’ombra perché “sentimenti come il mio per tua madre sono senza scadenza”.
Chi era davvero Monica Ruiz? Una donna dalla combinazione di dolce e di aspro che l’aveva disorientata per tutta la vita, complessa e anche più femminile, che ad Ada non dispiacerà scoprire. Un viaggio attraverso la memoria, la natura, la famiglia, i lutti, i tradimenti e lei, la madre; la donna misteriosa che, tra luci e ombre, ha amato e tanto. Un romanzo dalla narrazione intima con molti spunti riflessivi sull’eredità invisibile che trasmettiamo alle nostre generazioni, sulla complessità dei rapporti familiari, sulle persone da cui veniamo, i loro silenzi, le domande senza risposta e quello che abbiamo ereditato.
- Autore: Costanza Savini
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Radice Madre. Di corpi, piante e genealogie invisibili
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