Esistono momenti nella vita in cui il tempo sembra dilatarsi, diventando una materia densa, appiccicosa come il sudore sulla fronte e carica di elettricità come l’aria prima di un temporale. È quella terra di nessuno che separa l’infanzia dall’adolescenza, quel "quasi" che Carlo Bertocchi esplora con precisione chirurgica e una vitalità travolgente nel suo romanzo d’esordio, Mezza luce mezzo buio, quasi adulti, pubblicato da TerraRossa Edizioni nel 2019.
Al centro della narrazione troviamo Bert e la sua banda. Siamo in una Romagna che non ha nulla a che fare con le cartoline patinate della Riviera Adriatica; è la Romagna di confine, fatta di campi riarsi dal sole, fossi, polvere e una solitudine che solo la provincia sa regalare. Per questi ragazzi, l’estate che precede l’inizio delle scuole superiori non è solo una pausa didattica, è l’ultimo atto di un mondo che sta per scomparire.
L’atmosfera è quella dei grandi classici della formazione: c’è un debito dichiarato verso I Goonies e verso la sensibilità di Stephen King (quello di The Body/Stand by Me), ma Bertocchi riesce a trapiantare quell’immaginario americano nel terreno fertile e rugoso dell’Appennino romagnolo. La banda corre sulle biciclette non solo per noia, ma per sfuggire a un’ombra che si allunga sui loro giochi: la notizia di un assassino che si aggira nei dintorni.
Il titolo è un manifesto programmatico. La "mezza luce" è quella della giovinezza, delle scorribande, delle lentiggini di Matilda che rappresentano per Bert il primo, vero e indecifrabile mistero dell’universo. Il "mezzo buio" è la consapevolezza del male, il confronto con la violenza del mondo adulto e la paura di un futuro che non è più un’ipotesi lontana, ma una minaccia imminente.
Bertocchi eccelle nel descrivere questa dualità. Da una parte ci sono i problemi ordinari ma vitali: come gestire il bullo Billy e i suoi seguaci, come interpretare uno sguardo di Matilda, come far durare il più a lungo possibile una giornata nei campi. Dall’altra, c’è l’irruzione del pericolo reale. Un incontro inatteso e temuto spinge Bert verso una serie di scelte irragionevoli, che lo costringono a fare i conti con la propria moralità e con il peso delle conseguenze. È qui che il romanzo compie il salto di qualità: non è solo una storia di nostalgia, ma un racconto sull’assunzione di responsabilità.
La vera forza del libro risiede nella voce narrante. Bertocchi, influenzato chiaramente dalla lezione di autori come Cristiano Cavina e Marco Missiroli, scrive con un piglio impertinente, ironico e profondamente onesto. La sua scrittura non cerca mai la commiserazione o il sentimentalismo spicciolo; al contrario, usa l’ironia come uno scudo e come uno strumento per affilare i momenti di tensione. Il linguaggio è vivace, sporco quanto basta per essere credibile, capace di passare da un registro goliardico a uno quasi lirico quando si tratta di descrivere lo stordimento del primo amore o la bellezza brutale della natura romagnola. Si avverte il piacere del racconto puro, quello che tiene incollati alla pagina per sapere se Bert riuscirà a sopravvivere alla sua audacia.
Chi è il lettore ideale di questo libro? Certamente chiunque abbia amato Io non ho paura di Niccolò Ammaniti, per quella capacità di guardare il mondo ad altezza bambino senza filtri protettivi. Ma è anche un libro per chi crede che la letteratura young adult possa essere grande letteratura, capace di parlare agli adulti della parte più autentica e dimenticata di se stessi.
Carlo Bertocchi ci consegna un’opera che brilla di una luce propria, un romanzo che profuma di erba tagliata e di paura del buio. Mezza luce mezzo buio, quasi adulti ci ricorda che crescere non è un processo lineare, ma un salto nel vuoto che si compie meglio se si ha una banda alle spalle e una bicicletta per correre più veloci della realtà. Un esordio maturo, consapevole e straordinariamente godibile.
- Autore: Carlo Bertocchi
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2019
- ISBN: 9788894845105
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Mezza luce mezzo buio, quasi adulti
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