- Autore: Venanzio Postiglione
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Solferino Libri
- Anno di pubblicazione: 2026
Viviamo in un’epoca in cui alcuni termini di base su cui si fonda (o dovrebbe fondarsi) la nostra civiltà sembrano sorprendentemente svuotati del loro contenuto. In Le dieci parole tradite. Come abbiamo smarrito le radici della nostra civiltà: dalla democrazia al talento (Solferino, 2026), Venanzio Postiglione dedica dieci capitoli ad altrettanti pilastri della società occidentale, frutto di dure conquiste che affondano le loro radici nella storia. Lo fa con scorrevolezza e frequenti richiami al mondo antico.
Ma a quali concetti si riferisce l’autore? Le parole sono: democrazia, felicità, fraternità, libertà, misura, pace, parità, pianeta, talento, verità.
Si tratta di termini apparentemente semplici, spesso ritenuti scontati; eppure, molte riflessioni si celano dietro ciascuno di essi. L’autore rende loro omaggio, sottolineandone il valore assoluto che esula dalle mode del momento. Nonostante le loro origini si perdano in un passato lontanissimo, restano sempre attuali. Pur essendo talvolta difficili da scorgere, ci appartengono intimamente e rappresentano un tesoro da salvaguardare. Sono la nostra coscienza ed "è da loro che possiamo (dobbiamo) ripartire".
Ma perché queste parole si definiscono "tradite", come dice il titolo del libro? Il motivo risale al dilagare, specie negli ultimi decenni, di alcune ideologie tossiche che hanno sdoganato, tanto nella politica internazionale quanto nella vita quotidiana, l’aggressività più becera e sfrontata che genera odio, divisione e sofferenza. Via libera alle offese, alla mancanza di misura. Si calpestino pure i diritti altrui, se questo permette di ottenere i propri scopi. Vinca il più forte, chi fa la voce più grossa. Il paradosso (per non dire la beffa) è che, "in un surreale rovesciamento logico", chi cerca di porre un freno a tutto questo attraverso le regole viene accusato di essere un oppositore della libertà. Ed ecco il risultato, magnificamente riassunto in questa frase: "Affossato il diritto, ci resta la giungla".
A fronte di tutto questo, sorgono spontanei alcuni pensieri. Anzitutto, la necessità di tenersi stretta la democrazia: quella autentica e liberale che "ha bisogno di cultura, studio, ragionamento". Quella sancita dall’articolo 1 della Costituzione italiana, che si trova all’opposto del "populismo facile" tipico del tempo presente. Inoltre, l’autore invita a non cedere alle pulsioni tipicamente egoistiche dell’animo umano: la felicità dovrebbe essere considerata un "bene pubblico". La fratellanza, ossia "il rapporto con le persone, la qualità delle relazioni, la forza dei legami affettivi", dovrebbe guidare i comportamenti individuali e collettivi.
Altrettanto cruciale è la ricerca della libertà vera (che è tale solo quando "vale per tutti, rifiuta l’aggressione degli altri, rispetta le norme e le sensibilità, riconosce il bilanciamento dei diritti") e della pace giusta: questa, nulla ha a che fare con quella ottenuta per mezzo del dominio sull’avversario e del suo annientamento.
Non solo. Postiglione esorta il lettore a smontare a pezzi ogni stereotipo che cristallizza la disparità tra individui. A conservare il senso della misura, evitando eccessi e inutili spettacolarizzazioni. A considerare il nostro pianeta un essere vivente, non un semplice sfondo delle nostre azioni. A valorizzare il talento: il duplice risultato sarà la realizzazione personale e la possibilità per ciascuno di offrire un contributo significativo alla società. A non stancarsi di cercare la verità, a dispetto delle tendenze del mondo moderno, segnato dalla disinformazione, dalla banalizzazione, dalle fake news.
Le parole sono tradite, è vero. Occorre quindi non abbassare la guardia, ricordando che in un angolo nascosto la speranza è sempre lì, come un faro. Come dice l’autore:
è ancora chiusa e prigioniera in fondo al vaso di Pandora. Vi direi: facciamola uscire.
Le dieci parole tradite. Come abbiamo smarrito le radici della nostra civiltà: dalla democrazia al talento
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Le dieci parole tradite. Come abbiamo smarrito le radici della nostra civiltà: dalla democrazia al talento
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